Il Sutra del Loto #197

Creando un'incensante sinfonia di suoni

Nel verso dove si legge “Gli dèi suonano tamburi celesti”, il significato originale di “tamburo celeste” è il tuono. Sembra che nell’antica India il tuono fosse considerato come una musica del cielo che annunciava un imminente e misericordioso temporale. Potremmo sentirvi quindi un cuore gioioso e risplendente di felicità suprema.
Toda spiegava questo brano così: «Quando dice che gli dèi creano un’incessante sinfonia di suoni, non intende come una radio accesa, ma come un padre che arriva a casa e dice “Oggi ho avuto una bella giornata”. Sua moglie, che a sua volta non riesce a contenere la gioia, racconta con entusiasmo gli avvenimenti della sua giornata, e il bambino aggiunge: “Ho visto il mio insegnante per strada”. E così via.
«Una famiglia così si può veramente considerare felice e sta “creando un’incessante sinfonia di suoni”.
«Ma se invece, il padre grida, la madre urla e i bambini piangono, non si può certo parlare di sinfonia di suoni».
In ogni momento della nostra vita, giorno dopo giorno, creiamo un’incessante sinfonia di suoni. Tutto è legato allo stato vitale. Finché siamo in vita, facciamo risuonare una “musica meravigliosa” di felicità e speranza.
La SGI risuona costantemente delle voci gioiose e piene di speranza di persone che si stanno davvero sforzando di vivere una vita piena. È realmente un luogo dove “gli dei suonano tamburi celesti creando un’incessante sinfonia di suoni”. Ognuna di queste voci è un sutra “che abbraccerà la gente con suoni di felicità”, una manifestazione vivente de “la voce fa il lavoro del Budda” (Gosho Zenshu, pag. 708).
Nichiren Daishonin dice: «Nammyoho-renge-kyo è come il ruggito di un leone» (Gli scritti di Nichiren Daishonin, vol. 4, pag. 149). Il grande suono delle nostre voci che recitano Daimoku ogni giorno fa disperdere la triste musica del dolore e del lamento, e sta sicuramente creando un’epoca che riecheggerà del canto della Legge.
Il testo continua con: “Una pioggia di bianchi mandara”. I mandara sono fiori divini che cadono dal cielo cospargendo il mondo della Legge mistica. In altre parole, noi che dimoriamo nel regno della Legge mistica, mantenendo una salda fede, siamo sicuri che saremo cosparsi di fiori della felicità e della fortuna e protetti dagli dèi buddisti.
“Una pioggia di bianchi mandara” indica anche far gioire il cuore delle persone. Quando, ad esempio, un bambino si sforza di fare qualcosa e i genitori lo lodano dicendogli che è stato bravo, egli allora continuerà il suo lavoro ancora più contento e manifesterà un’abilità maggiore.
“Cosparge il Budda e la gente” significa che questa pioggia di fiori della fortuna e dei benefici cade in ugual misura sia sul Budda che sulla gente, senza distinzione alcuna. Come questo brano ci illustra, sia il Budda che le persone dimorano nel mondo di saha: il “qui e adesso” della nostra vita è il palcoscenico per realizzare una felicità eterna.  (dal Nuovo Rinascimento di dicembre 1996)(foto di Giulietta)
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