Affari di famiglia

Questa è la storia di un grosso, grosso beneficio.
Non si tratta di un’esperienza eclatante, di quelle che io definisco da fantascienza, ma di una vittoria ottenuta attraverso un impegno quotidiano reso possibile dalla forza che derivava dalla mia profonda fede nel Gohonzon e che mi ha sostenuto, giorno dopo giorno, per tre anni.
Mi presento: ho 56 anni, sono vedova, madre di due figlie di 30 e 31 anni. È quest’ultima figlia che mi ha permesso di vivere l’esperienza che sto raccontando. A 18 anni si sposa! Marito, figlio, separazione. Si ritrova con un bambino, senza soldi, senza lavoro, senza arte né parte, non avendo a suo tempo terminato gli studi.
Dopo tre anni di lavoretti vari e corsi inutili incomincia a praticare il Buddismo e i nostri rapporti pessimi diventano buoni.
Dopodiché lei smette di praticare e comincio io, alla grande.
Quanto Daimoku facevo perché mia figlia, con i piedi così poco per terra, trovasse la sua strada!
Finalmente ... tre anni fa mi dice: «Mamma, se mi aiuti faccio il corso da infermiera».
Ecco un’idea concreta! Ecco il primo grande beneficio. Se mi aiuti? Altro che se l’avrei aiutata. E siamo partite per la grande avventura. Aiutarla ha significato per me mantenere lei e il suo bambino per tre anni (io non vivo di rendita, ma faccio l’impiegata); Ha significato per tre anni uscire di casa al mattino alle 6.30 e rientrare alla sera alle dieci; terminare il lavoro in ufficio e andare a prendere il bambino a scuola, fargli fare i compiti, portarlo in palestra o a calcio o ovunque dovesse andare, fargli fare il bagno, fare il bucato, stirare fare un po’ di spesa, preparare la cena, tornare a casa mia. Andata e ritorno 100 km per tre o quattro volte la settimana. Aiutarla significava anche permetterle sempre di andare a scuola e fare i turni in ospedale, sia che iniziasse alle 6 o alle 22.
Incoraggiarla quando era giù di morale, non avere più una mia vita personale, non disporre del mio tempo, non partecipare a nessuna riunione.
Per due anni e mezzo sono stata la più grande assente del mio settore.
Ho cercato di partecipare a tutte le riunioni del sabato e della domenica e ho sempre recitato convinta che saremmo arrivate fino in fondo e che ci saremmo arrivate brillantemente.
Nel frattempo ho ricevuto il Gohonzon e mia figlia, benché non praticasse, mi ha fatto il regalo di partecipare all’apertura.
Sono riuscita inoltre, e non so come, a fare la segretaria del settore e poi del capitolo e queste attività hanno come dilatato il mio tempo.
Ho ricevuto dei benefici sul lavoro: sia di soddisfazione personale che finanziaria; E dopo due anni e mezzo di assenza, ho avuto la grande fortuna di avere la serata libera del giovedì e poter finalmente partecipare alle riunioni di discussione.
Alla fine di questi anni massacranti mia figlia si è diplomata col massimo dei voti e come se non bastasse, ha ripreso a praticare: si è realizzato così un desiderio che avevo mantenuto sempre vivo durante tutto questo periodo. (S. B.)
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Commenti

  1. la mia eserienza e un po diversa , ma si avvicina non so a che eta sua figlia abbia cominciato, io ho iniziato la laura di infermiere all'eta di 32 anni , e per me e un sogno che si relizza con tutte le sue difficolata , ma ho derminato che io voglio fare qesto lavoro , anzi profesione, anche se spesso ho dei mmenti di sconforto perche non supero un esame , ma cerco di non mollARE leggere la sua esperienza mi ha dato forza grazie

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