Storia del Buddismo #4/11

La vita di Nichiren Daishonin

Esilio di Izu

Il Daishonin riuscì a sfuggire all’agguato e si rifugiò presso la residenza di Toki Jonin. Tornato a Kamakura riprese a predicare e ad attirare molti seguaci. Preoccupati del suo successo, i preti Nembutsu presentarono false accuse contro di lui a Hojo Shigetoki, figlio del reggente in carica Nagatoki il quale l’anno seguente, il 12 marzo 1261, lo condannò all’esilio a Ito nella penisola di Izu. Questo, il primo subìto dal Daishonin, è noto come l’esilio di Izu. A Ito egli fu protetto da Funamori Y asaburo, capo dei pescatori della regione, e da sua moglie. Nikko Shonin accorse al suo fianco per servirlo. Il signore della provincia di Izu, che era gravemente ammalato e aveva chiesto al Daishonin di pregare per lui, guarì completamente e si convertì. Nel febbraio del 1263 ottenne il perdono e tornò a Kamakura.
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