Il Sutra del Loto #183 #3/3

Il Budda eternamente dotato dei dieci mondi

I tre corpi diventano manifesti nella vita di coloro che lottano contro le avversità e si battono per kosen-rufu come Bodhisattva della Terra. Quando i nostri amici soffrono non riusciamo a stare a guardare senza far niente. Non possiamo far finta di nulla, ma intraprendiamo un’azione per coloro che ci circondano, fino a dimenticarci delle nostre stesse difficoltà immediate.
Questo fatto è risultato chiaramente dalle azioni dei compagni di Kansai nel periodo del grande terremoto di Hanshin. «La sconfitta è inconcepibile!» questo era il loro spirito. Ognuno doveva affrontare una situazione catastrofica, eppure tutti hanno impiegato ogni briciola della propria forza. Le loro azioni, parole e gesti di incoraggiamento sono stati fonte di speranza ed energia per innumerevoli altre persone.
Si sono messi tutti a recitare sinceramente Daimoku al Gohonzon per i compagni che soffrivano, dimenticandosi perfino del passare del tempo. E vedendo l’espressione angosciata degli amici, hanno offerto loro parole cariche di fiducia e coraggio: «Vedrai che andrà tutto bene; possiamo farcela!». Nessuno aveva ordinato loro di agire così e d’altronde non si poteva neanche pretendere che qualcuno si sforzasse così instancabilmente per qualcun altro. Se ci lasciamo bloccare da ciò che pensano gli altri, dalle formalità o dalle apparenze, non possiamo manifestare il potere inerente alla nostra vita, ma quando ci dedichiamo sinceramente agli altri e a kosen-rufu, possiamo farlo, eccome!
In una persona che ha questo spirito, questa determinazione sincera e che agisce di conseguenza, si manifesta con forza il Budda originalmente dotato dei tre corpi, il potere illimitato inerente alla vita.
E in chi altro, se non in una persona così, si potrebbe manifestare il Budda? Chi altro potrebbe incarnare l’espressione “il Budda dotato dei tre corpi”? Sono proprio le nostre vite che descrive l’Ongi kuden quando afferma: «L’ottenimento della Via del Budda richiede milioni di kalpa, ma quando voi esercitate sforzi tremendi in direzione di questo scopo con una salda fede (nel Gohonzon), i tre corpi inerenti del Budda si manifestano in un istante» (Gosho zenshu, pag. 790).
Noi stessi possiamo manifestare i tre corpi eternamente inerenti, l’ immenso stato vitale del Budda. Esso raramente viene raggiunto anche quando lo si cerca: è uno stato così grande che di solito alle persone non viene neanche in mente di ricercarlo. Ebbene, attraverso la singola parola “fede”, abbracciando con forza la Legge mistica, possiamo “ottenere da soli” la nostra Buddità inerente. Come dice il sutra «Abbiamo ottenuto un cumulo di preziosissimi gioielli senza neanche cercarlo» (The Lotus Sutra, cap. 4, pag. 87).
Nei nostri cuori possediamo il tesoro supremo. Il coraggio di fronteggiare ogni difficoltà, una speranza senza limiti, un’ardente passione e una inesauribile saggezza sono tutti aspetti dei “gioielli originalmente inerenti” alla nostra vita. Coloro che avanzano rafforzando la propria fede con questa convinzione sono Budda e la loro vita si trasforma in “cumuli di preziosissimi gioielli”. Vita dopo vita e mondo dopo mondo, essi sono per- sone ricche e influenti che conducono una vita di grande soddisfazione.
Fondamentalmente la Buddità si raggiunge da soli, non ci viene conferita da qualcun altro, la otteniamo attraverso i nostri sforzi. Con la fede nella Legge mistica, noi stessi possiamo sicuramente manifestare il grande stato di assoluta libertà dell’ “io” immortale ed eterno. Questa è l’essenza del Jigage e la conclusione del capitolo Juryo.
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