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Visualizzazione dei post da Agosto, 2012

L’illimitato potenziale della vita #4/4

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Conclusioni
Alla luce di quanto esposto nei capitoli precedenti, come possiamo applicare il principio dei tremila regni in un singolo istante di vita nella nostra vita quotidiana? Scrive Daisaku Ikeda: «Ogni vita individuale contiene al proprio interno tutte le leggi dell’universo, come pure il fondamentale potere che è alla base di tutti i fenomeni. Ogni istante della nostra vita individuale è esattamente equivalente alla vita cosmica. Troppo spesso, però, ci fissiamo sull’idea di essere entità separate, non riuscendo a comprendere che la vita nella sua totalità è indivisibile. «Nichiren definì la vera indipendenza come il risveglio alla Legge fondamentale della vita e il mantenimento dell’armonia con essa. Raggiungere questo tipo di indipendenza significa rivelare la natura buddica dal nostro interno, acquistando la capacità di usare le nostre particolar i circostanze come mezzi di crescita anziché continuare a essere limitati o controllati dalle illusioni e dalle sofferenze di nasc…

L’illimitato potenziale della vita #3/4

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I tre regni dell'esistenza
L’ultimo componente della teoria dei tremila regni è il concetto dei tre regni dell’esistenza. Questo concetto analizza la vita da tre diversi punti di vista e descrive l’esistenza delle vite individuali nel mondo reale, definendo le tre sfere in cui viviamo e in cui i dieci mondi si manifestano: il regno dei cinque aggregati, o regno dell’individuo; il regno degli esseri viventi, o regno della società; il regno dell’ambiente. Il regno dei cinque aggregati (detti anche cinque componenti) indica gli elementi che si uniscono temporaneamente per formare un essere vivente. Costituiscono un’analisi delle funzioni fisiche e psichiche della vita. Essi sono: la forma, la percezione, la concezione, la volizione e la coscienza. La forma è l’aspetto fisico della vita, ovvero il corpo e i cinque organi di senso tramite i quali percepiamo il mondo esterno. La percezione è la funzione di recepire le informazioni dall’esterno attraverso gli organi di senso. La concezion…

L’illimitato potenziale della vita #2/4

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I dieci fattori
I dieci fattori vengono enunciati nel brano del capitolo Espedienti del Sutra del Loto, che fa parte della pratica giornaliera di Gongyo, per descrivere il “vero aspetto di tutti i fenomeni”, un concetto che qui verrà solo accennato: «Il vero aspetto di tutti i fenomeni può essere compreso e condiviso solo tra Budda. Questa realtà consiste di: aspetto, natura, entità, potere, azione, causa [interna], relazione, effetto [latente], retribuzione e della loro coerenza dall’inizio alla fine». Nel testo del sutra, ognuno dei dieci fattori è preceduto dalla parola giapponese nyoze, che significa letteralmente “tale è”, intendendo con ciò che ciascuno dei dieci fattori è il “vero aspetto di tutti i fenomeni”, e cioè Myoho renge kyo. Questo brano dichiara che tutte le vite sono intrinsecamente dotate del potenziale di diventare Budda e che sono in grado di manifestarlo concretamente. «Il principio del “vero aspetto di tutti i fenomeni” – scrive Daisaku Ikeda – è la base teorica…

L’illimitato potenziale della vita #1/4

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Tremila regni in un singolo istante
Il Buddismo spiega che la nostra vita non è limitata ai ristretti confini dell’io, ma include gli altri esseri viventi, il mondo esterno e addirittura l’intero universo. Ogni fenomeno è considerato parte del tutto ed è fondato sulla realtà fondamentale, eterna e immutabile, che il Daishonin denominò Myoho renge kyo. La profonda relazione esistente tra essere umano, società e natura è descritta nell’ambito del Buddismo dalla teoria dei tremila regni in un singolo istante di vita (ichinen sanzen), sviluppata dal maestro buddista cinese del VI secolo T’ien-t’ai sulla base del Sutra del Loto. Tale sistema filosofico descrive la realtà del singolo istante presente (ichinen, che significa “un pensiero” o “una mente”) come dotata di tremila condizioni (sanzen, che significa “tremila” e si riferisce all’insieme delle leggi che governano i fenomeni). Il numero tremila è ottenuto considerando: a) i dieci mondi, le possibili condizioni vitali che si manifestano ist…

La vita di Nichiren Daishonin #6/6

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L’ultimo periodo della vita di Nichiren Daishonin
L’8 settembre 1282 Nichiren trasmise tutti i suoi insegnamenti, compreso il Dai Gohonzon, a Nikko, affidandogli la guida della propagazione attraverso il Documento di trasmissione di Minobu. Nello stesso mese, Nichiren abbandonò il monte Minobu e si mise in viaggio verso la provincia di Hitachi. Apparentemente il motivo era di recarsi alle terme per curare la malattia di cui soffriva. Ma lungo il tragitto si fermò nella casa di Ikegami Munenaka, suo discepolo, dove poté incontrare molti dei suoi seguaci e dare le ultime disposizioni prima di morire. Sebbene avesse inizialmente designato sei preti anziani come figure di riferimento per la propagazione nelle rispettive zone, il 13 ottobre 1282 il Daishonin riconfermò la trasmissione dei suoi insegnamenti a Nikko (Documento di trasmissione di Ikegami o Atto di successione di Ikegami), l’unico che ne aveva compreso il significato essenziale. Morì quella stessa mattina mentre recitava Nam myoho…

La vita di Nichiren Daishonin #5/6

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I “martiri di Atsuhara” e l’iscrizione del Dai Gohonzon
Dopo il ritiro di Nichiren a Minobu, le attività di propagazione nel distretto di Fuji continuarono sotto la guida di Nikko. Per contrastare tale espansione, i preti dei templi Tendai di quella regione cominciarono a perseguitare i seguaci del Daishonin. Il 21 settembre 1279 venti contadini che si erano convertiti agli insegnamenti di Nichiren furono arrestati, con la falsa accusa di avere illegalmente raccolto il riso nei terreni di un tempio. Portati a Kamakura vennero interrogati duramente e torturati perché rinnegassero la loro fede. Ma essi rimasero saldi nella loro convinzione e così tre di loro – i fratelli Jinshiro, Yagoro e Yarokuro, chiamati “i martiri di Atsuhara” – furono giustiziati, mentre gli altri vennero banditi. Il comportamento dei credenti di Atsuhara aveva colpito profondamente Nichiren che, ritenendo maturi i tempi, decise di iscrivere il Dai Gohonzon, realizzando così la missione della sua vita. Il 12 ottobre…

La vita di Nichiren Daishonin #4/6

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Il ritiro sul monte Minobu
Ma dal momento che le sue rimostranze erano rimaste inascoltate, Nichiren decise di lasciare Kamakura e di ritirarsi (come era consuetudine fare in tali circostanze) sul monte Minobu nel maggio del 1274, da dove intensificò le attività di propagazione. In quegli anni scrisse molte opere importanti e tenne delle lezioni sul Sutra del Loto e su altri argomenti, riversando le sue energie nella formazione di discepoli capaci di diffondere il suo insegnamento. Come già aveva fatto a Sado, scrisse anche molte lettere personali ai suoi seguaci, incoraggiandoli continuamente nella fede e istruendoli su come affrontare le dure realtà della vita quotidiana alla luce degli insegnamenti buddisti.

La vita di Nichiren Daishonin #3/6

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Le persecuzioni
I capi del governo ignorarono l’appello di Nichiren Daishonin e alcuni seguaci della Pura terra, col tacito sostegno di notabili del luogo, si prepararono per attaccare direttamente Nichiren. La sera del 27 agosto del 1260 presero d’assalto la sua dimora con l’intenzione di ucciderlo. Questo incidente è noto come la persecuzione di Matsubagayatsu. Nichiren riuscì a scampare all’assalto e, per un certo periodo, si allontanò da Kamakura. Quando vi ritornò nell’anno seguente il governo ordinò il suo arresto e, senza avere seriamente indagato sulla veridicità delle accuse mosse contro di lui, lo condannò all’esilio. Così il 12 maggio 1261 Nichiren partì per Ito, nella penisola di Izu. Nel febbraio del 1263 ottenne la grazia e ritornò di nuovo a Kamakura. L’anno seguente Nichiren si recò nella sua provincia natale per occuparsi della madre, gravemente malata. Come scrisse in seguito, grazie alle sue preghiere la donna non solo guarì dalla malattia, ma prolungò la sua vita di qua…

La vita di Nichiren Daishonin #2/6

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La proclamazione di Nam myoho renge kyo
Grazie a questa esperienza di studio e alla sua stessa illuminazione ebbe la profonda consapevolezza che l’insegnamento fondamentale di Shakyamuni fosse il Sutra del Loto, e che il suo titolo, Myoho renge kyo, fosse la Legge che permette il risveglio al vero aspetto della vita universale. Tornato all’età di trentadue anni al tempio Seicho, il 28 aprile del 1253, con il nuovo nome di Nichiren (che significa sole-loto), tenne un sermone in cui confutò le dottrine delle altre tradizioni buddiste, in particolare della scuola della Pura terra, chiamata anche Nembutsu. Con voce risonante recitò Nam myoho renge kyo, proclamando che questa grande Legge era l’unico insegnamento capace di condurre direttamente le persone all’illuminazione nell’Ultimo Giorno della Legge. Questo evento è noto come la dichiarazione della fondazione del suo insegnamento e fu alla base del suo secondo voto, quello di propagare la Legge per la felicità degli esseri umani senza ma…

La vita di Nichiren Daishonin #1/6

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Gli anni della formazione
Nichiren nacque il 16 febbraio 1222 nel villaggio di Kominato, provincia di Awa, una località sulle coste della penisola che delimita a est la baia di Tokyo. La sua famiglia viveva di pesca, un’occupazione considerata di basso rango perché comportava l’uccisione di esseri viventi. Alla nascita fu chiamato Zennichi-maro. Zennichi significa “splendido sole”, mentre maro è un suffisso comune per i nomi dei ragazzi. A dodici anni entrò nel tempio Seicho per studiare. All’epoca i bambini di famiglie povere potevano istruirsi soltanto nei templi buddisti. Fin da piccolo nutrì il grande desiderio di sviluppare la saggezza per trovare la risposta alla questione fondamentale della vita e della morte, che rappresenta la più grande fonte di sofferenza per gli esseri umani, e ripagare in questo modo il debito di gratitudine nei confronti dei propri genitori. Nessuno, saggio o sciocco, giovane o vecchio, può sfuggire alla morte. Per questo il mio unico desiderio fu di risolv…

È la tua vita stessa #5/5

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Una religione universale per la felicità di tutta l’umanità
Le religioni in genere parlano di qualche entità infinita ed eterna che trascende sia gli esseri umani sia l’impermanenza di questo mondo, e la chiamano “dio” o “legge”. Questa entità eterna e infinita è considerata in vari modi dalle diverse religioni: può incutere paura o timore reverenziale, essere un oggetto di culto, un grande vuoto o una sorgente di amore onnicomprensivo.

Il Daishonin vide il potere della Legge mistica, che abbraccia e sostiene tutte le cose nell’universo, all’interno degli esser i umani, e stabilì un mezzo per manifestare concretamente questa Legge nella loro vita. Nella mia seconda conferenza a Harvard (nel settembre 1993) suggerii tre ambiti in cui il Buddismo mahayana poteva contribuire alla civiltà moderna: nel favorire la creazione della pace; nel tracciare la via verso la trasformazione e la rivitalizzazione dell’umanità; nel fornire una base filosofica per la coesistenza simbiotica di tutte le cose.…

È la tua vita stessa #4/5

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Percepire che la propria vita è Nam myoho renge kyo
Il daimoku di Nam myoho renge kyo ha un potere benefico incommensurabile. Josei Toda secondo presidente della Soka Gakkai, descr iveva così l’infinito potere della Legge mistica: «Giacevo supino in un grande spazio aperto, e guardavo il cielo sovrastante. E sentivo che tutto ciò che desideravo immediatamente sarebbe apparso. Potevo continuare a donarne agli altri e non si esauriva mai. Voglio che tutti voi raggiungiate questa condizione vitale».

Nam myoho renge kyo può veramente essere paragonato a un gioiello che esaudisce I desideri. Come possiamo sviluppare questa condizione vitale senza limiti che, al bisogno, ci permette di attingere la forza che ci è necessaria? Il presidente Toda soleva spesso dire: «Se davvero vuoi raggiungere questo stato vitale devi combattere con ogni grammo del tuo essere per il Sutra del Loto, per kosen rufu!». Significa impegnarsi per sempre al fianco dei Budda delle tre esistenze, di Brahma e di Shakra – …

È la tua vita stessa #3/5

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Richiamare e manifestare la natura di Budda
La Legge mistica è la Legge fondamentale dell’universo e, in tal senso, ha un’universalità che trascende l’io individuale. Tuttavia, come si comprende dalla definizione che ne dà il Daishonin, «la mistica verità innata in tutti gli esseri viventi »esiste anche dentro la nostra vita. Essa è al tempo stesso dentro e fuor i di noi. Da un altro punto di vista, la Legge mistica è inerente alla nostra vita perché è la Legge onnicomprensiva che pervade ogni cosa nell’universo.

In Come coloro che inizialmente aspirano alla via possono conseguire la Buddità attraverso il Sutra del Loto, il Daishonin spiega così l’essenza di Myoho renge kyo: «Quanto a Myoho renge kyo, si chiama Myoho renge kyo il principio per cui la natura di Budda di noi persone comuni, la natura di Budda di Brahma, Shakra e delle altre divinità, la natura di Budda di Shariputra, Maudgalyayana e degli altri ascoltatori della voce, la natura di Budda di Manjushri, Maitreya e degli altr…

È la tua vita stessa #2/5

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La Legge mistica e gli insegnamenti incompleti
Tuttavia, se reciti e credi in Myoho renge kyo ma pensi che la Legge sia al di fuori di te, stai abbracciando non la Legge mistica, ma un insegnamento inferiore. “Insegnamenti inferiori” sono quelli diversi da questo sutra, che sono tutti espedienti e insegnamenti provvisori. Nessun espediente o insegnamento provvisorio conduce direttamente all’illuminazione e, senza la diretta via all’illuminazione, non si può conseguire la Buddità, neanche praticando vita dopo vita per innumerevoli kalpa. Conseguire la Buddità in questa esistenza sarebbe dunque impossibile. Perciò, quando invochi myoho e reciti renge devi sforzarti di credere profondamente che Myoho renge kyo è la tua vita stessa. Poiché il daimoku ha un significato profondo, quando recitiamo dobbiamo sempre ricordarci che Myoho renge kyo è la nostra vita. Se perdiamo di vista questo punto allora, per quanto daimoku possiamo recitare, saremo lontani dalla pratica che insegna Nichiren Dais…

È la tua vita stessa #1/5

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Rendere la causa e l’effetto del conseguimento della Buddità il nucleo e la base della nostra vita
Recitare Nam myoho renge kyo significa entrare in comunione con la Legge mistica; è la pratica buddista per fondere le nostre vite con la Legge mistica e al tempo stesso è una battaglia per vincere l’oscurità interiore che impedisce questa fusione. Quando sconfiggiamo l’oscurità dell’illusione e dell’ignoranza attraverso la fede e diventiamo una sola cosa con la Legge mistica, il potere infinito di questa grande Legge si manifesta nella nostra vita. Tale è il beneficio incommensurabile della recitazione di Nam myoho renge kyo. Recitare Nam myoho renge kyo con spirito di ricerca nella fede è l’essenza della pratica di recitare il daimoku istituita e propagata da Nichiren Daishonin. «È il cuore che è importante» afferma il Daishonin. Perciò, quando recitiamo dovremmo soprattutto fare appello dentro di noi a una fede coraggiosa per vincere le illusioni senza essere sconfitti dai tre ostacoli …

Non cercare al di fuori di te #4/4

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Lo spirito dei primi tre presidenti arde nella Soka Gakkai
Una dottrina buddista che afferma l’esistenza della Legge all’interno della vita di ogni persona valorizza l’individuo. Risveglia ogni essere umano, ne incoraggia la rivoluzione umana individuale e cerca di condurre tutti all’illuminazione. Nell’apparizione di tante persone che una dopo l’altra abbracciano la fede vediamo all’opera il principio dei bodhisattva che emergono risolutamente dalla terra per propagare la Legge, e l’immutabile formula di kosen rufu. Questo è il cammino della Soka Gakkai che i primi tre presidenti, Tsunesaburo Makiguchi, Josei Toda e io stesso, hanno seguito con decisione. Questo è il motivo per cui la Soka Gakkai ha conseguito un così eccezionale sviluppo e kosen rufu si è diffuso in tutto il mondo. Per contro, gli insegnamenti buddisti che considerano la Legge al di fuori della vita dell’individuo tendono a essere autoritari e formali, a disprezzare e reprimere le persone. Tendono a porre l’accento …

Non cercare al di fuori di te #3/4

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La fede per raggiungere la Buddità in questa esistenza
Naturalmente il Gohonzon è di per sé smisuratamente grande. Negli Scritti in sei volumi Nichikan Shonin afferma: «Anche chi non ha ancora risvegliato una vera fede riceverà immensi benefici grazie al legame stabilito con il corretto oggetto [di culto, cioè il Gohonzon]». La Soka Gakkai, che ha ricevuto la vera eredità della fede, si dedica a far conoscere ampiamente questo infinito e illimitato potere del Gohonzon a innumerevoli altre persone. La fede che si pratica nella Soka Gakkai richiede uno sforzo attivo per manifestare la Legge mistica nella propria vita e produce anche una chiara prova concreta sotto forma di benefici. Quando avanziamo insieme alla Soka Gakkai tendiamo a interiorizzare in modo naturale la pratica corretta della fede insegnata da Nichiren Daishonin. Perciò coloro che recitano sinceramente Nam myoho renge kyo davanti al Gohonzon e partecipano assiduamente alle attività della Soka Gakkai non possono mancare di d…

Non cercare al di fuori di te #2/4

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Studiare il Buddismo ma cadere negli insegnamenti non buddisti
Non pensare mai che qualcuno degli ottantamila sacri insegnamenti di Shakyamuni o qualcuno dei Budda e bodhisattva delle tre esistenze e delle dieci direzioni sia al di fuori di te. La pratica degli insegnamenti buddisti non ti solleverà affatto dalle sofferenze di nascita e morte a meno che tu non percepisca la vera natura della tua vita. Se cerchi l’illuminazione al di fuori di te, anche eseguire diecimila pratiche e diecimila buone azioni sarà inutile, come se un povero stesse giorno e notte a contare le ricchezze del suo vicino, senza guadagnare nemmeno mezzo centesimo. Per questo il commentario della scuola T’ien-t’ai afferma: «Se non si percepisce la natura della propria vita, non si possono sradicare le proprie gravi colpe». Questo implica che, finché non si percepisce la natura della propria vita, la pratica sarà un’infinita e dolorosa austerità. Perciò queste persone che studiano il Buddismo vengono tacciate di esse…