Il Sutra del Loto #138

La lotta spirituale del Budda che insegna l'eternità della vita #2/2

[...] Inoltre, nel secondo capitolo del Sutra del Loto, Sul mezzo, tramite l’insegnamento della sostituzione dei tre veicoli con l’unico veicolo, Shakyamuni aveva spiegato che tutti sono intrinsecamente dotati del mondo di Buddità. Egli vi dichiarò inequivocabilmente: «Non dovete ricercare i due o i tre veicoli, ma sforzarvi di fare vostro lo stato vitale del Budda, l’unico supremo veicolo».
Grazie a queste basi, i suoi seguaci, che nel capitolo Rivelazione colsero lo stato vitale del loro maestro, vasto e illimitato come l’universo, anziché essere torturati dal dubbio, furono in grado di credere con gioia all’insegnamento dell’Illuminazione nel remoto passato. Possiamo affermare che questa predicazione faceva parte di un grandioso “programma pedagogico” che il Budda aveva concepito grazie alla profonda determinazione di non permettere che una sola persona retrocedesse nella fede o abbandonasse la via all’Illuminazione. Tanto tenace era lo sforzo necessario per permettere alle persone di credere nella vita eterna del Budda.
Anche al di fuori del Buddismo, molti pensatori religiosi e filosofi si sono dedicati allo studio dell’eternità della vita, ma, alla fine, ogni tentativo si è arenato in mera teoria, o nell’Illu- minazione personale di pochi individui, senza arrivare in modo concreto a tutti.
Ciò spiega quanto sia difficile far capire alle persone comuni, «poco virtuose e appesantite dalla corruzione» l’immensa vita del Budda, senza inizio né fine: in questo consiste l’eroica lotta spirituale del Budda.
Per le persone dell’Ultimo giorno della Legge, Nichiren Daishonin manifestò la grande vita del Budda sotto forma del Gohonzon, che per noi diventa la via verso l’eternità della vita. Credendo nel Gohonzon, sforzandoci nella pratica di Gongyo e Daimoku e dedicando la vita a kosen-rufu, possiamo entrare nella via dell’ eterna felicità del Budda.
Coloro che credono nella pratica della Legge mistica non sono persone «poco virtuose e appesantite dalla corruzione», sono persone «di grande virtù» (Gli scritti di Nichiren Daishonin, vol. 4, pag. 233) che godono di un impareggiabile stato vitale.
La nostra è un’epoca in cui abbondano le persone «poco virtuose e appesantite dalla corruzione», «soddisfatte degli insegnamenti inferiori», e in cui è considerato naturale condurre una vita superficiale, volta all’edonismo e all’avidità. D’altra parte, può darsi che sia un’epoca nichilista, nella quale le persone trovano troppo difficile sostenere grandi ideali.
Nel bel mezzo di questa società moderna, noi studiamo la grande filosofia della vita contenuta nella suprema Legge, credendo in essa e praticandola. Guardando all’eternità, agiamo per condurre tutta l’umanità verso l’Illuminazione. Nessun modo di vivere è altrettanto nobile né così pieno di buona fortuna. Proprio per questa ragione, è naturale che suscitiamo invidia. Se non incontrassimo incomprensioni o pregiudizi sarebbe proprio strano.
Avanziamo, dunque, con dignità, continuando a testa alta il nostro lavoro di coltivare i cuori degli altri. Quanto al significato del periodo «Uomini di devota fede, il Tathagata ha visto che le persone...» T’ien-t’ai spiega che esso si riferisce alla strenua lotta di Shakyamuni simile a un leone che attacca per amore delle persone del suo tempo. Praticare per kosen-rufu con lo stesso impegno e la stessa determinazione significa aver letto questo brano del Sutra con la propria vita.
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