venerdì 2 dicembre 2011

Buddismo: dalla pratica alla teoria #7/7

Le tre prove

Nichiren Daishonin ha detto che ci sono tre modi per capire, valutare e giudicare gli insegnamenti religiosi e filosofici: le «tre prove». La prima è quella documentaria, e si riferisce ai testi e alle scritture di un particolare insegnamento. La prova documentaria del Cristianesimo è la Bibbia, quella dell'Islamismo è il Corano, e i Sutra sono i documenti del Buddismo.
La seconda, detta la «prova teorica», analizza con quanta coerenza una dottrina spieghi la realtà della vita tenendo conto del periodo storico nel quale essa è sorta.
La maggior parte dei credo religiosi e filosofici si limita a fornire queste due prove. Nichiren Daishonin ne aggiunge una terza, la «prova concreta». In termini di esegesi religiosa, ciò significa verificare gli effetti che la teoria in questione produce quando viene messa in pratica. In parole povere significa porsi questa semplice domanda: come funziona?
Alcune religioni chiedono ai propri fedeli di credere per fede anche agli aspetti che non possono essere dimostrati. In poche parole, avere una fede assoluta. Invece nel Buddismo di Nichiren Daishonin avere fede significa soprattutto agire, e quindi anche praticare. La fede profonda nelle formulazioni teoriche viene raggiunta in seguito, dopo avere sperimentato che questa pratica porta a ottenere risultati che rappresentano le «prove concrete».
Ricorriamo ancora una volta a un'analogia: un amico ci consiglia di vedere un certo film: gli si dà retta se si ha fiducia nel suo giudizio. Se dopo averlo visto ci troviamo d'accordo con lui, l'amico crescerà nella nostra stima e viceversa. In entrambi i casi è l'esperienza reale della visione del film che determina come ci comporteremo in futuro in analoghe circostanze.
Delle tre prove, la più importante, secondo Nichiren Daishonin, è la terza, perché per quanto una teoria possa affascinare, soltanto l'effetto (per esempio la trasformazione di una sofferenza) che si ottiene praticandola le conferisce una valore reale.
Per tornare alla nostra analogia dell'automobile, la prova documentaria puà essere simboleggiata dall'opuscolo pubblicitario che ci viene fornito dalla fabbrica, la prova teorica sono le chiacchere del concessionario che magnifica le straordianrie migliorie apportate rispetto al modello precedente, o addirittura la superiorità dell'auto che ci vuole vendere rispetto a tutte le altre sul mercato. La prova concreta scatta nel momento in cui si accende il motore e si parte. Se la macchina non risponde a dovere niente ci toglierà dalla testa che non abbiamo fatto altro che leggere e ascoltare delle menzogne. Infatti è proprio l'importanza della prova concreta che rende simile a una certa scienza il Buddismo di Nichiren Daishonin: ogni teoria scientifica viene automaticamente sottoposta alle tre verifiche, ma in ultima analisi è soltanto la dimostrazione della prova concreta che ne determina la validità.
Occorre aggiungere che la comprensione teorica del significato buddista della vita dà senso alla pratica di recitare Nam myoho renge kyo. Nichiren Daishonin infatti ha detto: «Esercitati nelle due vie della pratica e dello studio. Senza pratica e studio non può esservi Buddismo» (Gli scritti di Nichiren Daishonin, vol. IV, pag. 235). (fine) (Richard Causton)

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