Compiere il primo passo #1

Questo progetto nasce dal desiderio di dare una risposta alle domande di chi si avvicina al Buddismo di Nichiren Daishonin. Per realizzarlo ci siamo ispirati alla storia vera di una principiante, che ci ha indicato quelli che per lei erano stati i momenti chiave del percorso alla scoperta del Buddismo. Il lavoro si articola in due parti, nella prima abbiamo immaginato una conversazione fra amici, nell'altra abbiamo cercato di dare una risposta a domande emerse sì nella conversazione immaginaria, ma che ognuno di noi sperimenta giornalmente nel dialogo con chi si avvicina a questa pratica. La speranza è che questo progetto possa sostenere e incoraggiare i nuovi membri, rispondendo alle loro domande e chiarendo qualche dubbio. Così come sostiene Daisaku Ikeda: «In ogni campo, il primo passo è il più importante. Un vecchio proverbio afferma: "Un viaggio di mille miglia comincia da un singolo passo".

Ovviamente un viaggio di mille miglia richiede più determinazione e preparazione di un viaggio di un miglio e il viaggio di fede che state intraprendendo è il più impegnativo di tutti. Ricordate, lo scopo ultimo della fede nel Buddismo di Nichiren Daishonin è realizzare un mondo ideale nel quale possiamo godere e condividere una felicità irremovibile, assoluta e indistruttibile insieme agli altri. Naturalmente, in questi primi giorni di fede, potreste tentennare tra il dubbio e la convinzione. Il Gran Maestro cinese Miao-lo affermò: "Persino colui i cui motivi di conversione non sono puri otterrà molti benefici se entrerà in contatto con il vero oggetto". Ovviamente, il vero oggetto di cui parla è il Gohonzon. In altre parole, non ha importanza il motivo che spinge le persone a iniziare a praticare questo Buddismo: essi possono ottenere molti benefici dalla loro pratica purché compiano il primo passo con la decisione che si addice a un viaggio così lungo. Spero che in questi primi giorni di pratica voi vi liberiate dei preconcetti ed esaminiate il Buddismo di Nichiren Daishonin con mente aperta per osservarne il suo vero valore, e che non mancherete di trovare la prova concreta nella vostra vita quotidiana. Attraverso la vostra esperienza e quella di chi ha maggiore anzianità nella fede, vi meraviglierete di quanto sia nobile e straordinario praticare questo Buddismo».


Cos'è il Buddismo di Nichiren?
Nichiren Daishonin (1222-1282), vissuto in Giappone nel tredicesimo secolo, sosteneva che ogni individuo ha il potenziale per acquisire l'Illuminazione nella vita presente. La pratica buddista è un veicolo di potenziamento individuale. Ogni persona ha il potere di superare le inevitabili sfide della vita, di vivere un'esistenza di valore e di esercitare un'influenza positiva sulla propria comunità, sulla società e sul mondo.
La filosofia di Nichiren ha le sue fondamenta negli insegnamenti di Shakyamuni (Gautama Siddha­rta), il fondatore storico del Buddismo che visse in India circa duemilacinquecento anni fa. I suoi insegnamenti sono stati tramandati in sutra e diffusi in tutta l'Asia, dando origine a numerose scuole di Buddismo.
Nichiren visse in Giappone in un periodo turbolento di agitazione sociale e di disastri naturali. In quella rigida società feudale era la gente comune a soffrire di più. Inorridito da questo stato di cose, Nichiren, allora giovane prete, decise di trovare la soluzione alla sofferenza che lo circondava. Dopo un intenso studio dei sutra buddisti, si rese conto che l'essenza dell'Illuminazione del Budda, come anche gli strumenti per porre fine alla sofferenza e al disordine sociale, si trovava nel Sutra del Loto. Questo sutra afferma che tutte le persone, senza distinzione di sesso, capacità o condizione sociale, possiedono internamente le qualità di un Budda, e quindi hanno ugualmente diritto al massimo rispetto.
Studiando i sutra Nichiren individuò in Nam-myoho-renge-kyo la pratica universale per far emergere e manifestare lo stato vitale della Buddità latente nella vita di ognuno. Attraverso la pratica buddista è possibile far emergere quella forza vitale universale che esiste dentro ognuno. Attingendo a questo vasto potenziale interiore - la Buddità - si trovano saggezza, coraggio e compassione. Invece di temere o evitare i problemi, si impara ad affrontarli con vigore, fiduciosi nelle capacità di superare qualunque cosa la vita metta di fronte.

Che cosa significa Nam-myoho-renge-kyo?
Myoho-renge-kyo è la traduzione in cinese antico del titolo del Sutra del Loto. La parola nam fu aggiunta in seguito da Nichiren Daishonin, ed è la contrazione di namu che significa onore, lode, devozione. La traduzione letterale suona all'incirca così: «Dedico la mia vita alla mistica Legge della simultaneità di causa ed effetto (fiore di loto)». Nichiren Daishonin nel 1253, dopo quindici anni di ricerca, arrivò ad affermare che in questa semplice frase sono racchiusi tutti gli insegnamenti del Budda e la saggezza che ne deriva. Ma per Nichiren Myoho-renge-kyo era molto di più del titolo di un testo buddista, era l'espressione verbale della Legge della vita che tutti gli insegnamenti buddisti in un modo o nell'altro cercano di chiarire.
Recitare Nam-myoho-renge-kyo è la pratica fondamentale. Attraverso questa pratica, si può rivelare lo stato di Buddità nella propria vita, sperimentata come sviluppo naturale di gioia, incrementata vitalità, coraggio, saggezza e compassione.

Come può la recitazione di una frase di cui non si capisce il significato avere un effetto sulla propria vita?
Secondo il Buddismo di Nichiren Daishonin Nam-myoho-renge-kyo è la Legge universale: recitando questa frase si rivela la Legge presente nella propria vita, mettendosi in armonia e a ritmo con l'universo. Ciò funziona indipendentemente dal fatto che se ne comprenda o meno il funzionamento, che ci si creda oppure no. Alcuni iniziano a praticare con l'intenzione di dimostrare che non funziona, e sono sorpresi di scoprire il contrario. Ma per avere un risultato, si deve recitare Daimoku: nel Buddismo, come nella vita, nulla può sostituire l'esperienza diretta. Si può leggere o parlare di Buddismo, ma alla fine rimane solo teoria se non si pratica recitando Nam-myoho-renge-kyo. Nichiren Daishonin trasmise ai suoi seguaci e alle future generazioni un'implicita istruzione: questa è la Legge, verificatela nella realtà della vita e dell'universo. Sperimentatela in qualunque circostanza e in tutte le condizioni.

È possibile pregare per tutto ciò che vogliamo?
Possiamo pregare per qualunque cosa crediamo possa contribuire alla nostra felicità e a quella degli altri. Per esempio possiamo pregare per migliorare noi stessi, ma dobbiamo tener conto che il risultato scaturirà dalla trasformazione della propria vita.

Per approfondire ulteriormente:
Daisaku Ikeda, I protagonisti del XXI secolo: dialoghi con i giovani, Edizioni Esperia, 2001

dal Gosho

«Se vuoi liberarti dalle sofferenze di nascita e morte che sopporti dal tempo senza inizio e ottenere sicuramente la suprema Illuminazione in questa esistenza, devi cogliere la mistica verità originariamente presente negli esseri viventi. Questa verità è Myoho-renge-kyo. Di conseguenza recitare Myoho-renge-kyo ti permetterà di cogliere questa mistica verità originariamente presente negli esseri viventi».

Da Il raggiungimento della Buddità in questa esistenza (BS, 119, 12)
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