Il Sutra del Loto #172

Sa ze kyo i. Bu shi takoku. Ken shi gen go. Nyo bu i shi. Zeji sho shi. Mon bu haiso. Shin dai uno. Ni sa ze nen. Nyaku bu zai sha. Jimin gato. No ken kugo. Konja sha ga. On so takoku. Ji yui koro. Mu bu jiko. Jo e hikan. Shin zui shogo. Nai chi shi yaku. Shiki ko mimi. Soku shu buku shi. Doku byo kai yu. Go bu mon shi. Shitchi toku sai. Jin ben rai ki. Gen shi ken shi.

Avendoli istruiti così, egli parte ancora per un’altra terra, dalla quale invia a casa un messaggero per annunciare: «Vostro padre è morto». Sentendo che il loro padre li aveva abbandonati ed era morto, i figli sono sopraffatti dall’angoscia e pensano: «Se nostro padre fosse vivo avrebbe pietà di noi e ci proteggerebbe. Ma ora ci ha abbandonato ed è morto in qualche terra lontana. Adesso noi siamo nient’ altro che orfani, senza nessuno su cui fare affidamento”. Nel loro incessante dolore infine si risvegliano e comprendono che la medicina possiede veramente un colore, un profumo e un sapore eccellenti; così la prendono e sono liberati da tutti gli effetti del veleno. Udendo che i suoi figli sono guariti, il padre torna a casa e appare nuovamente.

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