Il Sutra del Loto #77

Gli Insegnamenti anteriori al Sutra del Loto

L’espediente è un mezzo o uno stratagemma di cui il Budda, spinto dalla compassione, si serve per aiutare le persone a raggiungere l’ Illuminazione. Fin dal principio questo è sempre stato il vero scopo di Shakyamuni, tuttavia egli lo rivela per la prima volta nel Sutra del Loto. Dal momento che lo scopo degli insegnamenti provvisori era quello di consentire alla gente di superare i propri attaccamenti, Shakyamuni si servì di varie esperienze e similitudini per avvicinare tutti alla meta del raggiungimento della Buddità. Ciò non toglie che anche gli insegnamenti esposti prima del Sutra del Loto scaturissero dalla compassione del Budda, che si sforzò sempre di scegliere insegnamenti che potessero corrispondere alle esigenze delle persone, soddisfacendo tutti. La sua fu una battaglia condotta con compassione e saggezza.
«Cosa sta cercando questa persona?»; «Come posso guidare questa persona affinché non si allontani dal sentiero corretto?». Egli prendeva in seria considerazione il caso di ogni singolo individuo, dando consigli con lo spirito fervido e determinato di «devo vincere».
Per quanto si possa parlare di “gente” in termini di collettività, essa non è mai una moltitudine astratta e impersonale. «Come arrivare a toccare il cuore della persona che mi sta davanti?»; «Come incoraggiare questa particolare persona?» ecco lo spirito del Buddismo. Quando ci rivolgiamo a un gran numero di persone, ciò che diciamo arriva al cuore di tutti soltanto se abbiamo l’atteggiamento di rivolgerci a ciascuno.
Dall’ottenimento della Buddità, Shakyamuni dedicò tutto se stesso a spiegare la Legge e, dato che le sue parole venivano pronunciate per la felicità di ogni individuo, la Legge toccava la vita di una persona dopo l’ altra. Sforzandosi in questa lotta egli arrivava al cuore della gente, diradando le nubi del dubbio e dell’inquietudine con il sole della speranza e della felicità. Shakyamuni si occupava degli individui con tale calore che le persone di qualsiasi livello sociale - uomini, donne, giovani e anziani - accorrevano con gioia per ascoltare il suo insegnamento.
Egli predicò gli insegnamenti provvisori spinto dalla compassione, mosso dal desiderio di alleviare la sofferenza della gente. Questo lo indusse a porsi l’ interrogativo di quali fossero i mezzi per salvarla, quale fosse il modo per liberarla dall’illusione. E dalla sua compassione scaturì la saggezza.
Quando Shakyamuni raggiunse l’Illuminazione sotto l’albero di bodhi, apparvero i Budda delle dieci direzioni e lo esortarono dicendo: «Seguendo l’esempio di tutti gli altri Budda, ti servirai del potere degli espedienti. Anche noi facciamo distinzioni e predichiamo i tre veicoli» (The Lotus Sutra, trad. di Burton Watson, pag. 43). Fu così che Shakyamuni, per esporre la Legge “mai conosciuta prima” alla quale si era illuminato, iniziò a spiegare gli insegnamenti precedenti al Sutra del Loto con il potere degli espedienti, espressione di una saggezza volta al risveglio delle persone, compiendo così il primo passo del difficile viaggio per la propagazione del Buddismo, messaggio di pace per tutta l’umanità.
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