Il Sutra del Loto #164

La vita del capitolo Juryo

Nichiren Daishonin dice: «“Fuori di sé” significa privati del respiro. Essi (i figli) sono fuori di sé poiché mancano della vita del capitolo Rivelazione» (Gosho Zenshu, pag. 754).
La vita del capitolo Rivelazione è la saggezza con cui il Budda supera tutte le sofferenze, discernendo la natura fondamentale della vita e la sua grande forza vitale nello sfidare ogni difficoltà. “Fuori di sé” descrive lo stato di coloro che, confusi da insegnamenti ingannevoli, si allontanano dal capitolo Rivelazione, perdendo così la speranza di vivere e il coraggio di sopravvivere.
Il Daishonin dice anche: «Cadono a terra contorcendosi”, indica che cadono nell’inferno Avichi [della sofferenza incessante] (Gosho Zenshu, pag. 754). “Terra” significa il mondo d’Inferno, o, più ampiamente, le sofferenze dei tre o dei quattro sentieri malvagi. “Cadono a terra contorcendosi” indica rotolare giù per il pendio dei cattivi sentieri dell’esistenza. Nell’era attuale, la gente ha smesso di vivere con ferma convinzione, basandosi sul buon senso. La forza vitale delle persone sta diminuendo e il loro spirito è malato. Tutto il genere umano rischia di “cadere a terra contorcendosi”. Quindi, nel profondo del cuore, ciascuno sta cercando una filosofia basata sull’essere umano, un sistema di pensiero che spieghi a fondo il valore potenziale e supremo di ogni persona. Il Budda dà alle persone la forza di vivere, ragion per cui, nel Buddismo, è paragonato ad un “grande re dei medici”. T’ien-t’ai dice che egli è come un medico di incomparabile bravura che non solo cura le malattie della gente, ma la mette addirittura in grado di diventare più sana e vigorosa di quanto non fosse prima di ammalarsi. A dispetto di qualunque sofferenza stiano attraversando, grazie alla benefica medicina della Legge mistica, tutti possono cambiare le cose così da diventare più felici di quanto non siano mai stati, realizzando uno stato vitale vibrante di gioia.
Il Buddismo ci insegna a “cambiare il veleno in medicina” e trasformare il nostro destino. La Legge mistica, essenza del Buddismo, incarna i princìpi di “apertura”, “perfetta dotazione” e “rivitalizzazione”. Essa mostra il forziere della saggezza, della forza vitale inerente alla nostra vita, permettendoci di accedere a questo tesoro e condurre un’esistenza fresca e rivitalizzata.
La SGI ha protetto e diffuso questo insegnamento supremo dell’inviolabilità della vita. “Fuori di sé” nel brano citato significa perdere il senno della fede nella Legge mistica. Il Daishonin dice: «“Senno” si riferisce ai semi dell’Illuminazione piantati (dal Budda) » (Gosho Zenshu, pag. 755).
Tutte le persone sono legate alla Legge mistica in kuon ganjo. Tutte le persone sono originariamente entità della Legge mistica. Risvegliarsi a questa realtà è manifestare il proprio “senno originale” o “senno della fede”. Il Gohonzon di Nam-myoho-renge-kyo esprime direttamente la vita del Budda pervasa di saggezza. Credere in questo Gohonzon e sostenerlo equivale a piantare il seme della felicità, o percepire la Legge mistica, nella propria vita.
Il Daishonin dice: «Il fatto che adesso Nichiren e i suoi seguaci recitano Nam-myoho-renge-kyo è un’ indicazione che essi non hanno abbandonato il loro senno originale» (Gosho Zenshu, pag. 755). Il Daishonin garantisce che tutti coloro che credono nel Gohonzon e si sforzano nella pratica per sé e per gli altri sono, senza eccezione, persone che “non hanno perso il senno”. Non perdere il senno originale significa avere assoluta fiducia nel fatto che, qualunque cosa accada, tutto andrà per il meglio fintanto che continueremo ad avanzare basandoci sul Gohonzon e sulla fede. Il fiore di un grande beneficio sboccerà sicuramente nella vita di chi si alza con questa grande convinzione.
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