Il Sutra del Loto #177

Che cos'è il Jigage?

Innanzitutto, cosa significa la sillaba ge? È la traslitterazione del termine sanscrito gatha, che a volte è reso anche con keta o kada e significa “verso”. Viene definito ge un testo in versi che riporta insegnamenti del Budda o che esalta le virtù di Budda e bodhisattva, una scrittura buddista facile da recitare e da ricordare. Dal momento che questo nostro ge inizia con le parole Ji ga toku burrai, è chiamato jigage.
Il poeta inglese P.B. Shelley (1792-1822) osservò: «Una grande poesia è una fontana che trabocca di saggezza e gioia». Il Jigage è proprio un’inesauribile sorgente di saggezza e di gioia, un autentico peana di libertà. Il beneficio di chi lo legge e lo recita è immenso. Nichiren Daishonin afferma che il Jigage «Rappresenta l’anima dei ventotto capitoli del Sutra del Loto» (Major Writings, vol. 7, pag. 111) e aggiunge: «I Budda delle dieci direzioni presero il Jigage come loro maestro e raggiunsero la Buddità. Esso è come un padre e una madre per le persone del mondo. Una persona che abbraccia il capitolo Juryo del Sutra del Loto sta sostenendo la vita del Budda» (Ibidem, pagg. 111-112).
Ci insegna così che la vita di tutti i Budda del passato, del presente e del futuro, nonché nelle dieci direzioni, scorre inesauribile attraverso la vita di ciascuno di noi. Di conseguenza, dice, diventare nemico di chi abbraccia il Jigage equivale a diventare nemico di tutti i Budda delle tre esistenze. Ma qual è la vita del Budda contenuta nel Jigage che il Daishonin esalta tanto? La sezione in prosa del capitolo che abbiamo appena studiato si conclude con le parole: «Allora l’Onorato dal mondo, desiderando ribadire questo insegnamento, parlò in versi» (The Lotus Sutra, vol. 16, pag. 229).
L’insegnamento esposto nella parte in prosa del capitolo è ripetuto nel Jigage. Potremmo dire che quest’ultimo nacque dalla determinazione del Budda di trovare un modo per far capire a tutti questo insegnamento. Ma il Jigage, pur ripetendo i contenuti della parte in prosa, è chiaramente rivolto al futuro ed è assai più intriso della compassione del Budda.
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