Benefici

Ricevo e volentieri pubblico l'esperienza di Laura

Quando l’altro giorno alla preparazione dello zadankai abbiamo deciso l’argomento: benefici visibili e invisibili mi è subito venuto in mente un fogliettino che tengo in camera, nel quale c’è scritta questa frase del gosho: “Con la sola pratica della fede in Myoho renge kyo, non ci sono benefici che non si ottengano, e non c’è buon karma che non comincia ad operare. È come il caso della rete da pesca: benché la rete sia composta di innumerevoli piccole maglie, quando si tira la corda principale della rete, non c’è una maglia che non si muova”.
Frasi del genere e principi buddisti sono sempre stati sullo sfondo della mia crescita, ero piccola quando iniziai a prendere sonno sulle note di "nam myoho renge kyo", che i miei genitori recitavano nella stanza affianco, piano per non svegliarmi. Ho sempre avuto quindi una certa confidenza con questa pratica, ma fino a un po’ di tempo fa pensavo che stesse bene lì dov’era, assieme ai miei genitori, nell’altra stanza, mentre io continuavo a dormire di qua, con la mia vita che andava bene così com’era. Gli incoraggiamenti da parte loro non sono mai mancati, soprattutto nei normali momenti di sconforto e i discorsi di mia madre a proposito finivano sempre con “quando hai voglia di provare sai che il gohonzon è là, è uno strumento per la tua felicità e l’unica cosa da fare è provare”. Frase che ogni tanto mi gironzolava in testa, ma io stavo bene così, tutto sommato non ne avevo bisogno. Immaginavo eh che facesse bene, non ne avevo alcun dubbio, mi fidavo dei miei, ma… era faticoso ed io, ed io sono sempre stata molto pigra.


Con la sola pratica della fede in Myoho renge kyo, non ci sono benefici che non si ottengano” recitava la frase del mio bigliettino che trovai sulla scrivania di mio padre esattamente un anno fa. Ed esattamente un anno fa di benefici ne avrei avuto un grande bisogno: il ragazzo con cui stavo da un paio d’anni aveva deciso di andare a studiare in Inghilterra e io non facevo più parte dei suoi programmi. Inizia a vedere tutto nero, non riuscivo più a stare dietro agli esami dell’università, i miei compagni di gruppo sembravano le peggiori persone che avessi mai potuto trovare, le mie amiche studiavano tutte in città diverse ed erano troppo indaffarate per stare dietro a me, mangiavo poco e passavo un sacco di giornate chiusa in casa.
Con la sola pratica della fede in Myoho renge kyo, non ci sono benefici che non si ottengano” ripeto, di nuovo, questa frase perché è stato quel bigliettino, in quel periodo che mi ha, in un certo senso, tentata. E così, visto che non avevo nulla da perdere, senza pensarci due volte mi sono ritrovata anche io, insieme a miei genitori, davanti a quella pergamena, nell’altra stanza.
Avevo già provato, ogni tanto, a recitare, ma senza convinzione, solo per curiosità. Questa volta invece quei benefici io li volevo, mi sembrava una promessa, che in un momento del genere nessuno poteva permettersi di non mantenere.
Iniziai questa sfida, quindi, un po’ come tutti, perché volevo davvero vedere se funzionava così come l’avevo capita, se veramente i miei desideri si sarebbero realizzati.
Risolvere la situazione con il mio ormai ex ragazzo, ritrovare la passione nello studio e vederla concretizzata nei voti e via così, iniziai a stilare la lista dei miei obiettivi e iniziai, un po’ alla volta a recitare, ogni tanto di mattina, qualche volta la sera, quando mi sentivo un po’ giù, fino ad arrivare a farlo costantemente, mattina e sera.
Senza accorgermene iniziavo ad uscire sempre più spesso, a leggere quel libro di architettura che proprio non digerivo, a sorridere con i miei compagni che tanto antipatici in realtà non erano, a confidarmi sinceramente con le mie amiche, insomma a non vedere più tutto nero. Iniziavo a sperimentare la prova concreta attraverso i benefici che uno dopo l’altro illuminavano la mia vita, veri e propri benefici concreti, concreti tra l’altro come l’inchiostro dei voti che ricominciavano ad apparire nel mio libretto universitario ed ad un sacco di altre opportunità che parevano materializzarsi davanti ai miei occhi, così senza che ci avessi neppure pensato.
Iniziando a studiare i principi buddisti, capisco ora che benefici come questi, benefici tangibili sono alla base della nostra pratica e sono necessari per sperimentare il gohonzon e verificare la sua efficacia, attraverso la prova concreta.
Al riguardo però, Daisaku Ikeda scrive: “Il beneficio che otteniamo recitando daimoku consiste sia dei benefici visibili che di quelli invisibili.. nella vita sono i benefici invisibili che contano di più. I benefici visibili all’occorrenza possono aiutare, ma ciò che è realmente importante nella vita è risultare vincitori alla distanza”. È passato solo un anno da quando ho iniziato a praticare, ma se mi guardo indietro mi sembra di aver realizzato di più in questo anno che in tutti gli altri ventuno messi insieme. Al di là degli innumerevoli benefici concreti che vedo disseminati lungo questi mesi, è la mia crescita personale che più mi colpisce. La vincita sulla mia enorme pigrizia che riusciva sempre a farmi posticipare tutto, a tirarmi sempre indietro, a pensare che questo potrebbe farlo qualcun altro al posto mio, così come sulla mia timidezza e sull’idea di non essere all’altezza che mi facevano spesso evitare a prescindere molte sfide che mi trovavo davanti. Vincite, ovviamente parziali, che mi hanno insegnato l’importanza di dirigere gli eventi, invece che farmi dirigere da essi, che mi hanno insegnato quanto i miei compagni che vedevo come pessime persone dipendevano in realtà dalla mia disposizione nei loro confronti e che le mie amiche erano indaffarate perché io volevo vederle così e non cercavo il loro aiuto. Sono i miei primi passi in questo percorso, ma con la fede nel gohonzon, sono sicura continueranno a presentarsi benefici incredibili, visto che, come dice il maestro Ikeda: “Abbracciando la fede in questo Buddismo abbiamo piantato i semi dell’Illuminazione e messo le radici della vittoria nelle nostre vite”.

Laura Bottaro, Mestre (VE), 17 Aprile 2014
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Commenti

  1. Uno dei più grandi benefici della mia pratica è poter leggere questa bellissima esperienza.

    Grazie

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  2. È la terza volta che leggo questa esperienza, grazie di averla condivisa. coltiviamo con cura i semi dell'illuminazione e proteggiamo le radici della nostra vittoria con il Daimoku. Ancora Grazie.

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  3. bellissima esperienza grazie!

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