Il potere della recitazione di Nam Myoho Renge Kyo (parte seconda e ultima)

Con questo singolo suono possiamo attivare la natura di Budda che esiste in tutto l'universo. Questa affermazione, davvero rivoluzionaria, è la base fondamentale del Buddismo del Daishonin e sarebbe bene leggere e rileggere questo passo del Gosho riconfermandone ogni volta la veridicità nella nostra vita.
Grazie al suono di Nam-myoho-renge-kyo tutti gli esseri iniziano a muoversi in armonia, e in questo modo ognuno può godere di immensi benefici e provare una profonda gioia. Questa è la "strategia del Sutra del Loto", l'unica veramente vincente che dovremmo utilizzare prima di ogni altra, in qualunque situazione. Ad esempio, nel caso di una persona che ci è "nemica", che ci sta ostacolando facendoci soffrire, la strategia migliore è recitare Daimoku per risvegliare la sua natura di Budda. Questo è il metodo più veloce per risolvere qualunque situazione. Utilizzando la strategia del Sutra del Loto prima di ogni altra, anche tutte le altre strategie acquistano efficacia. Ma il fatto di mettere o meno il Daimoku al primo posto fa una grande differenza.
Tornando all'esempio precedente, nel caso in cui affrontiamo una difficoltà di relazione che cosa significa vincere dal punto di vista del Buddismo? Certo non significa sconfiggere l'interlocutore: è importante dialogare, confrontarsi e rendersi conto che esistono differenti punti di vista sulle cose... ma soprattutto è fondamentale recitare Daimoku con forza, rivolgendo la nostra preghiera profonda alla natura di Budda di quella persona, per risvegliarla. Solo così possiamo trovare il punto di incontro sull'unico terreno che veramente ci accomuna, che è la Buddità. In questo modo scopriremo che è possibile diventare felici perfino insieme a chi ci sta creando difficoltà. Questa è la vera vittoria nel Buddismo.
Nichiren Daishonin scrive inoltre: «Quando veneriamo il Myoho-renge-kyo che è nella nostra vita come oggetto di culto, la natura di Budda che è in noi viene richiamata dalla nostra recitazione di Nam-myoho-renge-kyo e si manifesta. Questo si intende per "Budda". Per fare un esempio, quando un uccello in gabbia canta, gli uccelli che volano liberi nel cielo sono richiamati e si radunano intorno a lui. E quando gli uccelli che volano nel cielo si radunano, l'uccello in gabbia cerca di uscire fuori. Così, quando con la bocca recitiamo la mistica Legge, la nostra natura di Budda viene richiamata e immancabilmente emergerà. La natura di Budda di Brahma e di Shakra, richiamata, ci proteggerà e la natura di Budda dei Budda e dei bodhisattva, richiamata, gioirà. Questo intendeva il Budda quando disse: "Se qualcuno potrà sostenerlo [questo sutra] anche solo per breve tempo, certo io ne gioirò e così faranno tutti gli altri Budda"».
Il punto fondamentale quindi è se ci rivolgiamo alla natura di Budda dentro la nostra vita oppure a qualcosa di esterno, se stiamo ricercando il Gohonzon dentro o fuori di noi. È una questione decisiva, che fa la differenza. Anche inconsciamente, accade spesso di aspettarsi un aiuto, una soluzione dall'esterno, assecondando una tendenza passiva molto comune nell'essere umano. Ma il Buddismo insegna che il punto fondamentale è basarsi sulla convinzione che il Gohonzon, la natura di Budda esiste dentro la mia vita. Questo è l'atteggiamento attivo, lo spirito del re leone che ci sta indicando Nichiren Daishonin: quello di alzarci da soli, sfidarci e prendere l'iniziativa.
Recitare Nam-myoho-renge-kyo è la più alta lode al Gohonzon rivelato dal Daishonin: significa lodare il Gohonzon che esiste nella nostra vita e il mondo di Buddità dentro di noi. Quando il mondo di Buddità viene così lodato, si manifesta.
Il presidente Ikeda scrive: «Siamo noi che richiamiamo la nostra Buddità dall'interno; il mondo di Buddità non è qualcosa che ci viene conferito dall'esterno. È un caso di "corrispondenza sensibile" tra noi e il Gohonzon. Tutti gli dei buddisti in tutto l'universo si muovono per rispondere alla nostra voce e agiscono per proteggere la nostra vita; tutti i Budda e i bodhisattva ne gioiscono. È questo che intende il Daishonin quando afferma: "Gioia si riferisce alla gioia sperimentata simultaneamente dall'intero regno del Dharma". L'universo intero trabocca di gioia».

Tratto da "Buddismo e Società" N. 161
stampa la pagina

Commenti

  1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  2. … a volte basta un canto per aprire gli occhi sulla' Universo. E ti senti cullato dalla dolcezza in ogni situazione. In quello stato ogni cosa da risolvere è solo per evolversi, al di la di tutto solo pace e Amore.

    RispondiElimina
  3. ma perche si dice sempre che l inluminazione viene da dentro di noi "come dice ikeda" e poi sempre nel paragrafo sotto trovi scritto .. "tutti gli dei buddisti del universo si muovono per rispondere alla nostra voce e aiutarci" ????!!! ma non e un controsenzo???

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì tratta del principio del "la fragranza interna otterrà protezione esterna"

      Elimina
  4. Penso si intenda che in primis si cerchi e si conosca e sperimenti il nostro nucleo o centro interiore .ciò ci dovrebbe far sentire la nostra grande forza innata .e vivendo con la coscienza di queste forza atti eremo automaticamente la risposta o la attivazione e la manifestazione di tutto ciò che esterno a noi ovvero tutti gli dei della universo.

    RispondiElimina
  5. Penso si intenda che in primis si cerchi e si conosca e sperimenti il nostro nucleo o centro interiore .ciò ci dovrebbe far sentire la nostra grande forza innata .e vivendo con la coscienza di queste forza atti eremo automaticamente la risposta o la attivazione e la manifestazione di tutto ciò che esterno a noi ovvero tutti gli dei della universo.

    RispondiElimina
  6. Sono metafore che bisogna interpretare

    RispondiElimina

Posta un commento