Buddismo: niente per caso #3/9

Innocenza o responsabilità?

Per gli occidentali, comunque, l'idea di essere tutti nati con un preciso karma è veramente difficile da accettare, specie se si tratta di un karma che fa soffrire. A parte la difficoltà di credere di essere già vissuti (non ne abbiamo memoria), è ancora più arduo concepire che tutto ciò che appartiene alla nostra vita, persono i nostri genitori, sia stabilito in base a cause che noi stessi abbiamo posto in passato.
La prima fondamentale obiezione che la cultura occidentale muove al concetto di karma nasce da una specifica concezione dell'innocenza, con particolare riferimento all'idea di giustizia e alla purezza dei bambini.
La società democratica occidentale è progredita passando dal mondo di Animalità, in cui i forti controllavano i deboli, a quello di Umanità, in cui certe regole vengono riconosciute, anche se non sempre applicate. Attraverso secoli di evoluzioni culturale, i diritti umani e la protezione dei deboli sono diventati istituzionali, e sono penetrati nella nostra coscienza sociale per aiutarci a riconoscere ciò che è giusto e legittimo. In Occidente, dunque, la giustizia si basa sulle idee di uguaglianza e di responsabilità personale, da cui scaturisce la nozione di colpevolezza o innocenza. Appare poi addirittura grottesco il pensiero di un bambino che nasce già macchiato di un karma negativo, avendo egli stesso stabilito le cause della sua futura sofferenza.
La maggior parte delle società dedica particolare attenzione ai bambini, ma la società occidentale attribuisce all'immagine del bambino un ulteriore significato: la speranza di un domani migliore, in senso sia materiale sia spirituale.
Quindi l'Occidente oppone al concetto di karma una precisa idea di giustizia (sei innocente finchè non è dimostrato che hai trasgredito la morale sociale) e una radicata concezione dell'innocenza della «nuova vita» e di ciò che essa rappresenta: purezza, ottimismo e progresso.
A questo punto, però, dobbiamo desumere che i motivi per cui le persone subiscono sofferenze apparentemente immeritate possono essere soltanto tre: il volere di Dio o di un altro essere supremo, il puro caso, oppure il karma creato da esse stesse. (continua) (Richard Causton)

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