Il Sutra del Loto #34

“Il segreto del Tathagata e il suo Mistico Potere" indica il grande potere benefico del Gohonzon

A un certo punto Shakyamuni dice ai suoi discepoli: «Io sono estremamente rigoroso quando si tratta di ricercare la verità». Allo stesso modo coloro che si dedicano alla Legge buddista dovrebbero distinguere accuratamente il vero dal falso, il bene dal male, il giusto dallo sbagliato. Il Budda dichiara apertamente la verità, guidando alla lotta con franchezza.
«Le vere parole del Tathagata» significa parole che portano a una profonda e duratura felicità. Nel capitolo Rivelazione Shakyamuni finalmente rivela la verità eterna, in accordo con la quale ha vissuto, per coloro che verranno al mondo dopo la sua morte. Spiega in particolare che, “parole vere” significa “il segreto del Tathagata e il suo mistico potere”, dichiarando a Maitreya e agli altri che egli sta finalmente per rivelare l’insegnamento segreto e i poteri e le funzioni del Tathagata.
Quanto al significato letterale del sutra, il “segreto” (giapp. hi-mitsu) del Tathagata è la rivelazione che Shakyamuni ottenne la Buddità nel remoto passato di gohyaku-jintengo. Questo viene definito “vero ottenimento nel remoto passato” (giapp. kuon jitsujo).
Dato che la sua vera identità non era mai stata rivelata né negli insegnamenti precedenti al Sutra del Loto né in quelli teorici (prima metà) del Sutra del Loto è detta “nascosta” (hi). E poiché è nota solo al Budda, è definita “intima” (mitsu). Questo è il segreto che Shakyamuni infine chiarisce nel capitolo Rivelazione.
La frase “il suo mistico potere” allude ai vari aspetti senza funzioni manifestati dal Budda che ottenne l’Illuminazione nel remoto passato per guidare e beneficiare le persone. Nel corso del capitolo egli spiega che, da quando ottenne la Buddità, egli è sempre apparso in diverse terre come diversi Budda per esporre insegnamenti e per compiere azioni per condurre all’Illuminazione.
“Il segreto del Tathagata” indica quindi il Budda che raggiunse l’Illuminazione nel remoto passato e “il suo mistico potere” le sue attività per guidare eternamente le persone alla felicità.
Da questo punto di vista, tutti i Budda non sono altro che funzioni del Budda che raggiunse l’Illuminazione nel remoto passato, perciò, nel contesto del sutra, quest’ultimo è il “vero Budda” mentre tutti gli altri, che di questo sono funzioni, sono “Budda provvisori”. Provvisorio qui significa ombra o traccia.

Commenti