Il Sutra del Loto #33

Il Discepolo ricerca l'insegnamento fondamentale del maestro

Molti sutra descrivono la drammatica scena dei discepoli che supplicano tre volte il Budda: subito dopo che Shakyamuni ebbe raggiunto l’Illuminazione, e ancora non sapeva se incominciare a predicare, Brahma (Bonten) lo supplicò tre volte di esporre la Legge e, analogamente, in Sul Mezzo egli inizia a insegnare la sostituzione dei tre veicoli con l’unico veicolo solo dopo che Shariputra gli ha rivolto tre richieste sincere. Questo perché, secondo la tradizione, una preghiera ripetuta tre volte indica che sta per essere impartito un insegnamento importante e sottolinea la profonda determinazione del Budda di diffonderlo.
Nel caso del capitolo Rivelazione, comunque, non si tratta solo di tre esortazioni: lo spirito di ricerca dei discepoli, come un torrente in piena, non conosce ostacoli ed è premiato con le risposte del Budda.
Il fatto che i discepoli implorino il Budda una quarta volta indica che Rivelazione supera di gran lunga tutti gli altri insegnamenti e allo stesso tempo suggerisce che la determinazione dei discepoli è così forte da toccare il cuore del maestro.
La ripetizione di allora all’inizio di Rivelazione, oltre a riferirsi agli sviluppi tra la preghiera dei discepoli e la risposta del Budda, trasmette anche un innalzamento dell’unità spirituale tra maestro e discepolo che si fondono in un’unica mente.
In questo allora viene a crearsi un equilibrio perfetto tra la compassione dell’uno e la determinazione degli altri, la saggezza dell’uno e la sincerità degli altri, le aspettative dell’uno e la crescita degli altri. In questo momento di perfetta unità tra maestro e discepolo un grande sentiero eterno si apre per l’eterna salvezza di tutti gli esseri umani.
Seguendo lo stesso schema domanda-risposta, nel Gosho Il vero Oggetto di culto Nichiren Daishonin spiega la natura del vero oggetto di culto per tutta l’umanità solo dopo che l’immaginario interlocutore ha ripetuto la domanda per quattro volte (Gli scritti di Nichiren Daishonin, vol. 1, pag. 246).
Secondo il Buddismo del Daishonin, dunque, in apertura del capitolo Rivelazione, il Budda originale Nichiren Daishonin esorta i discepoli a credere, accettare e praticare le “vere parole” del Budda, cioè Nam-myohorenge-kyo.
Quando recitiamo questo brano durante Gongyo ogni mattina e sera, in effetti stiamo impegnandoci a far avanzare il movimento di kosen-rufu in armonia con lo spirito del Budda originale, facendo al Daishonin il voto solenne di credere e diffondere il suo insegnamento, per aiutare gli altri a raggiungere l’Illuminazione.
Una persona dotata di grandissimo spirito di ricerca e capace di formulare promesse sincere, come richiede la nostra pratica, è un vero discepolo.
Noi dedichiamo la vita alla promessa di realizzare la nostra missione in questa esistenza, e il Budda originale segue attentamente tutti i nostri sforzi nella fede e le nostre azioni per kosen-rufu, lodandoci e proteggendoci.
Perciò la vita di chi sviluppa questo atteggiamento non conoscerà punti morti, avanzando all’infinito. Noi viviamo la nostra vita in assoluta pace con noi stessi, basandoci sul Gohonzon, sempre insieme al Daishonin.

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