Aiutare Paolo

Mia madre, qualche anno fa, mi sentiva spesso dire che avrei voluto fare qualcosa di concreto per gli altri. Così, quando ascoltò un annuncio a una radio locale, che proponeva un’iniziativa a favore di un bambino cerebroleso, Paolo, si diede da fare per consentirmi di partecipare. Entrai quindi a far parte di un gruppo di volontari che si avvicendavano per far fare a Paolo ginnastica motoria, per ben otto ore al giorno. I genitori avevano dovuto ricorrere all’appello alla radio in mancanza di qualsiasi sostegno da parte degli enti pubblici. Nonostante le enormi difficoltà, non avevano rinunciato a lottare per migliorare le condizioni del loro bimbo.
Così, ogni domenica mattina mi recavo in una sala, messa gratuitamente a disposizione dall’associazione, per far fare ginnastica a Paolo. A poco a poco anche mia madre cominciò a farsi coinvolgere da questa attività, dal momento che i volontari del gruppo scarseggiavano. Tutto ciò è durato oltre quattro anni e, con grande soddisfazione di tutti, Paolo è migliorato. Molto cautamente ha cominciato a camminare “gattonando” e a dire qualche parola, chiamando “babbo” e “mamma”. E non è poco, anche se a detta dei medici le possibilità di ottenere altri progressi sono piuttosto limitate.
Oltre a dedicarci alle otto ore giornaliere di ginnastica, con gli altri volontari ci siamo preoccupati di realizzare delle iniziative per raccogliere fondi da devolvere ai genitori di Paolo. Anche questo era essenziale, perché Paolo ha sostenuto finora ben quattro interventi chirurgici piuttosto sofisticati, e i genitori hanno dovuto ogni volta portarlo negli Stati Uniti, dove si sono recati anche in altre occasioni per visite di controllo. Immaginate i costi! Quindi volevamo aiutare Paolo e la sua famiglia anche sotto il profilo economico, ma non avremmo potuto farlo con le nostre sole risorse. Perciò abbiamo organizzato spettacoli e cene sociali, che sono stati tutti un grande successo, grazie anche al contributo di diversi negozi. Infine, avendo ottenuto la disponibilità gratuita di personaggi di richiamo (un gruppo di cabarettisti molto noto nella nostra città) e gli ex-calciatori della Fiorentina, siamo riusciti a mettere in scena uno spettacolo al Palazzetto dello Sport, il 4 marzo scorso. Gli spettatori sono stati più di duemila. È quasi incredibile che intorno a una sola famiglia si sia raccolta la solidarietà di tante persone. E non si tratta solo dei biglietti venduti in quell’occasione. Ora i volontari del gruppo sono circa duecento, anche di zone limitrofe. Anche mia madre, nonostante tutti i suoi impegni (i miei due fratelli che sono ancora piccoli, il lavoro e le faccende domestiche), continua a partecipare ai turni per la ginnastica di Paolo ed è nata una splendida amicizia con i suoi genitori. (I. B.)(dati modificati)
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