Un sogno diventato realtà

(Ricondivisione dell'esperienza di Deborah, già pubblicata più di quattro anni fa.)

Era il 3 settembre 2008 e il giorno dopo recitavo davanti al muro della mia camera da letto. Dopo due giorni sentivo già i primi benefici: uno strano ottimismo, la tendenza a sorridere più del solito ma soprattutto una energia che sgorgava come una imponente cascata.

Quando ho scoperto la pratica del daimoku non mi trovavo in una fase della vita particolarmente dolorosa. Ero, anzi, in uno stato serenamente catartico visto che stavo uscendo da una lunga depressione post parto. Mi sentivo leggera se pur con la sottile ma percettibile costante di non sentirmi pienamente soddisfatta. “Eppure ho un marito in gamba che mi ama e che io amo, una bambina sana e bella, un lavoro, gli amici..” continuavo a ripetermi.
Di una cosa, però, ero sicura. Che la ricerca della mia personale strada maestra, di quel percorso che una volta imboccato lo cammini con vigore, gioia e convinzione era ancora in atto e spesso brancolava nel buio. Un pomeriggio mentre stavo togliendo immense coltri di polvere dai miei amati libri a causa del mio abbandono coatto della lettura (l’arrivo di mia figlia ha rappresentato per me uno tsunami interiore togliendomi ogni tipo di interesse) da una mensola mi cade inavvertitamente “Felicità in questo mondo”, una guida piccola ma preziosa che aiuta a grandi linee a scoprire il buddismo di Nichiren Daishonin. Me lo aveva regalato una cara amica buddista anni fa e che io per educazione e rispetto nei suoi confronti avevo accettato ma accantonato con disinteresse. Sebbene fossi allergica anche alla lettura di Topolino in quel periodo, a causa dei miei mille impegni dettati dalla nuova veste di mamma, invece di rimetterlo da dove era caduto me lo sono preso e trasferito sul comodino.
Da quel giorno l’ho letto e riletto. Riuscivo a condividere tutti i concetti ma facevo tanta resistenza alla pratica del mantra Nam Mioho Renge Kyo. Lo ritenevo innaturale e non mi confaceva.
Una mattina, inspiegabilmente, ho sentito un impulso irrefrenabile di partecipare ad un meeting. Ero curiosa di vedere di persona come funzionasse questo buddismo Nichiren ma soprattutto il “meccanismo” del Daimoku. Nel momento in cui ho determinato di contattare la mia amica (che ormai non vedevo da quasi sette anni) l’ho incontrata la sera stessa. Le ho subito confessato il mio desiderio e “casualmente” il giorno dopo ero a casa di un perfetto sconosciuto ad ascoltare la recitazione del mantra con un disagio iniziale prima e una meravigliosa sensazione di benessere interiore poi (per non parlare dell’effetto che ha suscitato in me la preghiera del Gongyo che mi ha fatto venire letteralmente la pelle d’oca).
Era il 3 settembre 2008 e il giorno dopo recitavo davanti al muro della mia camera da letto. Dopo due giorni sentivo già i primi benefici: uno strano ottimismo, la tendenza a sorridere più del solito ma soprattutto una energia che sgorgava come una imponente cascata.
E da lì ho cominciato a vederci chiaro. Il daimoku mi ha permesso di aprire le porte del mio cuore e mostrarmi una delle cause primarie che mi costringeva a camminare sempre in bilico: il lavoro.
Quasi otto anni di impiego (precario) in un ente pubblico mi avevano annebbiato il cervello non permettendomi di capire che in fondo aldilà della sicurezza economica e degli orari flessibili io non ero assolutamente realizzata. La mia laurea in lingue, i miei sogni di diventare traduttrice e scrittrice erano svaniti in nome del “posto fisso”.
Dopo due settimane di daimoku ero accesa come una lampadina a mille watt. Ora sapevo che cosa volevo veramente dalla mia vita. Ma a quasi 40 anni come potevo rimettermi in gioco? Ancora Daimoku per capire da dove dovessi cominciare.
Nel frattempo sopraggiunge l’era del blog. Un mezzo decisamente accattivante per mettere in atto la mia sconfinata passione per la scrittura. Sentivo che poteva essere un buon punto di partenza. Avrei parlato di ciò che volevo e avrei gestito totalmente una mia piccola attività senza fiati sul collo o controlli di superiori vari (in fin dei conti era il mio sogno quello di lavorare per me stessa). Non mi interessava il riscontro economico. Dopotutto quello ce lo avevo dal mio impiego. Appena aperto il blog mi svegliavo la mattina con una piacevole gioia di alzarmi dal letto e la consapevolezza che finalmente le mie giornate avrebbero avuto un senso.
Avevo cominciato a recitare con gratitudine. E stavo sperimentando la felicità interiore mai provata prima, quella che ti nasce a prescindere e che ti fa pure versare lacrime e non certo di dolore.
Materialmente gli impegni erano aumentati. La famiglia allargata, il lavoro e ora anche la gestione di un blog che richiede aggiornamenti quotidiani. Ma io ero troppo felice e di conseguenza avevo la giusta energia per gestire al meglio le mie giornate.
Il blog mi ha ridato linfa vitale per rimettere mano ad un vecchio manoscritto, a cui ogni tanto prestavo attenzione ma che per ovvi motivi era destinato a marcire su una cartella del mio desktop, e iniziarne un altro dedicato alla storia della mia gravidanza e della mia maternità.
Finalmente potevo scrivere! Una realizzazione immensa, una boccata di ossigeno quando ero più che certa che avrei vissuto la mia vita intera in apnea.
Dopo 3 mesi dall’apertura del blog mi arriva una mail dalla redazione di una famosa rivista femminile che mi propone di essere loro ospite della settimana sul loro blog. Avrei dovuto scrivere almeno 5 articoli e sarebbe uscito pure un trafiletto sul cartaceo in cui mi avrebbero presentata.
Impossibile descrivere la felicità che ho provato! Da cosa stava nascendo cosa!!
Ancora tanta gratitudine e pratica del Daimoku.
La settimana in cui ho scritto per la rivista è stata meravigliosa. Mi sentivo leggera e con una sensazione di felicità che nemmeno un milione di parole riuscirebbe a descrivere. Ero convinta di avere avuto sufficienti riscontri dalla vita e invece mi sbagliavo….
Il 17 aprile 2009 è un giorno che non potrò mai dimenticare. Era pure un venerdì così metto in crisi i superstiziosi più accaniti ;)
Appena varcata la porta del mio ufficio il mio capo mi dice che mi aveva cercato una casa editrice. Io non capendo la natura del messaggio e considerata anche l’indole burlesca del boss non ci faccio troppo caso.
Mi siedo al solito. Sempre al solito accendo il PC ed ecco che squilla il telefono.
Era realmente una casa editrice (peraltro la mia preferita) che mi faceva i complimenti per i miei articoli sul blog della rivista con cui avevo collaborato e che mi chiedeva se avessi qualche manoscritto da mandare perché erano molto interessati a prendere in esame la mia scrittura.
Gioia nella gioia, miracolo del daimoku…miriadi di sensazioni meravigliose. Ero la donna più felice del modo in quel momento e anche incredula per il susseguirsi di belle esperienze che, dalla pratica del NMRK, erano scaturite tutte insieme!
Mando il manoscritto sulla storia della mia maternità e loro decidono entusiasti di pubblicarmelo.
Non mi sono mai sentita così grata come quel giorno in cui me lo hanno comunicato ma soprattutto ho ritrovato fiducia in me stessa e nelle mie potenzialità.
A casa mia finalmente c’è un bellissimo Butsudan con all’interno il mio preziosissimo Gohonzon a cui mi rivolgerò ogni volta che avrò bisogno di aiuto, di capire, di manifestare la mia infinita riconoscenza e di aiutare la persone che amo.
A maggio 2011 in libreria uscirà il mio grande sogno nel cassetto. Sarei una perfetta ipocrita se dicessi che non mi interessa venderlo ma assicuro dal profondo del cuore che da quando ho cominciato a lavorarci sopra assieme al mio editor per ampliare ulteriormente la storia e praticare perché venga un ottimo lavoro la mia visione si è spostata dalla velleità alla volontà di dare il massimo valore al romanzo (visto che tratta l’ argomento delicato della depressione post parto) che spero sia uno strumento valido, un punto di riferimento per tutte le neo mamme, per quelle che lo stanno per diventare e per quelle che lo saranno.
Il Gohonzon e la pratica del daimoku più lo splendido Gongyo mi hanno realmente cambiato la vita, aiutato a realizzare il sogno di sempre e fatto imboccare quella famosa strada maestra che tanto ho cercato. Deborah Papisca (Pesaro) (foto di Silvano Bottaro)
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Commenti

  1. Grazie Deborah per aver voluto condividere con noi questa tua bella esperienza.
    Un abbraccio

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  2. grazie a te :)che mi hai dato la possibilità di raccontarla...spero che rappresenti un grande incoraggiamento!

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  3. bellissima testimonianza. fammi sapere titolo e casa editrice e leggerò il libro con piacere. io pratico da poco ma una luce diversa si è accesa e una nuova energia mi anima. buon cammino

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  4. Grazie tiziana!
    La casa editrice è la Baldini Castoldi Dalai e il titolo si trova ancora in fase embrionale ma non mancherò di segnalarlo.
    Continua a praticare e scoprirai la bellezza della vita e l'immensa forza del tuo io interiore
    buona giornata ;)

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  5. Ciao Deborah!
    Sono felice di aver letto la tua esperienza... io sono in un momento molto difficile... volglio ricevere Gohonzon, ma ho ancora troppi dubbi da sciogliere... o forse è solo la mia testa che me li pone per frenarmi?!
    Comunque, mi ha riempito il cuore di speranza... ed ogni passo che compio... mi sta portanto sempre più vicino alla meta... (che dovrà essere 1 nuovo punto di partenza... x compire la mia personale rivoluzione umana!) con infinito affetto
    Romina

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  6. Cara Romina tieni sempre a mente che i momenti più difficili rappresentanto grandi opportunità di crescita e di riscossa. Non mollare mai, anzi quando vivi momenti duri affidati alla pratica del daimoku e ritroverai la forza che credi perduta. Non avere paura di fare scelte importanti come quella di prendere totalmente in mano la tua vita. Tu sei già sulla buona strada....! Un grosso in bocca al lupo
    Deborah

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  7. carissima, non mollare la pratica anche se il tuo gruppo non esiste più...anzi considera questa cosa come un'opportunità per ricrearne un altro e magari farti responsabile!! Ora conosci i benefici che il daimoku dà e proprio per questo motivo bisognerebbe non mollare mai!
    un abbraccio e buona giornata
    Deborah

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  8. Grazie mille per la tua condivisione, Deborah. Arriva in un momento abbastanza particolare e mi ha dato una carica enorme. Posso sapere dove e come trovo il tuo blog? Nam mioho renge kyo

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  9. CIAO ..((((((((-*-__.__-*-)))))))).. CIAO

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