Il miracolo della mia vita

Ricevo e volentieri pubblico l'esperienza di Sharon

Ciao a tutti mi chiamo Sharon ed ho 34 anni sono Romana ma vivo in Calabria a Tropea da cinque anni. La prima volta che recitai Nam myoho renge kyo avevo sette anni ed ebbi la mia prima prova concreta... ed oggi a distanza di 27 anni è l'esperienza che mi incoraggia di più... si perché a sette anni non hai duemila pensieri, pregiudizi e dubbi che ti assalgono... ero io la febbre a 39 e il desiderio di andare a quella festa mascherata. Quindici minuti decisa ad indossare il vestito da spagnola, ripetendo quella frase strana che sentivo da pochi mesi dire tutti i giorni da mia mamma. Ovviamente andai alla festa perché la febbre era scesa a 36. Fino a 24 anni, età in cui ho ricevuto il Gohonzon, non ho mai approfondito la pratica nel modo giusto, non era il mio momento, non lo so, anche se sapevo benissimo il suo potere, e nei momenti di panico recitavo a tamburo battente e la soluzione arrivava. Ero in costante lotta con la mia testa che per logica non riusciva a capire come poteva succedere che ripetendo una frase la vita potesse cambiare e fino all'anno scorso cioè fino al 2013 benché recitassi e facessi attività non sentivo realmente che ero io Nam myoho renge kyo, non credevo che ero un Budda, non credevo all'immenso potere che avevo io Sharon, io Budda perfettamente dotata. Pregavo il Gohonzon come "essere" esterno a me con poteri sovrannaturali con il quale ci parlavo mi ci arrabbiavo lo rimproveravo lo ringraziavo, ed io? Continuavo a lamentarmi, a non valorizzarmi, ad aspettare i cambiamenti degli altri. Sono andata avanti così frequentando gli zadankai, il kaikan e facendo attività di byakuren.
 
Mi lamentavo che non riuscivo a fare shakubuku, ma certo, come fai a trasmettere e convincere a provare qualcosa se tu per primo non ne sei convinto fino in fondo? Comunque recitavo tanto e i miei obiettivi li ho sempre realizzati anche se ero influenzata puntualmente dalle circostanze esterne, ero instabile e la mia fede come dice Nichiren in un Gosho, era più come il fuoco che come l'acqua e questa cosa mi faceva tanto soffrire perché ne ero cosciente e desideravo diventare una vera discepola di Nichiren senza dubbi alcuni. Nel 2010 ho realizzato un mio grande sogno sposarmi e diventare mamma della mia prima bimba Giulia. Il 13 novembre 2012 a Roma nacque Francesco il mio secondo bimbo, feci un parto stupendo decisa di tenere gli occhi aperti per vedere lo splendore della natura umana, coraggio che con la prima figlia venne meno. Me lo misero in braccio e lui pianse guardandomi con due occhioni stupendi, peccato che dopo i primi controlli non me lo riportarono. I miei occhi fissavano il cambio di mio figlio che era rimasto nel sacchetto azzurro sulla sedia, il daimoku sottovoce che mi accompagnò dalle contrazioni della mattina si fece più a tono e galoppante. Alla notizia che la mia placenta non si staccava dall'utero e credevano di asportarmi via tutto, cosa che grazie al daimoku e alla mia decisione di vincere non successe. Francesco era in terapia intensiva intubato perché ci dissero che aveva inalato liquido amniotico. La mattina seguente venne trasferito d'urgenza al Bambin Gesù di Roma. In quelle 17 ore invece di stare a letto dolorante per i punti recitavo daimoku senza mai fermarmi, attraversai l'ospedale per stare vicino a mio figlio attraverso la vetrata. Recitavo daimoku gongyo e gli dicevo Francesco sei un leone all attacco! Mamma ti porta a casa te lo prometto! Recitavo ininterrottamente. Alla rianimazione del Bambin Gesù il 14 Novembre 2012 ci fu la svolta decisiva della mia vita, di quella di mia madre, di quella di mio figlio... una skarmata potente. Il dottore ci disse che Francesco era in gravissimo pericolo di vita che aveva un polmone completamente nero,che gli era salito il 70%di anidride carbonica in testa e avrebbe riportato sicuramente danni neurologici e chissà cos'altro, ma la cosa più grave era che secondo lui non era operabile perché troppo piccolo e in quel caso ci disse che avremmo dovuto aspettare che si spegnesse piano piano. Ci chiese di firmare i consensi per fargli comunque un angiotac per vedere meglio la situazione. Sono uscita da quella porta terrorizzata, arrabbiata, in pieno panico misto alla voglia di uccidermi pur di non dover vedere mio figlio nelle condizioni descritte da quel dottore. Senza accorgermene ero scesa nel baratro, per me Francesco non c'era più e non sapevo come riuscire a comunicarlo a tutti. Poi avvenne il mio Shakukenpon (abbandonare il transitorio e rivelare il vero) il cellulare si illuminava con la scritta mamma... risposi riferendole tutto e con un coraggio che solo lei ha avuto mi parlò come se fosse un estranea e mi disse: "Sharon smetti di piangere e recita daimoku, decidi che fai il miracolo della tua vita, Francesco ce la fa! Recita come se stessi strizzando un tappeto pieno d acqua e ringrazia Francesco per questa straordinaria esperienza. "Dopo tre ore di daimoku uscì il dottore con l'esito della tac. Francesco l'avrebbero operato un'ora dopo in Ecmo (extracorporea). Ci parlò tutta l'equipe cardiochirurgica e l'otorinolaringoiatra e ci spiegarono che Francesco è nato con la sindrome di sling ring complex (la vena polmonare fa un doppio giro intorno alla trachea e non la fa sviluppare) e con 2 buchi al cuore (div e dia). Francesco in sette mesi di degenza in terapia intensiva cardiochirurgica al Bambin Gesù, ha subito 3 interventi a cuore aperto, la plastica della trachea, la plicatura del diaframma sx, tracheotomizzato dopo quattro mesi di vita, tre arresti cardiaci importanti e tante crisi respiratorie, lì a Roma era sempre attaccato al respiratore e lo tenevano quasi sempre sedato. Sette mesi di daimoku incessante sicura della sua guarigione, sette mesi di zadankai con compagni di fede che non mi hanno mai lasciato sola e coincidenze karmiche tipo diventare corresponsabile del gruppo Respiro nato il 13 novembre 2012 come mio figlio! Sette mesi di incoraggiamenti alle mamme in sfida come me, sette mesi di consapevolezza del mio essere un budda e capire che la vita è scegliere in ogni situazione la scelta pilotati dal daimoku, la scelta di decidere che Francesco non aveva danni al cervello, che poteva mangiare per bocca, succhiare il ciuccio, che avrebbe respirato da solo senza macchinari, parlato, tenere la testa dritta, camminato. Per Francy sono partite catene di daimoku in tutta Italia ma anche in Spagna a Londra in Francia persone hanno iniziato a praticare per lui, persone che hanno ricominciato per lui. A giugno 2013 lo faccio trasferire all'ospedale Meyer di Firenze e grazie al dottor Mirabile e a tutto il suo staff Francesco ha iniziato a respirare da solo, a crescere, a tenere la testa dritta, ad interagire con tutti... non ha alcun danno al cervello. Ma sopratutto ride sempre, è solare ed è la gioia immensa di tutti per kosen rufu. Siamo stati nove mesi a Firenze e sono ulteriormente cresciuta nella fede, ho parlato del Buddismo di Nichiren a tantissime persone con il cuore come avrebbe fatto Sensei. In questi mesi ho capito che invece di trasformare l'effetto devo trasformare la causa, Francesco fa parte del mio karma e sto praticando per trasformare il mio karma in missione... ho deciso che sono felice sopra ogni situazione. Grazie all'esperienza di Francesco ho capito l'atteggiamento giusto nella pratica, aprire il cuore a tutti anche a quelle persone che la tua mente giudica e condanna; decidere aldilà dei demoni che ti si presentano anche due minuti prima della scadenza del tuo obiettivo; quello che ho realmente capito è che se ci metto accanimento. recito con fervore per ottenere qualcosa, vuol dire che allora non credo veramente, perché quando siamo certi che qualcosa succede come "vado in cucina e bevo un bicchiere d'acqua" non mi vengono dubbi o perplessità e la sottile differenza tra "vincere" o pensare "doveva andare così" la fai tu quando decidi di essere un budda o quando reciti da comune mortale. 17 mesi di gratitudine... nei confronti di mio marito Lorenzo che è un padre esemplare, un uomo coraggioso, non mi ha mai ostacolato nell'andare alle riunioni e a far venire compagni di fede a casa, siamo andati avanti in questi lunghi mesi col cuore chiuso di dolore ma sempre insieme e sorridenti con Giulia il nostro amore di tre anni che pur cambiando tre città e quindi tre scuole non ha dimostrato disagi di alcun genere anzi... allegra, solare, ansiosa di poter giocare con il suo fratellino; grazie ai miei genitori, ai miei suoceri, alle mie amiche di sempre e a tutti quelli che ci sono stati vicino con le preghiere, con gli sms, con il pensiero... ma soprattutto grazie a te Francesco per sempre! Oggi Francesco sta bene, è ancora tracheotomizzato ma ogni giorno migliora sempre di più, facciamo controlli mensili ma dopo 17 mesi l'ho portato a casa come promesso al mio leoncino. Finalmente ho capito il senso della mia vita... ecco... ho fatto il miracolo della mia vita.

Sharon De Benedetti Tropea, 24 Aprile 2014

Commenti

  1. grazie Sharon ..storia meravigliosa ...commovente vera e la cosa più che mi ha colpito ...e che arriva al mio cuore e il tuo cuore di buddha ...grazie di avere condiviso questa meravigliosa storia piena di pathos e di verità ...sono orgoglioso e felice x te e cio che hai ..fatto...il mondo con persone cosi presto cambiera e in meglio..complimenti.. ..david capponi,

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  2. Aradia Tartarini3 maggio 2014 19:52

    Grazie, grazie, grazie. Con questa testimonianza di profonda Fede, Coraggio e sincero desiderio di comunicare attorno a te cosa sia veramente l'essenza della nostra vita , ci hai dato una lezione meravigliosa di umiltà e speranza,. solo dopo 2 settimane del avere saputo della tua esperienza e 3 giorni dopo avere letto questa tua lettera ho avuto l'onore e il privilegio di venire a trovarvi. L'atmosfera di serena gioia che ho trovato in te (Grande Leonessa), in Francesco (Grande Leoncino. bello, attivo e sorridente), in Giulia (bimba bellissima , piena di vita e adorabile con il fratellino) mi, ci hanno fatto "squagliare" (come dicono qua). Il Daimoku (o preghiere o pensieri positivi...insomma.l'amore)delle persone a cui a toccato il cuore ti accompagnano in questa prova difficile ma sicuramente vittoriosa. Un abbraccio a te,Francesco, Giulia e Lorenzo. Grazieeeeeeeeee.

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  3. a me ha particolarmente colito la tua realizzazione di trasformare la causa e non l'effetto. Una verita assolta, cmq la perdo sempre di vista. Grazie
    Giuseppe

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