Storia del Buddismo #3/11


La vita di Nichiren Daishonin

Primo ammonimento alle autorità e persecuzione di Matsubagayatsu
Il 16 luglio 1260 inviò a Hojo Tokiyori, ex-reggente che godeva di grande autorità, un trattato intitolato Rissho ankoku ron (Assicurare la pace nel paese attraverso l’adozione del vero Buddismo), in cui spiega la causa di tutti i disastri: «Gli uomini di oggi voltano le spalle a ciò che è bene e seguono ciò che è male. Questa è la ragione per cui le divinità benevole hanno abbandonato la nazione e gli uomini saggi se ne sono andati per non ritornare. Al loro posto arrivano demoni e diavoli e disastri e calamità si susseguono uno dietro l’altro». La causa era l’offesa alla vera Legge da parte del popolo e la credenza in dottrine che contraddicono l’insegnamento del Budda. Una delle maggiori fonti di eresia era la credenza nell’insegnamento Nembutsu: se avesse abbandonato questo “unico male”, il paese si sarebbe salvato, altrimenti, sarebbe stato colpito dalle due calamità che ancora non si erano verificate, la guerra civile e l’invasione straniera.
Hojo Tokiyori non prese in considerazione l’ammonimento del Daishonin. Poco dopo, il 27 agosto, una banda di fanatici seguaci Nembutsu assalì il rifugio del Daishonin con l’intento di ucciderlo. Questa è la persecuzione di Matsubagayatsu.
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