Il Sutra del Loto #161

La buona causa di recitare Daimoku

Dal punto di vista dell’insegnamento di Nichiren Daishonin, il Budda, è il Tathagata di Nam-myoho-renge-kyo, o il Daishonin stesso. Mentre le “persone di debole virtù” sono quelle dell’Ultimo giorno della Legge, per le quali egli pregava affinché diventassero “persone di merito e virtù”. Attraverso la propria scomparsa egli insegnò loro che «il Tathagata è difficile da vedere», mentre per tutti coloro che non poterono incontrarlo, egli manifestò la grande vita di Nam-myoho-renge-kyo – sua vera identità – nella forma del Gohonzon, donandolo a tutte le persone dell’Ultimo giorno. Di conseguenza, dovremmo leggere il brano: «Nelle loro menti nutriranno il desiderio di vedere il Budda e lavoreranno per piantare buone radici» come allusione a noi, persone dell’Ultimo giorno. La mente che nutre il desiderio di vedere il Budda è una mente di grande fede nel Gohonzon, e piantare buone radici – come indicato dal brano nell’Ongi kuden «(piantare) buone radici significa (recitare) Daimoku» (Gosho Zenshu, pag. 754) – è recitare la Legge mistica.
Per noi incontrare il Gohonzon equivale ad incontrare il Budda originale, ed è dovuto ad una profonda e mistica relazione. Il Daishonin dice: «È estremamente raro nascere come essere umano. Non solo sei dotato della vita umana, ma hai avuto la rara fortuna di incontrare il Buddismo. Inoltre, dei molti insegnamenti del Budda, tu hai trovato il Daimoku del Sutra del Loto e ne sei diventato un devoto. Tu hai davvero servito decine di miliardi di Budda nelle tue passate esistenze» (Gli scritti di Nichiren Daishonin, vol. 4, pag. 35).
Noi che abbiamo incontrato il Gohonzon non siamo più “persone di debole virtù”, ma come dichiara il Budda originale “persone di grande merito e virtù”, che hanno formato le- gami con un numero incalcolabile di Budda nel passato.
Josei Toda osservò una volta: «Dobbiamo sentirci orgogliosi di poter passare il resto della nostra vita pieni di gioia per avere incontrato il Dai-Gohonzon, che può capitare di non incontrare neanche una volta in milioni o decine di milioni di anni». Per tutta la vita avanziamo con fierezza lungo il sentiero dei Bodhisattva della Terra, approfondendo ulteriormente la nostra preziosa relazione con il Budda e lavorando per realizzare il suo obiettivo.
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