Il Sutra del Loto #99

Confutazione della mancanza di pratica nella scuola Tendai

C’ è un significato rivoluzionario nel fatto che, dal punto di vista dell’ insegnamento del Daishonin, la vera entità di tutti i fenomeni è il Gohonzon. Lo scopo del Buddismo di T’ien-t’ai era cogliere la vera entità di tutti i fenomeni nel proprio cuore seguendo la pratica di osservare la propria mente (kanjin) e percependovi la Legge che è inscindibile da tutti i fenomeni. Tuttavia, questo spirito fu poi distorto dagli studiosi della scuola Tendai al punto che al tempo del Daishonin essa era talmente in declino, da negare valore alla pratica buddista.
In poche parole, l’ idea era che, dal momento che la vera entità è una cosa sola con tutti i fenomeni, tanto valeva lasciare le cose come stavano: si era un Budda anche senza svolgere alcuna pratica. Tutto degenerò, perché era stato distrutto lo spirito di T’ien-t’ai.
Limitarsi a dire che una realtà fatta di inquinamento e sofferenza è di per sé la vera entità non può condurre ad alcuna crescita nella vita delle persone o nella società. Ancora oggi la tendenza a guardarsi intorno con occhiali rosa, trascurando le azioni necessarie per un vero cambiamento in meglio rimane profondamente radicata nell’ atteggiamento dei giapponesi verso la religione e la vita.
Nichiren Daishonin lottò contro questa scuola decadente i cui preti usavano l’insegnamento della vera entità di tutti fenomeni per giustificare il loro degrado, proprio come fa oggi la Nichiren Shoshu.
Il Daishonin ripristinò la saggezza del Budda che percepisce la vera entità di tutti i fenomeni perché tutte le persone potessero sfidarsi nella pratica buddista, usandola per raggiungere la Buddità. Per tutto il genere umano dell’Ultimo giorno della Legge iscrisse così il Gohonzon, che rappresenta la vita illuminata dell’ Onorato dal mondo di Nam-myoho-renge-kyo (Nichiren Daishonin).
Il Buddismo del Daishonin non ci insegna a osservare semplicemente la vera entità di tutti i fenomeni nella nostra vita, ma anche a far sì che, attraverso il cambiamento e la crescita la nostra vita e il nostro ambiente risplendano come la vera entità di tutti i fenomeni. Grazie alla saggezza della vera entità di tutti i fenomeni possiamo disperdere l’illusione, che di questa saggezza è all’oscuro. In questo senso, la nostra stessa esistenza è luce. La nostra è una lotta per illuminare il posto dove siamo e, una volta diventati luce, in nessun luogo potrà più esserci oscurità per noi.
Il Daishonin ingaggiò una grande lotta contro il degrado e la degenerazione del mondo buddista, e noi, che tramite la fede, abbiamo un legame diretto con lui, continuiamo la sua battaglia.
I preti della Nichiren Shoshu oggi, come la scuola Tendai al tempo del Daishonin, ma ancor più degni di biasimo, hanno distorto lo spirito del loro fondatore, Nichiren Daishonin. Trascurando la pratica e dissipando la loro vita, si sono allontanati dallo spirito del Buddismo. E dal momento che un vero discepolo del Daishonin non può non opporsi al male, abbiamo combattuto contro di loro senza tregua.
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Commenti

  1. Perché accanirsi sulla Nichiren Shoshu? Solo per lo smacco fatto alla SGI e i suoi membri?
    E la pratica del bodhisattva Mai Sprezzante, tanto amata da Nichiren, che fine a fatto?
    Dove è la compassione del Buddha?
    Dove è il male estremo se non dentro ogniuno di noi?
    Le corrette azioni della SGI e dei suoi membri potrebbe far aprire gli occhi di tanti altri, come i preti di qualsiasi altra religione.
    Eppure, il disprezzo per chiunque altro, anche il più infame e cattivo, non è MAI giustificato per un devoto del Sutra del Loto.

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  2. Francesco Bianchini30 ottobre 2012 08:47

    Grazie Gianluca! questo è un punto critico che non ho mai digerito. Un commento scomodo ma doveroso il tuo.

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