Il Sutra del Loto #189 (Seconda parte di due)

Lo spirito di Shakyamuni è materializzato nel Sutra del Loto, quello di Nichiren Daishonin nelle tre grandi Leggi segrete e nel grande scopo di kosen-rufu, che conduce tutte le persone alla felicità. Per noi adesso la frase: «Sentono un’immensa venerazione per le mie reliquie» significa recitare Daimoku al Gohonzon e fare attività per kosen-rufu. In fondo, fede significa dedicarsi con tutto il cuore al Gohonzon con spirito di ricerca.
In una lettera a Myoichi-ama, Nichiren Daishonin scrive: «Ciò che chiamiamo fede non è niente di straordinario. Come una donna ama il marito, come un uomo dà la vita per sua moglie, come i genitori non abbandonano i figli o come un figlio rifiuta di lasciare la madre, così aver fede significa riporre fiducia nel Sutra del Loto (il Gohonzon )… e recitare Nam-myoho-renge-kyo» (Gli scritti di Nichiren Daishonin, vol 7, pag. 209).
L’amore fra marito e moglie, o fra genitori e figli, è un’espressione di pura e semplice umanità. Forse oggi anche questo tipo di amore si è indebolito, ma qualunque sia l’onore o la ricchezza che una persona può avere, se perde il senso dell’affetto umano sarà sempre infelice. Non c’è angoscia più grande.
Myoichi-ama, destinataria della lettera, serbava questo spirito come un tesoro. Sebbene le circostanze che doveva affrontare fossero drammatiche, possedeva un’immensa ricchezza interiore. Inoltre, queste parole del Daishonin erano per lei ben più che una semplice metafora.
Fra il turbinio degli attacchi contro i seguaci del Daishonin durante la persecuzione di Tatsunokuchi e l’esilio a Sado, Myoichi-ama e suo marito mantennero una fede incrollabile. Anche loro incontrarono serie difficoltà a causa della fede nel Sutra del Loto, inclusa quella della confisca del feudo. Il marito morì prima che giungesse la notizia che il Daishonin era stato perdonato dall’esilio. Inoltre i suoi figli erano malati, e anche la salute di lei era debole. Ciononostante, combatté eroicamente tenendo sempre viva la fiamma della fede, praticando sia per sé che per il defunto marito. Mentre stentava lei stessa, inviò i suoi servi a lavorare per il Daishonin a Sado e a Minobu. Lottò con tutte le sue forze, tenendo sempre a mente il messaggio di incoraggiamento che il Daishonin le aveva inviato: «Quelli che credono nel Sutra del Loto sono come l’inverno, che si trasforma sempre in primavera» (Gli scritti di Nichiren Daishonin, vol. 4, pag. 209).
Il Daishonin le scrisse altre paroledi incoraggiamento:
«Tuo marito ha dato la vita per il Sutra del Loto… perciò i benefici che riceverà saranno sicuramente grandi quanto i loro [di Sessen Doji e del bodhisattva Yakuo]. È possibile che stia osservando giorno e notte sua moglie e i suoi figli negli specchi del sole e della luna. Dal momento che tu e i tuoi figli siete comuni mortali, non potete né vederlo né sentirlo… Siate certi che egli vi è vicino e vi protegge» (Gli scritti di Nichiren Daishonin, vol. 4, pag. 209).
Quanto coraggio e quanta forza avranno dato queste parole a Myoichiama! La persona più infelice merita di diventare la più felice: questo è il Buddismo, questo è lo spirito del Daishonin.
Il Gosho citato prima, che inizia: «Ciò che noi chiamiamo fede non è niente di straordinario» fu inviato a Myoichi-ama dopo sette anni che lottava senza mai retrocedere di un passo. Ella si era sforzata sia per sé che per il marito, riuscendo a tirar su splendidamente i suoi figli. Il Daishonin la incoraggia a pregare al Gohonzon e recitare Daimoku con lo stesso amore che prova per il suo defunto marito e i suoi figli. Questo, le dice, è fede.
Il significato ultimo della fede è difficile e facile allo stesso tempo. In poche parole, è mantenere uno spirito di ricerca verso il Gohonzon e cercare di non scordarselo, in qualunque circostanza. Quando ricerchiamo il Budda con cuore puro – come quello di un bimbo che chiama la mamma, o di una madre che abbraccia il suo bambino – dentro di noi sorge un castello di gioia indistruttibile. Chi, invece, ha profondi dubbi e vive come dietro ad una cortina di fumo, sarà totalmente incapace di collegare la fede con la grande vita del Budda.
Questo è ciò che insegna il Jigage. Fede significa «con un unico ardente desiderio di vedere il Budda». Fede è «animo onesto, integro e sensibile», è essere onesti e sensibili nello spirito verso il Budda, verso il Gohonzon. Non dobbiamo mai avere l’atteggiamento rigido di chi ha un cuore arido e chiuso. (foto di Silvano Bottaro)
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