Il Sutra del Loto #167

Possediamo originariamente la "Medicina estremamente benefica"

Nella parabola, il padre mescola le erbe medicinali che ha scelto, preparando una medicina estremamente benefica e perfetta nel colore, nel profumo e nel sapore, che offre poi ai suoi figli. Secondo la definizione di compassione nei termini di “alleviare le sofferenze e trasmettere gioia” ciò corrisponde sia ad “alleviare le sofferenze” che a “trasmettere gioia”.
L’insegnamento “perfetto nel colore, nel profumo e nel sapore”, che il Budda ha donato alle persone, è la saggezza del Sutra del Loto. L’insegnamento del Budda non si limita ad alleviare la sofferenza. Come un padre che lascia ai figli tutti i suoi averi, il Budda trasmette la sua saggezza, che costituisce il seme della felicità, a tutte le persone.
L’espressione fondamentale di questo insegnamento, la medicina estremamente benefica e perfetta nel colore, nel profumo e nel sapore che Nichiren Daishonin ci ha lasciato è Nam-myoho-renge-kyo delle tre grandi Leggi segrete, che le persone possono assumere con fiducia. A questo proposito, T’ien-t’ai afferma che il colore, il profumo e il sapore corrispondono ai tre tipi di insegnamenti: dei precetti, della meditazione e della saggezza - gli elementi fondamentali che una persona che pratica il Buddismo deve imparare a conoscere. Egli spiega che il colore corrisponde ai precetti, il profumo alla meditazione e il sapore alla saggezza.
Nel Buddismo di Nichiren Daishonin, il colore corrisponde all’alto Santuario del vero Buddismo, il profumo all’oggetto di culto del vero Buddismo e il sapore all’invocazione del Daimoku del vero Buddismo. “Egli le macina, le setaccia e le mescola insieme” si riferisce alla triturazione delle erbe medicinali e alla combinazione degli ingredienti appropriati, per produrre un’ essenza pura. Shakyamuni concentrò l’essenza di tutti i suoi insegnamenti nel Sutra del Loto. Nichiren Daishonin “macinò, setacciò e mescolò insieme” le cause (pratiche) e le virtù (effetti) di tutti i Budda, esprimendo il risultato di questo processo nelle tre grandi Leggi segrete.
A proposito della parola “perfetta” Nichiren Daishonin afferma: «Qui significa che questa è la medicina estremamente benefica di Nam-myoho-renge-kyo, che include le diecimila pratiche, le diecimila buone azioni e la varie paramita” (Gosho Zenshu, pag. 755). Afferma inoltre: «Con grande compassione per coloro che ignorano la gemma di ichinen sanzen, il Budda l’ha avvolta con i cinque ideogrammi e l’ha appesa al collo della gente ignorante dell’Ultimo giorno della Legge» (Gli scritti di Nichiren Daishonin, vol. 1, pag. 251).
Una medicina fa effetto solo se ingerita. In senso metaforico, la dottrina di ichinen sanzen o dei “tremila regni in un singolo momento di vita” stabilita da T’ien-t’ai non è una medicina preparata per le persone dell’Ultimo giorno della Legge. Esse infatti non possono ingerirla così com’è. Come avrebbe potuto essere resa più semplice e chiara in modo che ognuno potesse ingerirla (cioè praticarla)? È compito del Budda, in quanto bravo medico, trovare la soluzione a questo problema.
Allora, incoraggiando i figli a bere la medicina, il padre dice loro: «Questa medicina estremamente benefica è perfetta nel colore, nel profumo e nel sapore. Prendetela e sarete rapidamente sollevati dalle vostre sofferenze e liberati da tutti i dolori».
Dal punto di vista del Buddismo del Daishonin, questo brano indica il beneficio del Gohonzon, la medicina estremamente benefica per coloro che stanno soffrendo. Il suo grande beneficio è tale che (secondo le parole di Nichikan Shonin) «Nessuna preghiera rimarrà senza risposta, tutte le offese verranno perdonate, tutta la fortuna sarà concessa e tutta la giustizia sarà provata». Coloro che abbracciano il Gohonzon non solo vedranno svanire rapidamente le loro sofferenze, ma otterranno anche una condizione vitale felice e libera da malattie.
Il presidente Toda definì queste parole del padre “la promessa del Budda”. Dal punto di vista del suo significato implicito, cioè, questo brano del sutra rappresenta la dichiarazione di Nichiren Daishonin che tutte le persone dell’Ultimo giorno della Legge possono, senza ombra di dubbio, diventare felici. Il Daishonin afferma: «Non vi è nemmeno una singola cosa che non sia inclusa nei cinque caratteri del Daimoku. Perciò se ne prendiamo una dose, saremo “rapidamente sollevati dalle nostre sofferenze». (Gosho Zenshu, pag. 755)
Ognuno ha il diritto di diventare felice, chi prova le sofferenze più grandi ha la possibilità di essere maggiormente felice, così come chi si sforza più intensamente può sviluppare la propria vita molto più di altri. Questa è la natura mistica della fede. Le persone che avanzano al fianco di chi attraversa le più grandi sofferenze sono autentici buddisti.
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