È la tua vita stessa #3/5

Richiamare e manifestare la natura di Budda

La Legge mistica è la Legge fondamentale dell’universo e, in tal senso, ha un’universalità che trascende l’io individuale. Tuttavia, come si comprende dalla definizione che ne dà il Daishonin, «la mistica verità innata in tutti gli esseri viventi »esiste anche dentro la nostra vita. Essa è al tempo stesso dentro e fuor i di noi. Da un altro punto di vista, la Legge mistica è inerente alla nostra vita perché è la Legge onnicomprensiva che pervade ogni cosa nell’universo.


In Come coloro che inizialmente aspirano alla via possono conseguire la Buddità attraverso il Sutra del Loto, il Daishonin spiega così l’essenza di Myoho renge kyo: «Quanto a Myoho renge kyo, si chiama Myoho renge kyo il principio per cui la natura di Budda di noi persone comuni, la natura di Budda di Brahma, Shakra e delle altre divinità, la natura di Budda di Shariputra, Maudgalyayana e degli altri ascoltatori della voce, la natura di Budda di Manjushri, Maitreya e degli altri bodhisattva, e la mistica Legge che è l’illuminazione dei Budda delle tre esistenze, sono una sola identica cosa».
Myoho renge kyo, egli afferma, non è soltanto la nostra natura di Budda ma anche la natura di Budda di tutte le divinità celesti, degli ascoltatori della voce, dei bodhisattva e così via. Inoltre questa natura di Budda è identica alla Legge mistica alla quale sono illuminati i Budda delle tre esistenze.
Il Daishonin prosegue spiegando che recitare daimoku è una pratica con la quale “si chiama e si manifesta” la natura di Budda originariamente presente in tutti gli esseri dei dieci mondi: «Perciò, quando recitiamo una volta Myoho renge kyo, con questo singolo suono chiamiamo e manifestiamo la natura di Budda di tutti i Budda, di tutte le esistenze, di tutti i bodhisattva e gli ascoltatori della voce, di tutte le divinità come Brahma, Shakra e Re Yama, il sole, la luna e le miriadi di stelle, di tutti gli dei celesti e terreni, di tutti gli abitanti dell’inferno, degli spiriti affamati, animali, asura, esseri umani e celesti e di tutti gli altri esseri viventi. Questo è un beneficio immenso, incalcolabile».
Riguardo al significato di recitare il daimoku aggiunge: «Quando veneriamo il Myoho renge kyo che è nella nostra vita come oggetto di culto, la natura di Budda che è in noi viene richiamata dalla nostra recitazione di Nam myoho renge kyo e si manifesta. Questo si intende per “Budda”.»
L’espressione “chiamiamo e manifestiamo” si riferisce al significato profondo della Legge mistica. Con una bellissima metafora il Daishonin spiega questo principio di richiamare e rivelare la nostra natura di Budda interiore. «Per fare un esempio, quando un uccello in gabbia canta, gli uccelli che volano liberi nel cielo sono richiamati e si radunano intorno a lui. E quando gli uccelli che volano nel cielo si radunano, l’uccello in gabbia cerca di uscire fuori».
Il canto dell’uccello in gabbia è il daimoku recitato dalle persone comuni, imprigionate dalle catene dell’oscurità fondamentale, delle illusioni e dei desideri, che risvegliano in sé la fede nella Legge mistica. In altre parole, è il daimoku recitato con una fede determinata a vincere su tutti gli ostacoli e a diventare sicuramente felici grazie al potere della Legge mistica.
Il potere di un daimoku così forte e determinato richiama la natura di Budda in tutti gli esseri viventi. Non solo si manifesta la natura di Budda di Brahma, Shakra, dei Budda e bodhisattva di tutto l’universo, ma coloro che recitano Nam myoho renge kyo sono anche in grado di spezzare le catene dell’oscurità fondamentale e dell’illusione e di rivelare la propria natura di Budda. È il potere della nostra voce che recita Nam myoho renge kyo a collegare le nostre vite con la Legge mistica che pervade tutti i fenomeni dei tremila regni.
In Lettera a Niike il Daishonin spiega ulteriormente il significato di recitare daimoku atraverso la famosa analogia della mamma uccello e dell’uovo,paragonando la recitazione di Nam myoho renge kyo al calore della mamma uccello.
Dapprima nell’uovo c’è solo liquido, ma grazie al calore della mamma uccello si formano l becco, gli occhi e le piume, fino a che il piccolo riesce a spezzare il guscio, fa schiudere ’uovo e vola in cielo come sua madre. In questa analogia la sostanza contenuta nell’uovo appresenta la natura di Budda di tutti gli esseri viventi, e la mamma uccello è il Budda che conduce persone all’illuminazione. La recitazione di Nam myoho renge kyo è al tempo stesso a “voce della fede” delle persone comuni e una funzione dello stato vitale di Buddità.
L’avvertimento più importante del Daishonin riguardo all’ottenimento dell’illuminazione attraverso la recitazione di Nam myoho renge kyo riguarda il fatto che non dobbiamo considerare la Legge come qualcosa di esterno a noi perché, in tal caso, regrediremmo a quella divisione tra Budda e persone comuni che si ritrova negli insegnamenti precedenti al Sutra del Loto.

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