Storia del Buddismo #2/11

La vita di Nichiren Daishonin

Proclamazione del vero Buddismo
A trentadue anni tornò al Seichoji. A mezzogiorno del 28 aprile 1253, davanti a Dozen-bo, agli altri preti e a numerosi ascoltatori laici, proclamò che Nam-myoho-renge-kyo è la sola grande Legge che può condurre all’Illuminazione l’umanità nell’epoca di Mappo. In questa occasione si dette il nome di Nichiren (Sole-loto). Nella Lettera a Jakunichibo spiega: «Il fatto che mi sia dato il nome di Nichiren significa che ottenni l’Illuminazione da solo». In un altro Gosho scrive: «C’è qualcosa più brillante del sole e della luna? C’è qualcosa più puro del fiore di loto? Il Sutra del Loto è il sole e la luna,è il fiore di loto. Per questo è chiamato Myoho-renge-kyo. Anche Nichiren è come il sole e la luna, è come il fiore di loto». Il nome Nichiren significa che il Daishonin è il Budda originale che farà sbocciare la felicità dalle tribolazioni dell’epoca di mappo come il loto che sboccia candido dallo stagno melmoso.
Nel suo primo sermone egli affermò che le principali sette dell’epoca – Jodo (o Nembutsu), Zen, Ritsu e Shingon – basate su insegnamenti precedenti il Sutra del Loto non più validi per la nostra epoca, non portano alla salvezza ma alla rovina. Ciò suscitò l’ira di Tojo Kagenobu, signore del luogo e fervente seguace Nembutsu, che ordinò di arrestarlo. Ma Dozen-bo incaricò i due preti Gijo-bo e Jokenbo di condurlo in salvo. Il Daishonin si recò quindi a Kamakura e si stabilì in un casolare a Matsubagayatsu presso Nagoe, da dove iniziò la sua attività di propagazione. Poco dopo convertì i monaci Nissho e Nichiro, i laici Toki Jonin, Shijo Kingo, Kudo Yoshitaka e Ikegami Munenaka.
Ai tempi del Daishonin il Giappone era colpito da una serie di catastrofi, terremoti, incendi, inondazioni, siccità, carestie, pestilenze. Dopo un disastroso terremoto che colpì Kamakura nell’agosto del 1253, il Daishonin si recò a Iwamoto nel tempio Jisso-ji a rileggere le scritture e a meditare sulle cause delle “tre calamità e sette disastri”. Durante il soggiorno al Jisso-ji Nikko Shonin divenne suo discepolo.
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