Realizzare il mio impossibile


Sono Thamara, ho quasi 24 anni e pratico da 6. Dalla Sicilia mi sono trasferita a Roma per studiare lingue all'università e per la fotografia.
A settembre del 2007, iscritta al terzo anno, decisi di concludere la triennale dando gli ultimi 8 esami rimasti per conseguire la laurea entro dicembre dello stesso anno. Ovviamente a tale decisione sono seguiti numerosissimi ostacoli. Con tanta buona fortuna e impegno, facendo molta attività riuscii a superare ben sei esami a settembre; ne restavano due e la tesi, così iniziai a cercare un relatore, senza avere un'idea precisa sull'argomento. Ricordo che recitavo perché mi venisse un'idea originale, che assecondasse i miei interessi che avevano ben poco a che fare con le lingue straniere. Quell'idea arrivò ed era tanto bizzarra che molti dei professori alla quale mi rivolsi la rifiutarono, soprattutto per il poco tempo a disposizione. Ogni volta ritornavo d'avanti al Gohonzon per trasformare le delusioni in nuova determinazione, ancora più forte, per realizzare il mio impossibile. Finalmente trovai il relatore che, notato il mio entusiasmo e la mia sicurezza, accettò la mia proposta a condizione che fossi stata totalmente autonoma, compito perfetto per una giovane leonessa!
Mi misi a lavoro per cercare di conciliare il mio interesse per l' arte ai miei studi in traduzione, e nel frattempo mi sforzai di preparare gli ultimi due esami, uno dei quali era l'ultimo esame d'inglese, il più importante, col professore più temuto. Era novembre, avevo da poco accettato la responsabilità di gruppo e nell' arco di poche settimane, la mia amica e coinquilina smise di parlarmi, il mio ragazzo dopo una storia tormentata mi lasciò, e improvvisamente tutte le persone a me care si allontanarono per un motivo o per l'altro. Così mi ritrovai da sola con il Gohonzon e tanta sofferenza da trasformare. Decisi di non rimandare e a fine novembre cercai di dare i due esami che mi erano rimasti, uno andò benissimo, mentre il professore d' inglese mi bocciò umiliandomi con insulti d'avanti ad altri studenti e docenti. Così persi la sessione di dicembre con tanta rabbia, delusione e un senso di fallimento che diventava sempre più pressante. Studiavo il Gosho e le guide di Ikeda, non capivo perché il mio ambiente era così ostile e il perché di tanta solitudine: vivevo, praticamente, nella mia stanza, le mie coinquiline mi ignoravano totalmente, non uscivo più, il mio ex si era già fidanzato con un'altra e avevo perso una borsa di studio da 4000 euro. Facevo Daimoku e tanta attività sforzandomi di non lamentarmi con la determinazione di trasformare totalmente le mie cause interne, una frase del presidente Ikeda che mi accompagnò (e che mi accompagna tutt'ora) dice: "Desidero che comprendiate il sottile funzionamento della mente. Il modo in cui orientate il vostro pensiero, il tipo di atteggiamento che assumete, influenzano sia voi sia il nostro ambiente. Il principio buddista per cui un singolo istante di vita racchiude tremila regni spiega con chiarezza il vero aspetto dell'esistenza. Attraverso il potere di una forte determinazione interiore possiamo trasformare non solo noi stessi ma anche gli altri e l'ambiente in cui viviamo" (Giorno per giorno, 12 maggio). Nel frattempo mi vennero altre idee per la tesi che si avvicinava sempre di più alle mie passioni: infatti avevo scelto di tradurre una fiaba breve per adulti ispirata al murales del mio pittore preferito. Finalmente ero riuscita a incastrare il mio interesse per l'arte con il mio corso! La fiaba non era più in vendita, quindi decisi di scrivere direttamente al pittore e allo scrittore (entrambi americani), così iniziai una fantastica corrispondenza e soprattutto il primo beneficio concreto: gli autori mi regalarono il libro con tanto di bigliettino di ringraziamento per il mio progetto. Si avvicinava la sessione di febbraio, mi preparavo col Daimoku per affrontare serenamente l'esame e soprattutto per trasformare il rapporto col professore: mi bocciò di nuovo mettendomi 12! Ancora una volta un senso di fallimento devastante, proprio non capivo, alle riunioni non sapevo cosa dire, avevo mille dubbi, ma non mollavo continuavo a leggere il Gosho e a fare Daimoku per approfondire la mia fede. Leggevo e rileggevo un'altra frase del mio maestro che dice: "L'ossessione per i fallimenti passati è segno di stupidità. Ed è ugualmente stupido essere soddisfatti dei propri piccoli successi. Il Buddismo insegna che il presente e il futuro sono importanti, non il passato. Esso ci trasmette uno spirito di continua sfida a vincere nel presente, progredendo verso il futuro. Chi abbandona tale spirito rivolge la propria vita verso la rovina" (Giorno per giorno, 22 giugno). Nel frattempo facevo tanta attività di protezione per la consegna Gohonzon, come unica responsabile di gruppo e andai al 16 marzo a Milano. In quel periodo imparai a rilanciare, ogni volta, sempre più determinata, cadevo e mi rialzavo costantemente, senza paura.
Nel frattempo al mio professore fu tolto l' incarico, quindi mi ritrovai con un nuovo insegnante, misi da parte la tesi e ricominciai daccapo il programma per l'esame. A giugno riuscì a superare l'esame con i complimenti della nuova commissione d'inglese, che mi riscattarono esplicitamente dalle precedenti bocciature. Mancava un mese alla sessione di laurea, ero indietro con la tesi, il mio relatore mi chiese di rimandare a settembre ma io insistetti dicendo che sicuramente sarei riuscita a mettere insieme le 60 pagine di tesi anche se non ero ancora certa sugli argomenti di approfondimento. Daimoku, Daimoku e ancora Daimoku, nel frattempo riallacciai tutti i rapporti in casa e con le amiche, conobbi un ragazzo e superai anche l'esame di fotografia. Sentivo proprio che la mia vita mi stava premiando per i miei sforzi e la mia perseveranza: provavo una gratitudine immensa. Ma il tempo passava e io scrivevo poco. Passavo molto tempo con il mio nuovo ragazzo e ogni giorno era una lotta con una parte di me che diceva: "Che importa, goditi questo momento e rimanda a settembre", e l'altra che diceva "Non mollare, sbrigati a chiudere questo capitolo". Così mi vennero tantissime idee che arricchirono la mia tesi in maniera strepitosa, 120 pagine in due settimane, il mio relatore era incredulo. Riuscì a finire e a stampare la mia tesi il 14 luglio, il 15 la consegnai e la discussi, con lo stupore di tutti.
È stata l'esperienza più bella della mia vita: ho mantenuto la calma per tutto il tempo, tranquillizzando e intrattenendo tutti i presenti, ero l'ultima e mi trovavo di fronte a una commissione stanca e annoiata, mi sono detta: "Dopo tutti gli sforzi non posso mollare proprio adesso, so quanto vale il mio lavoro e lo dimostrerò". È stato bellissimo: la mia gioia e la mia sicurezza hanno entusiasmato tutti i membri, si sono complimentati a lungo e ripetutamente dandomi il massimo del punteggio per la tesi, sono arrivata a 103. Gli autori inoltre, lusingati dal mio lavoro, si sono complimentati, assicurandomi che nell'eventualità di una pubblicazione italiana avrebbero usato la mia traduzione. Avevo vinto!
Adesso a distanza di mesi, mi rendo conto dell'impresa colossale che ho affrontato, del coraggio e la perseveranza che ho tirato fuori dalla mia vita grazie alla mia fede risoluta.
Ultimamente molte situazioni si stanno riproponendo, è riemersa tanta sofferenza e solitudine. Ripensando a questi anni di pratica ho realizzato che la mia tendenza di base è quella di sminuirmi e di non percepire il mio valore, di non sentire amore profondo per me stessa. La mia priorità, per quest' anno, è quella di permettere alla mia vita di esprimersi liberamente, voglio scoprire il mio talento, senza dubitare mai del mio valore. Per questo, ho determinato di fare più attività nel Gruppo leonardo. Un passo del Gosho di Nichiren dice che: "Finché non si percepisce la natura della propria vita, la pratica sarà un'infinita e dolorosa austerità" (BS, 119, 12-13): c'è solo da rimboccarsi gioiosamente le maniche! (foto di Silvano Bottaro)

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Commenti

  1. Mi ricordi molto me stessa!!! Sei stata bravissima... Compimenti Thamara :)

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