Il Sutra del Loto #142

Tutti gli insegnamenti del Budda sono veri #4/4

Con la sua domanda iniziale «Perché faccio questo?», egli si chiede perché il Budda, illuminato dal remoto passato, possa apparire in varie forme, possa propagare appropriatamente una infinità di insegnamenti e guidare in modo infallibile tutte le persone. Come spiegazione, egli di seguito afferma: «Il Tathagata percepisce il vero aspetto del triplice mondo in modo esatto». Il triplice mondo si riferisce al mondo degli esseri non illuminati che attraversano i sei sentieri (dall’inferno fino al regno degli esseri celesti). Questo mondo è formato dal mondo del desiderio, dal mondo della forma (o mondo materiale) e dal mondo senza forma (o mondo spirituale). Questi sono tutti “mondi di illusione” nei quali la vita è dominata dall’ignoranza (oscurità). Questa ignoranza è di per sé l’origine fondamentale della miseria e della sofferenza umana.
Il Budda illuminato dal lontano passato è il Budda che lotta eternamente per guidare tutte le persone verso la felicità. Questo Budda percepisce il vero aspetto del mondo esattamente come è per liberare le persone dalla “sofferenza di nascita e morte”. In altre parole, la frase «il Tathagata percepisce il vero aspetto del triplice mondo in modo esatto» indica la saggezza del Budda di guidare tutte le persone verso l’Illuminazione.
Shakyamuni poi chiarisce la natura del triplice mondo che percepisce in modo corretto tramite la sua saggezza affermando: «Non vi è flusso né riflusso di nascita e morte e nemmeno la vita in questo mondo e la successiva estinzione». In altre parole, egli indica che nel triplice mondo non c’è né nascita né morte e che gli esseri non appaiono né scompaiono. Di conseguenza non vi è distinzione tra quelli presenti in questo mondo e coloro che invece non lo sono.
Il fatto che non ci sia né nascita né morte colpisce in modo sorprendente, poiché la gente considera generalmente la nascita e la morte come fatti solenni dell’esistenza umana. Tuttavia, questo brano del sutra non nega l’esistenza del fenomeno della nascita e della morte ma, riconoscendone la realtà, ce ne offre una rivalutazione da una prospettiva di vita più profonda. Ciò che qui viene riportato è il vero aspetto della vita del Budda che ottenne l’Illuminazione nel lontano passato. Questo Budda è di fatto una entità di vita senza inizio né fine che dimora eternamente nel mondo di saha. Pertanto non esiste una distinzione fondamentale tra la nascita e la morte, fra l’esistere in questo mondo e poi estinguersi. Anche il Budda appare nel mondo e poi si estingue usandolo come espediente per condurre tutte le persone all’Illuminazione.
In questo brano Shakyamuni applica la realtà della vita del Budda illuminato dal lontano passato direttamente agli esseri del triplice mondo. Ed il paragone è pienamente valido. Non c’è infatti differenza tra la vera entità della vita degli esseri dei tre mondi e quella del Budda illuminato dal remoto passato. Si tratta, pertanto, della descrizione esatta della vera natura delle vite di tutti gli esseri del triplice mondo.

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