Il Sutra del Loto #199 (Seconda parte di due)

Coloro che non se ne rendono conto sono solo degli infelici, “Esseri umani con i loro vari crimini, per gli effetti delle loro azioni malvagie”. “Crimini” significa non credere nella Legge mistica, “effetti delle loro azioni malvagie” vagare all’infinito dai desideri terreni, al karma e alla sofferenza. Tali persone, sebbene dimorino nella Terra del Budda, avvolgono il loro ambiente nella foschia e perciò non riescono a vedere il Budda che sta proprio davanti ai loro occhi. Dal momento che non credono, chiudono la porta del loro cuore senza poter conoscere i tre tesori, neanche dopo innumerevoli eoni.
I tre tesori sono il Budda, il suo insegnamento (la Legge) e le persone che proteggono e propagano l’insegnamento (il prete). Essi hanno la chiave per la salvezza della gente. Nel Buddismo sono così importanti e considerati come tesori proprio perché possono condurre le persone alla felicità.
Nell’Ultimo giorno della Legge il tesoro del Budda è Nichiren Daishonin, il Budda dell’Ultimo giorno. Il tesoro della Legge è Nam-myoho-renge-kyo delle tre grandi Leggi segrete. Il tesoro del Prete è Nikko Shonin.
Il termine giapponese so (prete) deriva dalla parola sanscrita Sangha che significa assemblea, adunata. Quindi, in un senso ampio, si riferisce alle armoniose riunioni delle persone che praticano correttamente e propagano il Buddismo del Daishonin, sfidandosi per la felicità altrui e per la realizzazione della pace. Oggi, questa assemblea armoniosa non è altro che la SGI.
Adesso vorrei dire qualcosa a proposito della dottrina dell’unità dei tre principi mistici del capitolo Rivelazione.
Il brano che inizia con “Quando gli uomini assistono alla fine di un eone” che abbiamo appena studiato, spiega che il mondo di saha è davvero una pura terra indistruttibile. Questa è la rivelazione del principio mistico della vera terra, indicato nella sezione in prosa del capitolo Juryo, con “Da allora io ho sempre dimorato in questo mondo spiegando la Legge e insegnando alle persone”. E ancora, brani come “Da quando ho raggiunto la Buddità è trascorso un tempo incalcolabile” spiegano che il Budda è sempre esistito e che la sua vita è inestinguibile.
Questo è il principio mistico del vero effetto.
Infine “Un tempo anch’io ho praticato le austerità dei bodhisattva e la condizione vitale che ho acquistato allora non si è ancora esaurita. La mia vita durerà ancora un numero di eoni doppio di quelli trascorsi” spiega la permanenza della vita dei nove mondi. Questo è il principio mistico della vera causa.
Tutto ciò, esposto nel capitolo Rivelazione e chiamato Unità dei tre principi mistici, indica che il Budda, gli esseri dei nove mondi e la terra sono tutti eterni e indistruttibili completando la dottrina del Sutra del Loto di ichinen sanzen. Questa dottrina, trascendendo la distinzione fra i dieci mondi e fra la vita e l’ambiente, chiarisce che i tremila regni di tutti i fenomeni sono eterni, e rivela così la grande ed eterna entità della vita che contiene i tremila regni di tutti i fenomeni.
L’insegnamento di Nichiren Daishonin dell’ichinen sanzen pratico apre la strada attraverso la quale le persone dell’Ultimo giorno possono manifestare questa vita grande ed eterna, che egli identificò come Nammyoho-renge-kyo.
Noi che abbracciamo sinceramente il Buddismo del Daishonin, siamo quindi nobili emissari del Budda che mettono in pratica questa unità dei tre principi mistici nella società. (dal Nuovo Rinascimento di dicembre 1996)(foto di Giulietta)
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