Come l’isola sta al suo mare

E-sho è abbreviazione di e-ho e sho-ho: sho è il soggetto, l’essere vivente, e è l’ambiente, letteralmente il sostegno, dal quale l’essere vivente dipende per la sua sopravvivenza e per le proprie attività vitali. Ho è la retribuzione karmica. Funi è abbreviazione di nini funi, due ma non due, e significa che, pur apparendo come due cose distinte nella realtà fenomenica, nella loro essenza sono una cosa sola. L’uomo e il suo ambiente sono inseparabili, nessuno dei due può esistere senza l’altro.
«L’ambiente è paragonabile all’ombra, l’essere vivente al corpo. Come senza il corpo non c’è ombra, così senza essere vivente non c’è ambiente. Inoltre l’essere vivente è formato dall’ambiente» (dal Gosho Sui presagi). Se il corpo è storto, anche la sua ombra sarà storta. Se vogliamo raddrizzare l’ombra, dobbiamo raddrizzare il corpo.
La teoria di ichinen sanzen spiega i tre regni dell’esistenza (san seken): ogni essere umano è formato dalla temporanea combinazione, determinata karmicamente, dei “cinque aggregati” (go-on seken:), le caratteristiche psicofisiche, che gli permettono di entrare in contatto con il suo ambiente, di influenzarlo e di reagire a esso. Inoltre, ogni individuo senziente sperimenta uno dei Dieci mondi e vive in relazioni con altri esseri viventi (shujo seken). Questi costituiscono sho-ho. Il luogo in cui vive (kokudo seken) è e-ho, che include sia l’ambiente naturale o geografico, sia l’ambiente sociale, e che manifesta i Dieci mondi in accordo con lo stato vitale degli individui che ci vivono: «Non ci sono terre pure e terre impure di per sé: la differenza sta unicamente nella bontà o malvagità della nostra mente» (dal Gosho Il raggiungimento della Buddità in questa esistenza).
Il principio di esho funi non nega che l’uomo sia formato e influenzato dall’ambiente (l’utero materno, gli alimenti, l’aria che respira, l’educazione che riceve, gli esempi, le compagnie che frequenta), ma insegna che anche l’ambiente è determinato dal karma e che ognuno di noi viene al mondo con i caratteri fisici e spirituali e con l’ambiente familiare, sociale e naturale, meritati con le sue azioni passate. È quindi un’illusione considerare l’ambiente e gli altri come esterni a noi, essi esistono nella nostra vita e fanno parte del nostro karma. Ne consegue che, cambiando il karma ed elevando lo stato vitale, anche il nostro ambiente cambierà.
Chi l’ha capito non potrà più lamentarsi del suo ambiente; recitando Nam-myoho-renge-kyo e sviluppando la propria Buddità, potrà trasformare il proprio ambiente nella Terra del Budda. Naturalmente ciò non vuol dire che basti recitare Daimoku. Prendendo coscienza della nostra responsabilità, dobbiamo far conoscere anche agli altri la mistica Legge affinché altre persone possano cambiare il loro karma e quello del loro ambiente, e dobbiamo anche contribuire attivamente al miglioramento delle condizioni naturali e sociali del mondo in cui viviamo.
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