Il Sutra del Loto #162

Il Budda è il "Re dei medici".

Hi nyo roi. Chie sodatsu. Myo ren hoyaku. Zen ji shubyo. Go nin ta. Sho shisoku. Nyaku ju niju. Naishi hyakushu. I u jien. On shi yokoku.

Immaginate un medico saggio ed esperto in grado di preparare medicine per curare ogni malattia, che ha molti figli, forse dieci, venti o addirittura cento. Egli parte per un paese lontano, per occuparsi di una certa questione.

Le parabole sono espressione della compassione del Budda

Questo è l’inizio della famosa parabola del medico esperto e dei figli malati. Nel capitolo Sul mezzo, Shakyamuni dice: «Ho esposto ampiamente i miei insegnamenti tramite molti esempi di relazioni passate e molti racconti». In effetti le scritture buddiste sono piene di parabole, allegorie e metafore concepite dal Budda per permettere alle persone di comprendere il suo profondo insegnamento. Il filosofo greco Aristotele disse: «La cosa di gran lunga più importante è essere un maestro di metafore. È l’unica cosa che non si possa imparare dagli altri; ed è anche segno di genialità, in quanto implica intuizione della somiglianza in cose dissimili» (The basic works of Aristotle, ed. Richard McKeon New York: Random House, 1941 pag. 1479). Il Budda era veramente un genio del discorso.

Usare immagini e metafore per spiegare le cose giunge a toccare il cuore delle persone, che possono così cambiare il loro stato vitale. Le parabole del Budda, espressione del suo compassionevole desiderio di aiutare con ogni mezzo disponibile le persone a cambiare se stesse e diventare felici, sono la cristallizzazione della sua saggezza.
Il Sutra del Loto mostra appieno l’abilità di Shakyamuni nel dialogo. Contiene infatti molte parabole, fra le quali le sette parabole e similitudini sono particolarmente importanti. Oltre alla parabola del bravo medico e dei figli malati, che studieremo adesso, ci sono quella dei tre carri e della casa in fiamme, quella dell’uomo benestante e del figlio povero, quella dei tre tipi di erbe medicinali e dei due tipi di alberi, quella della città fantasma e della terra preziosa, quella della gemma nella veste e quella dell’inestimabile gemma nel nastro.
Di queste sette parabole, solo quella del bravo medico e dei figli malati è esposta nell’insegnamento essenziale del sutra. Il resto compare in quello teorico.
A questo punto nel capitolo Rivelazione l’insegnamento fondamentale sulla vita eterna del Budda è già stato esposto, ma ciò non può bastare. Come ho spiegato nell’ultima lezione, il vero obiettivo del Budda è rendere le persone capaci di praticare questo supremo insegnamento e comprenderne la verità.
Come ultimo espediente, il Budda fa credere di doversi estinguere. La storia del bravo medico e dei figli malati esprime in forma di parabola il concetto «come un espediente sembra che io stia per entrare nel nirvana», indicando inoltre come nel tempo della sua estinzione il Budda esponga la Legge mistica per salvare le persone delle epoche successive. La parabola comincia con la presentazione dei personaggi principali. C’è un saggio medico che eccelle nel preparare medicine e curare le malattie, ed ha molti figli, «dieci, venti o perfino cento». Il medico si allontana per occuparsi di alcune cose.
Il medico rappresenta Shakyamuni che ha ottenuto l’Illuminazione nel remoto passato di gohyaku-jintengo ed è dotato di infinita saggezza. Preparare medicine significa esporre gli insegnamenti. Avere un centinaio di figli suona incredibile, ma in realtà essi rappresentano tutte le persone, che per il Budda sono come figli.
Il viaggio del medico è una metafora di come nel passato Shakyamuni, in seguito all’ottenimento della Buddità in gohyaku-jintengo, ha lasciato questo mondo per un intervallo di tempo per poter apparire in altri mondi.
Il Budda è spesso descritto come il “re dei medici” e proprio come un medico che dà cure appropriate alle condizioni del paziente, comprende il modo più adatto per curare le persone dalle loro sofferenze.
Ci sono vari tipi di malattie. Prendere un farmaco per il raffreddore per curare un mal di denti non procurerà nessun beneficio, così come un collirio non funzionerà per trattare un mal di pancia. Un bravo medico capisce appieno la relazione tra medicina e malattia. Come esempio dell’atteggiamento tipico del popolo giapponese nei confronti della religione, sentirete spesso dire che tutte le religioni sono uguali. Analogamente in medicina questo equivarrebbe a dire che qualsiasi cura è buona per ogni malattia. Non vi pare questo una terrificante mancanza di responsabilità verso la vita? Credo che le persone debbano considerare attentamente come parti- colari religioni influiscano sulla loro vita.
Il Budda non è solo “un medico eccellente”, ma il “re dei medici”. Egli conosce la medicina meravigliosa per “curare” l’oscurità fondamentale, radice di tutte le sofferenze. Questo insegnamento fondamentale che il Budda lascia a tutte le persone delle generazioni future è la Legge mistica contenuta nella profondità del capitolo Rivelazione.
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