Il Sutra del Loto #108

Chi diffonderà questo insegnamento nell'ultimo giorno della legge?

Il Sutra del Loto è la scrittura in cui Shakyamuni rivela la grande Legge che, dopo la sua scomparsa, può guidare alla felicità tutte le persone del mondo. È la legge di Nam-myoho-renge-kyo nascosta nelle profondità del capitolo Rivelazione.
Dice il Daishonin: «Nell’Ultimo giorno della Legge, gli insegnamenti provvisori e teorici non possono più aiutare la gente a superare le sofferenze di vita e morte. Solo il capitolo Rivelazione della vita eterna del Budda dell’insegnamento essenziale glielo permette». (Gosho Zenshu, pag. 1022).
Perfino nel Sutra del Loto, l’insegnamento che salva la gente nell’Ultimo giorno della Legge può essere trovato solo nel sedicesimo capitolo. Superare le sofferenze di vita e morte significa liberarsi dalle sofferenze fondamentali dell’esistenza. Questo è l’insegnamento che permette di sviluppare uno stato di felicità che viene dalle profondità dell’essere. Il capitolo spiega la vita eterna da cui tutte le vite hanno origine. Quale beneficio si ottiene ascoltando l’esposizione del capitolo? Nel capitolo Apprezzamento dei benefici (diciassettesimo) troviamo la frase «Sentendo che la vita del Budda è incommensurabile, tutti gli esseri provano gioia» (The Lotus Sutra, pag. 237)2.
Josei Toda descrisse lo stato interiore di quelli che abbracciano il Gohonzon, dicendo: «Provano una pace profonda e la vita stessa per loro è gioia».
Nam-myoho-renge-kyo è la grande Legge che illumina la vita della gente, la benefica medicina che può salvare tutte le persone dell’Ultimo giorno immerse nella sofferenza di vita e morte. I protagonisti del Sutra del Loto che insegneranno e diffonderanno la grande medicina di Nam-myoho-renge-kyo fra la gente dell’ Ultimo giorno della Legge altro non sono che i Bodhisattva della Terra.
[Segue un breve riassunto del Sutra del Loto. All’inizio del capitolo Sul mezzo Shakyamuni predice come Shariputra e altri discepoli diventeranno Budda nel futuro, finché nel capitolo Il maestro della Legge (decimo) il tema cambia e la questione di chi propagherà il Sutra del Loto dopo la sua morte passa in primo piano.
Nel capitolo Torre preziosa (undicesimo), una gigantesca torre preziosa appare da sotto terra e la cerimonia va avanti. Poi, in risposta alle esortazioni di Shakyamuni, i bodhisattva dell’insegnamento teorico (cioè istruiti da un Budda provvisorio che, in accordo con la capacità delle persone, non rivela la propria identità) e gli uomini di Studio chiedono a turno di poter propagare il Sutra del Loto dopo la morte di Shakyamuni. I bodhisattva degli altri mondi (istruiti da Budda che non dimorano in questo mondo di saha) si uniscono alla cerimonia e chiedono di poter diffondere il Sutra del Loto senza risparmiare la loro vita nemmeno se fossero attaccati dai tre potenti nemici. Ma Shakyamuni non affida la propagazione a nessuno di loro. Nel capitolo Emergere dalla terra (quindicesimo) egli dice: «In questo mio mondo di saha ci sono bodhisattva e mahasattva numerosi come le sabbie di sessantamila Gange. Dopo che sarò entrato nell’estinzione, essi saranno capaci di proteggere, leggere, recitare e predicare questo sutra» (The Lotus Sutra, pag. 212-213).
All’improvviso, la terra si spalanca e dalle sue viscere emerge una gran moltitudine di Bodhisattva, guidati dai quattro Bodhisattvache si chiamano Pratiche Superiori (Jogyo), Pratiche Infinite (Muhengyo), Pratiche Pure (Jyogyo) e Pratiche Stabili (Anryugyo). I presenti rimangono sbalorditi e, a nome degli altri, Maitreya (Miroku) chiede cosa significhi questa apparizione. Shakyamuni lo loda dicendo: «Eccellente, eccellente... Che tu chieda al Budda in merito a questa grande questione». (The Lotus Sutra, pag. 218). E comincia a spiegare affermando di avere convertito e istruito lui stesso questi innumerevoli Bodhisattva fin dal tempo della sua Illuminazione nel remoto passato.
Sorpreso e dubbioso, Maitreya chiede allora dove e quando ciò sia avvenuto, pregandolo di rispondere con chiarezza. Shakyamuni espone il capitolo Rivelazione della vita eterna del Budda, per poi affidare ai Bodhisattva della Terra, nel capitolo Mistico potere del Budda (ventunesimo), la propagazione del Sutra del Loto dopo la sua morte, ndr].
Questi bodhisattva possiedono nella loro vita la Legge mistica eterna, perché il Daishonin dice che se non fosse stata affidata loro la Legge suprema, essi non potrebbero apparire e propagarla nell’ Ultimo giorno della Legge. La “Legge suprema” è il Nam-myoho-renge-kyo celato nel capitolo Juryo, la grande salutare medicina che può condurre tutte le persone dell’Ultimo giorno della Legge all’Illuminazione. Di conseguenza non si può salvare la gente senza aver ricevuto la Legge ed essere capaci di interpretarla.
Per la liberazione di tutti, Nichiren Daishonin, reincarnazione del Bodhisattva Jogyo (Pratiche Superiori), comprese che la sua stessa vita era Nam-myoho-renge-kyo del capitolo Rivelazione della vita eterna e la manifestò nella forma del Gohonzon.
Il Daishonin dice: «Fede significa accettare e sostenere questa Legge essenziale. È la spada affilata con cui sconfiggere l’oscurità fondamentale» (Gosho Zenshu, pag. 751).
Così anche noi che pratichiamo la fede nel Gohonzon e perseguiamo kosen-rufu con la stessa mente del Daishonin siamo Bodhisattva della Terra cui è stata affidata la Legge suprema.
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