Sinfonia di una vita


Strani momenti quelli della sera, quando con la complicità della quiete e della solitudine di una stanza, gli occhi si chiudono e magari vorrebbero dormire, e invece… Paf! Eccoli lì i ricordi a bussare nel la mente e a proiettare immagini come in un vecchio film. Mi rivedo giovanissima curiosare tra i dischi di mio padre: Casadei, Villa, Cinquetti… Beethoven? Opto per Beethoven. La puntina dello stereo è un po’ consumata, il disco scricchiola e poi le prime note della quinta sinfonia invadono la stanza, mi sorprendono, fanno esplodere qualcosa di magico che è sopito nell’anima. Non riesco a definire quello che provo, ma questo Beethoven mi piace e decido che da quel momento farà parte della mia vita. La pellicola del film continua a scorrere, le immagini si fanno un po’ più scure. Il tempo passa e vedo il mio carattere diventare sempre più irritante, le mie qualità nascondersi in un antro oscuro dell’animo. In queste scene prevale la costante voglia di fuggire da un ambiente “polipo” che mi avvolge tra i suoi tentacoli, prosciugando ogni goccia di energia. La musica di Beethoven è sempre presente, pronta ad incoraggiarmi nei momenti più bui della mia vita, quando tutto sembra perduto nell’inutilità delle cose. Ascolto la sua musica e l’angoscia lascia il posto al coraggio e all’ottimismo; il tutto dura pochi attimi, poi le scene sono sempre le stesse, il polipo è lì sempre più grosso, ogni giorno più forte. Le scene che seguono sono un po’ più chiare, oltre alla musica di Beethoven c’è il ritmo di Gongyo che “pulisce” la mia vita dall’interno. Adesso posso aprire gli occhi, so già come va a finire il film. Vado a prendere il disco dove è incisa la nuova sinfonia ed eccolo lì il brivido che mi corre sulla schiena. Sento palpitare in me il grande amore che il musicista aveva per la vita, la natura, il genere umano. In nome di questo amore Beethoven ha vissuto, sofferto, composto fino alla fine dei suoi giorni. Aveva uno scopo chiaro in mente e l’ha seguito fino in fondo. Io studio musica ed è bellissimo provare gioia quando suono perché il risultato è sempre buono al di là degli errori tecnici che si migliorano con lo studio. Anch’io ho uno scopo che voglio portare fino in fondo: quello di trasformare i sacrifici e la sofferenza di uno studio quotidiano in fonte di enormi benefici per imparare l’arte più importante di tutte: quella di vivere.

Tania Dardoli

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