Il Sutra del Loto #135

Fede e azioni coraggiose producono gioia

Interpretiamo ora questo brano del Sutra del Loto dal punto di vista del Buddismo del Daishonin. Per prima cosa “se ci sono esseri viventi che vengono a me” implicitamente significa sedersi di fronte al Gohonzon. Nell’Ultimo giorno della Legge, l’azione di usare l’occhio del Budda per osservare la capacità delle persone e predicare la Legge secondo le loro condizioni, indica la condotta compassionevole di Nichiren Daishonin nel condurre tutte le persone all’Illuminazione.
Toda spiegò che questo passo significa che il Gohonzon percepisce la nostra fede e ci dona la sua grande compassione.
Dal nostro punto di vista «il grado della loro fede e le loro altre qualità» indica la forza o la debolezza della nostra fede. Più profonda diventa la nostra fede, più possiamo manifestare l’incommensurabile beneficio del Gohonzon. In una lezione Toda disse inoltre: «Prima di entrare nel nirvana, il Daishonin ha lasciato il Gohonzon a noi, persone dell’Ultimo Giorno della Legge. Mentre era in vita egli era rispettosamente chiamato Nichiren Daishonin; dalla sua morte in poi è rispettosamente chiamato il Dai-Gohonzon donato a tutta l’umanità. Questo è il significato di “assumendo differenti nomi” e “spiegando per quanto tempo i miei insegnamenti saranno efficaci”. Questo Gohonzon è la vera entità del Budda.»
Inutile dire che il Buddismo del Daishonin è il grande insegnamento per la durata illimitata dell’ Ultimo giorno della Legge, la sorgente di luce che illuminerà tutta l’umanità per tutto l’infinito futuro. La lunghezza del tempo durante il quale questo Buddismo sarà efficace è infinita.
Il brano «Uso diversi metodi per esporre i meravigliosi insegnamenti e per far nascere una grande gioia nel cuore delle persone», non indica altro che l’esposizione della Legge di Myoho-renge-kyo, che rende le persone capaci di sperimentare una grande gioia attraverso il potere del Gohonzon. Coloro che abbracciano la Legge mistica non saranno mai infelici a lungo, questo è vero al di là di ogni dubbio. Toda giunse a dire che se non si prova gioia nel recitare davanti al Gohonzon, allora la fede non è corretta, ma se invece sperimentiamo questa gioia, un grande beneficio fiorisce nella nostra vita. Ma precisò ancora: «Tuttavia non proverete vera gioia se passate il tempo sforzandovi di provarla. Se, durante Gongyo, vi si addormentano le gambe e vi sorprendete a pensare: “Non abbiamo ancora finito? Ah già, devo provare gioia”, allora non state sperimentando vera gioia». Fede vuol dire vivacità. Quando lottate con impegno il cuore vi diventa forte e leggero. Il pessimismo è estraneo al Buddismo. Agire per la giustizia porta gioia. A vanziamo quindi allegramente lungo il sentiero della nostra convinzione.
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