Il Sutra del Loto #152

Il Buddismo della vera causa #1/2

Questi brani del sutra rivolti al futuro rivelano la dottrina essenziale dei mistici principi di “vera causa” e “vero effetto”, cioè la causa e l’effetto per cui Shakyamuni ottenne l’Illuminazione nel remoto passato.
La pratica di bodhisattva da lui svolta nel remoto passato, che divenne causa per la sua Illuminazione, è la vera causa. Il risultato, cioè il raggiungimento della Buddità, è il vero effetto.
La vera causa è la causa fondamentale per raggiungere la Buddità, la sorgente primaria della felicità, sta nella pratica che Shakyamuni svolse nel remoto passato. Essendo al di là della nostra comprensione, è chiamato il mistico principio della vera causa.
Dal punto di vista del significato letterale del sutra, questo mistico principio è indicato dal brano «Un tempo anch’io ho praticato le austerità del bodhisattva e la condizione vitale che ho acquisito allora non si è ancora esaurita. La mia vita durerà ancora un numero di eoni doppio di quelli trascorsi».


«La durata della mia vita è di infiniti eoni» significa che la vita di saggezza coltivata da Shakyamuni nello svolgere le pratiche di bodhisattva nel remoto passato è incommensurabile ed inesauribile.
La via del bodhisattva, cioè la pratica a beneficio degli altri, è la strada per lucidare la propria saggezza e accumulare fortuna, un cuore generoso che si dedica alla felicità altrui è la lezioni sul sutra mia vita è di infiniti eoni. La mia vita è sempre esistita e non si estinguerà mai» chiarisce il principio mistico del vero effetto, cioè che il Budda che ha raggiunto il vero effetto della Illuminazione nel remoto passato dimora costantemente in questo mondo, senza mai entrare nel nirvana.
In breve, la dottrina della vera causa e del vero effetto nel capitolo sulla Rivelazione spiega che non solo la vita del mondo di Buddità - cioè il vero effetto - è eterna, ma che lo è anchiave per creare una saggezza inesauribile.
Per confrontare i nove mondi con quello di Buddità, lo Shakyamuni che pratica rappresenta le persone comuni dei nove mondi, la cui vita ha fondamentalmente una durata di saggezza incommensurabile. Questa è la realtà fondamentale della vita degli esseri dei nove mondi, ragione per cui la vera causa dell’Illuminazione è detta “mistica”. Lo scopo del Buddismo è permettere alle persone di sviluppare la vita mistica originale che tutti possiedono.
Il vero effetto è lo stesso stato di Buddità che il Budda, illuminato sin dal remoto passato, ottenne come risultato di aver praticato la vera causa. Dato che questo stato vitale è difficile da capire, viene chiamato il mistico principio del vero effetto. Secondo T’ien-t’ai, esso consiste nell’ottenere uno stato vitale pervaso dalle quattro virtù di eternità, felicità, vero io e purezza, cioè così vasto e puro come un cielo assolutamente sgombro di nuvole, uno stato vitale di felicità incrollabile e indistruttibile.
Nel sutra, il brano «da quando ho raggiunto la Buddità, è trascorso un tempo incalcolabile. La durata della mia vita è di infiniti eoni. La mia vita è sempre esistita e non si estinguerà mai» chiarisce il principio mistico del vero effetto, cioè che il Budda che ha raggiunto il vero effetto della Illuminazione nel remoto passato dimora costantemente in questo mondo, senza mai entrare nel nirvana.
In breve, la dottrina della vera causa e del vero effetto nel capitolo sulla Rivelazione spiega che non solo la vita del mondo di Buddità - cioè il vero effetto - è eterna, ma che lo è anche la vita dei nove mondi, la vera causa.
Dato che quest’ultima esiste anch’essa costantemente nella sua vita, il Budda, anche dopo l’Illuminazione, può continuare a svolgere la pratica di bodhisattva per condurre all’Illuminazione gli esseri dei nove mondi. L’Illuminazione raggiunta nel remoto passato non significa che il Budda, ottenuto il vero effetto, cessi le pratiche di bodhisattva, che sono la vera causa, né che estingua la vita dei nove mondi nel suo essere e si diriga verso un altro mondo, un mondo di Budda.
Sia i nove mondi che il mondo di Buddità esistono in eterno. Il vero aspetto della vita rivelato nell’entità del Budda che ha raggiunto l’Illuminazione nel remoto passato indica questo principio fondamentale del raggiungimento della Buddità, che Shakyamuni lasciò dietro di sé per la salvezza delle persone nel futuro; chiarisce cioè i principi del mutuo possesso dei dieci mondi e di ichinen sanzen, (tremila regni in un solo istante di vita). Ecco il punto cruciale.
Ne L’apertura degli occhi, Nichiren Daishonin dice che la dottrina della vera causa e del vero effetto «rivela che i nove mondi sono tutti presenti nella Buddità senza inizio e che la Buddità è inerente ai nove mondi senza inizio. Questa è il vero mutuo possesso dei dieci mondi, i veri cento mondi e i mille fattori, i veri tremila regni in un singolo istante di vita» (Gli scritti di Nichiren Daishonin, vol. 1).
“I nove mondi senza inizio” e “la Buddità senza inizio” indicano rispettivamente vera causa e vero effetto che esistono entrambi nella singola entità del Budda che ha raggiunto l’Illuminazione nel remoto passato. Questa entità del mutuo possesso dei dieci mondi e di ichinen sanzen dimora costantemente in questo mondo senza entrare nel nirvana. (Continua)
stampa la pagina

Commenti