Il Sutra del Loto #154

Lo spirito della speranza e del progresso senza limiti

Nyoze. Ga jobutsu irai. Jindai kuon. Jumyo muryo. Asogi ko. Joju fumetsu. Sho zennanshi. Ga hon gyo bosatsu do. Sho jo jumyo. Kon yu mi jin. Bu bai jo shu.

Da quando ho raggiunto la Buddità è trascorso un tempo incalcolabile. La durata della mia vita è di infiniti eoni. La mia vita è sempre esistita e non si estinguerà mai. Uomini di devota fede, un tempo anch’io ho praticato le austerità dei bodhisattva e la condizione vitale che ho acquisito allora non si è ancora esaurita. La mia vita durerà ancora un numero di eoni doppio di quelli trascorsi.
Lo spirito del Buddismo della vera causa si esprime nella pratica di nutrire rispetto per la dignità della vita. È proprio il brano appena citato «un tempo anch’io ho praticato le austerità dei bodhisattva», tratto dal capitolo sedicesimo del Sutra del Loto, a indicarcelo esplicitamente. Come ho già osservato “Io” indica Shakyamuni, una persona comune – proprio come noi – che svolse le pratiche di bodhisattva nel remoto passato. “Remoto passato” indica la sorgente della vita, mentre Shakyamuni, il praticante della vera causa, rappresenta le persone comuni di kuon ganjo che ritornano a tale sorgente.


Il Buddismo del Daishonin assume come oggetto di culto lo Shakyamuni del remoto passato che praticò la vera causa, identificandolo con Nichiren Daishonin, Budda originale dell’Ultimo giorno della Legge. Questo è il principio per cui «il remoto passato è di per sé l’Ultimo giorno», come risulta chiaro da alcune affermazioni del Daishonin, quali «La pratica che Nichiren sta svolgendo non differisce in ultima analisi dalla condotta del [comune mortale Shakyamuni allo stadio di] myoji-soku nel remoto passato» (Gosho Zenshu, pag. 863) e «Le pratiche di Shakyamuni nel remoto passato e le attuali pratiche di Nichiren non sono in alcun modo superiori o inferiori le une rispetto alle altre» (Gosho Zenshu, pag. 864).
In altre parole, egli sta dicendo che non vi è differenza tra le sue pratiche nell’Ultimo giorno della Legge e quelle di Shakyamuni, il comune mortale dello stadio di myoji-soku, nel remoto passato.
Myoji-soku è lo stadio della pratica di chi ha preso fede nella Legge mistica. Il ventiseiesimo patriarca Nichikan spiega che noi identifichiamo Shakyamuni, il praticante della vera causa, con il Daishonin e il remoto passato con l’Ultimo giorno, giacché non vi è assolutamente differenza tra la “pratica” o il “livello” dell’uno e dell’altro.
In entrambi i casi, “pratica” significa abbracciare la Legge mistica, mentre “livello” significa il livello di pratica di una persona comune di myoji-soku, cioè di qualcuno che ha preso fede nella Legge mistica. L’affermazione che il Daishonin e Shakyamuni sono uguali nella pratica e nel livello significa che la pratica di abbracciare completamente la Legge mistica come essere umano è la stessa, nel remoto passato come nell’Ultimo giorno.
La pratica di sostenere la Legge è mistica e segreta, poiché contiene sia la vera causa che il vero effetto del raggiungimento della Buddità – cioè il principio fondamentale per diventare felici. Questo è il principio mistico della vera causa. È per questi motivi che, nell’Ultimo giorno della Legge, dovrebbe essere riverito come oggetto di culto Nichiren Daishonin, che si può identificare nello Shakyamuni praticante della vera causa.
stampa la pagina

Commenti