Non c'è...

Non c'è bene di per sé, da trovare chissà dove. Non c'è terra pura da cercare fuori di noi. Non sembra ci sia neppure illuminazione senza lotta contro l'oscurità. È un principio particolare, forse difficile da comprendere, ma essenziale per riuscire a vivere in prima persona gli insegnamenti buddisti. Bene e male coesistono nella vita. Non: qui il bene e lì il male. Ma entrambi qui e ora. Indissolubilmente uniti, facenti parte della stessa realtà.
È come per il Budda e il comune mortale. Almeno per il Buddismo di Nichiren Daishonin e per il Sutra del Loto. È un comune mortale che manifesta la propri natura illuminata, vincendo sulle proprie illusioni e la propria oscurità. Che non si cancella, non sparisce, non muore, perchè è parte di noi come un dito o un occhio, un piede. Come il sangue che irrora il nostro corpo. Non si può eliminarla l'oscurità. Ma combatterla sì, si deve.
Vincere tendenze, pensieri che offendono la vita, attaccamenti, stupidità. Vincere l'illusione di essere poveri e impotenti, bisognosi e deboli, combattere lo sguardo di rabbia o di miseria, di invidia o di rancore, con cui guardiamo gli altri. Ogni giorno, ogni giorno illuminarci è vincere sulla nostra oscurità.

Da "Buddismo e società" n. 158
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