Il Sutra del Loto #182 #2/3

Il Budda eternamente dotato dei dieci mondi

«Ognuno di voi, faccia un segno attorno ai caratteri ji (io) e toku (ottenni)» disse il signor Toda, con la sua voce leggermente roca che risuonava nella stanza. Ognuno cerchiò le due parole con la propria matita. Alcuni avevano lo sguardo affascinato, mentre altri sembravano perplessi, come a dire: «Perché ci stai facendo fare così?». Toda scrutò attentamente le persone nella stanza, comprendendo la reazione di ciascuno, poi continuò: «Evidenziando queste due parole, leggiamo “ottenuto da solo”(Jitoku) e ciò che rimane è “Io, il Budda, venuto” “Io” indica il corpo del Dharma o proprietà della Legge, “Budda” il corpo di beatitudine o proprietà della saggezza e “venuto” il corpo di manifestazione o proprietà dell’azione; in altre parole, essi rappresentano i tre corpi o tre proprietà illuminate del Budda. Così, dal punto di vista del Buddismo del Daishonin, ji ga toku burrai significa ottenere da solo le tre proprietà illuminate».
«Noi otteniamo da soli le tre proprietà illuminate del Budda». Tutti rimasero colpiti da questa affermazione di Toda. Nella frase ji ga toku bur-rai, che avevano letto molte volte senza mai comprenderla chiaramente, ora i due caratteri ji e toku emergevano vistosamente. Egli ci insegnò così che la Buddità è uno stato vitale che otteniamo dall’interno; che la Buddità è inerente alla nostra stessa vita. E i partecipanti poterono afferrare appieno il significato delle sue parole.
La lezione del presidente Toda era pervasa dal desiderio di insegnarci che tutte le persone sono originariamente Budda, che le persone comuni che recitano la Legge mistica sono Budda. Questo era anche lo spirito di Nichiren Daishonin. L’interpretazione libera e non dogmatica che egli diede del Sutra del Loto nell’Ongi kuden, basata sulla rivitalizzazione e sull’essere umano, esprime veramente la sua immensa compassione.
Consideriamo adesso ancora una volta i tre corpi. Il corpo del Dharma o proprietà della Legge, è la Legge mistica stessa, la verità immutabile ed eterna. Poiché questa è l’entità originale dell’io, essa corrisponde a ga (io) in ga bur-rai. Il corpo di beatitudine è la proprietà della saggezza del Budda di risvegliarsi alla mistica Legge e il beneficio che egli ottiene come ricompensa per tale risveglio. Poiché Budda è qualcuno che si è risvegliato al suo io originale, il corpo di beatitudine corrisponde a butsu (Budda) che, combinato con rai, si contrae, formando bur-rai. Il corpo di manifestazione indica le azioni del Budda per condurre le persone all’Illuminazione; queste azioni scaturiscono fondamentalmente dalla sua compassione. Poiché egli appare dove vi sono persone, questo corpo corrisponde a rai (venuto). I tre corpi del Budda sono proprietà inerenti di Shakyamuni, che raggiunse l’Illuminazione nel remoto passato.
In virtù della sua unicità con la Legge eterna, il Budda impiega una sconfinata saggezza e manifesta benefici incommensurabili per condurre eternamente tutte le persone alla felicità. Questo Budda che guida eternamente le persone all’Illuminazione è Shakyamuni che ottenne l’Illuminazione nel remoto passato, mentre Nichiren Daishonin è il Budda che “ottenne da solo” i tre corpi, inerenti e “non creati”.
I tre corpi rappresentano il potere implicito di godere pienamente della propria esistenza e condurre gli altri alla felicità, per mezzo della Legge mistica. Risvegliarsi al “vero io che desidera ardentemente la felicità propria e delle altre persone” è davvero la più grande di tutte le gioie, e costituisce la suprema pace della mente.
L’Ongi kuden spiega che noi, che seguiamo il Daishonin, siamo Budda che possiedono originariamente i tre corpi. «Ora, quando Nichiren e i suoi seguaci recitano Nam-myoho-renge-kyo, essi agiscono come i devoti della frase: “Da quando ottenni la Buddità” (ji ga toku bur-rai)» (Gosho zenshu, pag. 756) Quando recitiamo la Legge mistica e svolgiamo la pratica per noi stessi e per gli altri, possiamo “ottenere” i tre corpi inerenti alla nostra vita, realizzando lo stesso stato vitale del Daishonin. (continua)

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