Il saggio e il tiranno

La libertà spirituale travalica ogni forma di dispotismo e autoritarismo. Un saggio non teme né minacce né intimidazioni. Ugualmente nell’ambito della fede le difficoltà sono
il veleno che si trasforma in medicina.

Josei Toda, secondo presidente della Soka Gakkai, un giorno disse: «La Soka Gakkai ha il preciso compito di ripagare il debito di gratitudine che abbiamo nei confronti di Nichiren Daishonin e di aprire la strada alla infinita felicità del genere umano, pianificando un grande progetto di cento anni, anzi, un meraviglioso progetto di pace in grado di abbracciare addirittura millenni».
Proprio come sperava il presidente Toda la SGI sta tracciando un grande percorso di pace e di felicità per tutte le persone.
Il 18 gennaio è l’anniversario della morte di Tsunesaburo Makiguchi, padre fondatore della Soka Gakkai. Makiguchi rimase sempre indifferente alle minacce e alle intimida- zioni che gli furono inflitte dal militarismo giapponese.


Quando penso all’enorme padronanza di sé con cui egli affrontò le circostanze peggiori, mi viene in mente il dialogo fra il saggio e il tiranno, descritto dal filosofo greco Epitteto (55-135 d.C.).
Il saggio fa notare al tiranno che quando un despota minaccia dicendo: «Ti incatenerò per le gambe», colui che si preoccupa delle proprie gambe implorerà: «Pietà di me», ma il saggio che si preoccupa della propria libertà spirituale risponderà: «Se la cosa ti è di qualche vantaggio, incatenale».
Sorpreso dalla sfacciataggine e dall’eclatante rifiuto verso la sua autorità che traspariva dalle parole del saggio il tiranno replica: «Non mi presti ascolto dunque?»
«No, non ti ascolto» risponde il saggio.
E il tiranno indignato: «Ti mostrerò che sono io il padrone».
«E come potresti? – asserisce il saggio – Ogni essere umano è nato libero e quindi è padrone di se stesso. Quindi anche se un tiranno può esercitare il suo potere sul corpo, non potrà esercitare alcun controllo sullo spirito». Perciò il saggio afferma con serenità: «Sei solo padrone del mio corpo senza vita, puoi prenderlo!»
«Questo significa che non hai alcun rispetto per me?», chiede il tiranno sempre più furioso.
L’uomo saggio risponde: «No, il genere di rispetto che tu intendi lo riservo solamente a me stesso. Ma se insisti nel conoscere quale rispetto nutro per la tua persona, ebbene sappi che è lo stesso che nutro per il mio orcio».
Il narratore di questa storia, Epitteto, era stato uno schiavo ma, avendo sempre studiato intensamente, una volta divenuto libero divenne un insegnante. Sebbene fosse stato esiliato per essersi opposto alla tirannia, mantenne sempre la sua libertà spirituale. I veri schiavi erano i suoi oppressori. Per quanto un despota possa ostentare la propria autorità, essa non avrà nessun potere su coloro che posseggono la vera saggezza: la loro libertà spirituale non può essere soffocata né può essere invaso il loro mondo interiore.
Per noi che pratichiamo il Buddismo del Daishonin questo è ancora più vero, poiché nulla può insidiare la nostra fede. Quelli che vincono attraverso la fede saranno vincitori per sempre. La fede è il cuore e l’anima della Soka Gakkai.
Al contrario le autorità arroganti sono inconsistenti come apparizioni, effimere come bolle di sapone.
Una volta compreso quanto in realtà siano vuote non c’è nulla da temere. Se ne riconosciamo la meschinità, non si può che ridere delle loro minacce.
Nichiren Daishonin scrive: «Un codardo non potrà mai ottenere risposta a nessuna delle sue preghiere» (Gli scritti di Nichiren Daishonin, vol. 1, pag. 195). Una fede coraggiosa porterà grandi benefici. Se ci comporteremo da codardi nessuna delle nostre preghiere si realizzerà. Fino a quando saremo coraggiosi e continueremo ad approfondire la nostra fede, non esisterà montagna che non saremo in grado di scalare, questo è il Buddismo di Nichiren Daishonin e le sue parole sono vere al di là di qualsiasi dubbio. La sofferenza e la tristezza fanno parte della vita, così come ci sono montagne, fiumi e vallate.
Ma più profondo è il fiume della tristezza, più alta la montagna della sofferenza, più grande sarà la gioia che proveremo quando le avremo superate. La mistica Legge ci dà la possibilità di trasformare ogni circostanza sfortunata in qualcosa di positivo.
Si tratta di un meraviglioso insegnamento che trasforma il veleno in medicina. In questo consiste la sua grandezza.
Le lettere che Makiguchi scrisse in carcere testimoniano la sua profonda fede. Egli scrive: «Vivo nella certezza che il veleno si trasformerà sicuramente in medicina». E ancora: «Ho passato questo inverno con animo sereno perché ho creduto alle parole del sutra che recitano: “Fino a quando una persona mantiene salda la propria fede potrà trasformare il veleno in medicina”».
La morte di Makiguchi in carcere è stata senza dubbio una grande tragedia. Ma, come egli stesso credeva, la persecuzione subita in difesa della Legge si è trasformata da veleno in medicina diventando la sorgente della gloriosa e indistruttibile storia della Soka Gakkai. Grazie alla direzione presa da Makiguchi e seguita fedelmente dai suoi successori le persone di tutto il mondo nutrono grande fiducia nella Sgi.
I sutra precedenti il Sutra del Loto descrivono questo mondo come il regno dell’impermanenza. Ma contrariamente a questa definizione il Buddismo Mahayana e lo stesso Sutra del Loto lo definiscono come il mondo delle quattro nobili virtù: eternità, felicità, vero io, purezza. In accordo con l’insegnamento di Nichiren, e seguendo l’ esempio del presidente Makiguchi, facciamo in modo di trasformare ogni sfortuna, ogni ostacolo, in qualcosa di positivo.
Continuiamo il nostro viaggio di eternità, felicità, vero io, purezza attraverso le tre esistenze della vita. Siamo figli del Budda originale e la sua compassione abbraccia ognuno di noi. Nichiren Daishonin non mancherà mai di proteggerci, noi ci stiamo impegnando per realizzare kosen-rufu esattamente in accordo con il suo insegnamento e quindi arriveremo sicuramente alla felicità.
Le nostre attuali lotte contro gli ostacoli, contro i demoni e contro i tre potenti nemici del Buddismo, provano che sicuramente diventeremo felici e saremo in grado di rivelare la nostra Buddità. Soltanto perseverando con tenacia nella pratica possiamo consolidare lo stato di eterna felicità nella nostra vita. Naturalmente, è di fondamentale importanza non abbandonare mai la fede. Siccome la vita è eterna, andiamo avanti allegramente e con fiducia, seguendo gli insegnamenti del Gosho. La SGI è veramente una grande forza per la pace. È vicino il tempo in cui il suo vero valore e la sua levatura saranno conosciute in tutto il mondo. (D. Ikeda)

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