La paura che dà coraggio

Non c’è felicità più grande per gli esseri umani che recitare Nam-myoho-renge-kyo. Il sutra afferma: «Le persone lì nella mia terra sono felici e a loro agio». Felici e a loro agio sta a indicare la gioia che deriva dalla Legge. Tu sei ovviamente incluso fra le “persone” e “lì” indica il mondo intero, compreso il Giappone.

Dal Gosho Felicità in questo mondo

Devo dire che non è stato facile per me capire e soprattutto vivere il significato profondo di questa frase. Infatti prima di incontrare il Buddismo, per qualche inconscia ragione, avevo deciso di fare della mia vita un dramma. Questa tendenza mi aveva portato a diventare tossicodipendente e per questo motivo ho iniziato a praticare il Buddismo.
Non capivo da dove provenisse l’immensa gioia che provavo facendo Daimoku, ma fu sufficientemente forte da farmi superare le crisi di astinenza e risolvere il problema. Da allora sono passati quindici anni, durante i quali ho ricevuto tantissimi benefici.
Ciononostante un certo malessere esistenziale non ha smesso di accompagnarmi fino a maggio di quest’anno, quando, grazie all’incoraggiamento di Tadayasu Kanzaki, ho finalmente capito che non avevo ancora sradicato la causa più profonda che generava la mia sofferenza.
Riflettendo più tardi su questo punto, dopo aver fatto Daimoku, ho sentito molto chiaramente di cosa si trattava: paura. Generalizzata, atavica, repressa al punto di cronicizzarsi in una malattia “inguaribile” della pelle, la psoriasi.
Riconoscerla è stato per me fonte inesauribile di gioia, talmente grande da poter dire di non averla mai provata prima. Ciò ha significato una nuova partenza, il passaggio dal vagheggiare la felicità intesa come fuga (dalla vita, dagli altri, dalle responsabilità e fondamentalmente da me stessa) alla realizzazione di una felicità assoluta che deriva dal coraggio di affrontare tutte queste cose.
Il Gosho dice: «Un codardo non riceverà mai risposta ad alcuna delle sue preghiere». È vero, perchè è lui il primo a non crederci, a non voler neanche tentare di scoprire quale meraviglioso futuro lo attende.
Diciamo che ho fatto un primo passo in questa direzione. Ora l’unica cosa importante che ho deciso di fare, la più facile e insieme la più difficile, è quella di recitare Daimoku “a oltranza” per attingere tutto il coraggio, la saggezza e la forza necessaria a rompere definitivamente la mia stessa corazza. (A. Z.)
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Commenti

  1. Ciao.
    Mi ha fatto riflettere questo tuo pensiero.
    Ho incominciato da poco a recitare Daimoku e, naturalmente, ho la vita ancora "incasinata" dalle conseguenze di cause poste molto tempo fa.
    Anche io ho capito che è stata la mia paura (declinata in vari tipi di comportamenti) a farmi mettere quelle cause, di cui ora pago le conseguenze.
    Non entro nello specifico, ma, per esempio, ho una causa aperta con un ex datore di lavoro, iniziata anni fa, della quale non mi importa più nulla, ma non posso piu' tirarmi indietro.
    Secondo te, come è possibile volgere questa situazione a proprio vantaggio?
    Potrebbe essere una occasione per cominciare ad affrontare le mie paure anzichè scappare da esse?

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