Il fascino perverso del crimine

«TV e giornali ci bombardano con cronache di violenza che fanno vacillare le nostre speranze di “pace e sicurezza”. Che prospettive può offrirci il Buddismo?»

Ogni giorno siamo bersagliati dalla mattina alla sera da storie di tragica violenza. I media ci inseguono accaniti con racconti di morti e depravazioni accadute in ambito locale, nazionale o internazionale, incuranti della loro rilevanza informativa. Il cinema e la televisione, a loro volta, amplificano i fatti raccontando infinite fantasie omicide. Più truci sono, meglio è.
Qual è la ragione di questo fascino perverso del crimine? Cattura l’attenzione, scuote emotivamente, ma, soprattutto, vende. Sfortunatamente, però, gonfia le paure individuali e collettive rendendoci sempre più soggetti agli schemi autoritari di leader demagogici.
Sin dalla sua nascita, la SGI si è impegnata a cambiare in modo rilevante il corso della storia umana ponendo le cause per un mondo di pace, cultura, educazione e felicità individuale. Ma come vivere esistenze felici in mezzo alla violenza e alla sofferenza?
Lettera dopo lettera, dal profondo del cuore Nichiren Daishonin impegnò tutte le sue capacità creative per accrescere la fede e la fiducia dei suoi seguaci. E anche chi legge oggi quegli scritti si sente altrettanto incoraggiato di quanto dovette sentirsi Shijo Kingo nel leggere che: «La fragranza interna (la natura di Budda) otterrà protezione esterna» (Gli scritti di Nichiren Daishonin, vol. 4, pag. 172), o anche: «“Più forte è la fede di una persona, maggiore è la protezione degli dei”. Questo vuol dire che la protezione degli dei dipende dalla forza della fede di una persona» (Gli scritti di Nichiren Daishonin, vol. 4, pag. 183).


L’enfasi sull’importanza della fede equivale a metterci in guardia dal pericolo di diventare preda di basse emozioni come l’avidità, la collera e la stupidità. Ogni volta che la nostra fiducia vacilla abbiamo la possibilità di leggere i toccanti episodi della vita del Daishonin, che fu caratterizzata da una continua protezione in un Giappone a lui fortemente ostile.
E i comuni mortali possono aspettarsi di ricevere una pari protezione? La risposta è sì.
In diverse lettere ai seguaci, Nichiren Daishonin assicura indubbie garanzie di protezione. Il segreto è seguire il suo esempio: praticare con fiducia risoluta e totale. Il notevole aiuto di cui egli godette non era affatto straordinario o di origine soprannaturale, era piuttosto una conseguenza naturale della sua fede profonda. La fede permette a noi, comuni mortali, buoni o cattivi, di manifestare la nostra natura illuminata e richiamare le funzioni protettrici dell’universo.
D’altro canto, anche se la Legge mistica non ha limiti, una forte pratica non potrà mai compensare un comportamento sconsiderato. Nichiren consigliò più volte a Shijo Kingo di essere estremamente prudente, di controllare il suo carattere focoso e la sua natura lamentosa, di curare i buoni rapporti con i fratelli e di limitarsi nel bere. Se queste lettere fossero state scritte al giorno d’oggi conterrebbero altri consigli, per esempio guidare con prudenza, allacciare le cinture di sicurezza, in breve essere responsabili, evitare comportamenti rischiosi, proteggere se stessi.
A proposito di prudenza e protezione, nonostante le sue abilità guerriere, Shijo Kingo veniva apprezzato soprattutto per la sua capacità di prevenire situazioni problematiche. In molti Gosho si afferma che la saggezza e la fortuna derivanti dalla pratica rappresentano la protezione più efficace. Non è un caso che, quando ci troviamo in situazioni difficili, l’aiuto di cui abbiamo bisogno sembri arrivare giusto in tempo. D’ altra parte, non è meglio prevenire i problemi piuttosto che dipendere da armi, arti marziali o “preghiere d’emergenza” per togliersi dai guai?
Il presidente Ikeda, poi, ricorda che – in quanto buddisti – non possiamo ignorare il “demone” quando lo incontriamo ed è assurdo supporre che sparisca da solo. Con saggezza e coraggio riusciremo a distinguere fra le soluzioni che perpetuano le nostre paure o indulgono alle nostre debolezze e quelle che nascono dalla parte migliore di noi stessi. Quando mettiamo da parte le nostre ansie e intensifichiamo i nostri sforzi di bodhisattva per allontanare la sofferenza intorno a noi; quando cerchiamo nuove strade per contribuire alla felicità delle nostre famiglie e della società; quando viviamo in maniera dignitosa; quando ci sforziamo di dare il meglio di noi stessi allora, stiamo vivendo le parole del Gosho: «Se continui a vivere come ora, senza dubbio stai praticando la strategia del Sutra del Loto ventiquattro ore al giorno...
I fatti della vita non sono diversi dalla realtà fondamentale».

a cura di antonella nardi e cristina sereni

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