Il conseguimento della Buddità in questa esistenza #3/5

Il significato della nostra esistenza come esseri umani.

Tuttavia, se reciti e credi in Myoho renge kyo ma pensi che la Legge sia al di fuori di te, stai abbracciando non la Legge mistica ma un insegnamento inferiore.
“Conseguire la Buddità in questa esistenza” significa che una persona comune diventa illuminata nel corso della sua attuale esistenza e, per estensione, che lo potrà fare così com’è. Perciò “conseguire la Buddità in questa esistenza” ha lo stesso significato di “conseguire la Buddità nella forma presente”, che è la visione della Buddità esposta nel Sutra del Loto ed esemplificata dalla figlia del re drago nel dodicesimo capitolo, Devadatta.
Questa visione è in totale contrasto con gli insegnamenti precedenti al Sutra del Loto, secondo i quali ci si può illuminare soltanto dopo aver praticato varie austerità per innumerevoli vite.
Poiché la condizione vitale di Buddità è una sola cosa con la Legge mistica eterna ed è colma di infinita saggezza e compassione, si tende a considerarla del tutto separata e distante dalla vita delle persone comuni immerse nelle illusioni.
Fu proprio l’idea che ottenere l’illuminazione richiedesse il superamento di questo abisso di incalcolabile profondità tra la condizione spirituale di un Budda e quella di una persona comune che diede origine al pensiero che fosse necessario svolgere pratiche austere per innumerevoli kalpa.
Il Buddismo di Nichiren spiega invece che è proprio in questa esistenza, in cui siamo nati come esseri umani, che possiamo realizzare il principio del conseguimento della Buddità nella propria forma presente rivelato nel Sutra del Loto.
Questo è ciò che portò il Daishonin a chiarire il suo profondo insegnamento del conseguimento della Buddità in questa esistenza.
Il Daishonin spiega che analogamente alle diverse qualità di riso, alcune delle quali maturano prima e altre dopo ma tutte producono un raccolto entro l’anno, coloro che praticano il Sutra del Loto conseguiranno immancabilmente la Buddità in questa esistenza.
Il Daishonin attribuisce importanza alla vita presente degli esseri umani. Naturalmente tutti gli esseri viventi posseggono la natura di Budda e sono dotati del potenziale per conseguire la Buddità nella propria forma presente, ma il motivo per cui il Daishonin pone l’accento sul conseguimento della Buddità in questa esistenza è che il suo obiettivo fondamentale è sempre, prima di tutto, la felicità degli esseri umani.
Il cuore umano è sensibile, ricco e multiforme, e ha la capacità di realizzare imprese straordinarie. Ma proprio per questo spesso prova grandi sofferenze e tormenti. Al tempo stesso, il cuore umano può cadere prigioniero di una infinita spirale negativa. Le nostre vite dovranno forse trasmigrare per sempre nei sentieri del male o possiamo riuscire a farle entrare nell’orbita del bene?
Come dimostrano molti dei suoi scr itti, il Daishonin sottolinea ripetutamente l’importanza cruciale che riveste il cuore o la mente. È in questo ambito interiore della vita che risiede il potenziale per realizzare enormi cambiamenti, sia dal male al bene sia dal bene al male. Perciò la dottrina dell’illuminazione del Daishonin si può leggere come un processo che ha inizio con il cambiamento interiore. Grazie al potere della fede possiamo sconfiggere le forze negative dentro di noi, governate dall’oscurità fondamentale che risiede in ogni cuore umano, e manifestare le funzioni positive della vita che sono un tutt’uno con la natura del Dharma, cioè con la nostra Buddità.
L’esistenza presente, in cui siamo nati come esseri umani, è un’occasione d’oro per assicurarci che la nostra vita non debba più trasmigrare nei sentieri del male ma in quelli del bene.
L’accento sul cambiamento interiore. 
Perciò, quando invochi myoho e reciti renge devi sforzarti di credere profondamente che Myoho renge kyo è la tua stessa vita.
Risveglia in te una profonda fede e lucida con cura il tuo specchio notte e giorno. Come dovresti lucidarlo? Solo recitando Nam myoho renge kyo.
Nel Conseguimento della Buddità in questa esistenza il Daishonin spiega dettagliatamente che non possiamo ottenere l’illuminazione senza un cambiamento profondo nella nostra vita, al livello del nostro cuore o mente.
Prima di tutto afferma che la mistica verità di cui sono dotati tutti gli esseri viventi rivela «la relazione di reciproca inclusione tra un singolo istante di vita e tutti i fenomeni».
Ciò significa che la nostra vita e la nostra mente in ogni momento comprendono tutti i fenomeni e li pervadono, in una condizione vitale di identità con l’universo.
Inoltre il Daishonin ci ammonisce a non r icercare la Legge mistica fuori di noi perché, per quanto daimoku possiamo recitare, non riusciremo a ottenere l’illuminazione e, al contrario, la nostra pratica buddista sarà solo «un’infinita e dolorosa austerità». Afferma esplicitamente che «se reciti e credi in Myoho renge kyo, ma pensi che la Legge sia al di fuori di te, stai abbracciando non la Legge mistica ma un insegnamento inferiore».
Il Daishonin spiega che la chiave per recitare daimoku è fare appello a una fede profonda. Facendo così possiamo “lucidare” la nostra vita e ottenere l’illuminazione. Scrive: «Perciò, quando invochi myoho e reciti renge, devi sforzarti di credere profondamente che Myoho renge kyo è la tua stessa vita [lett.: è la tua mente in ciascun momento]» e «Risveglia in te una profonda fede e lucida con cura il tuo specchio notte e giorno. Come dovresti lucidarlo? Solo recitando Nam myoho renge kyo».
Inoltre il Daishonin parla della «mistica entità della Via di mezzo che è la realtà ultima di tutte le cose», cioè della natura mistica e insondabile della vita, del nostro cuore e della nostra mente, che si manifesta come Buddità. Afferma così che Myoho renge kyo è la Legge mistica della vita, del mondo interiore di noi esseri umani; quando recitiamo daimoku con profonda fede nella Legge mistica possiamo conseguire la Buddità in questa esistenza.

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