Le basi della fede #8/10

Il significato del mandala Gohonzon

Nel Gohonzon, intorno ai caratteri “Nam myoho renge kyo - Nichiren”, il Daishonin aggiunge i rappresentanti dei dieci mondi per indicare che tutte le forme e tutti gli aspetti della vita, illuminati dalla Legge mistica, manifestano le loro caratteristiche positive e coesistono in armonia.
Recitare daimoku di fronte all’oggetto di culto, che ha al centro i cinque caratteri di Myoho renge kyo circondati dalla vita e dall’ambiente di tutti gli esseri dei dieci mondi, ci permette di riconfermare che la nostra vita è esattamente così, ovvero perfettamente dotata di ogni beneficio.
Mandala è infatti una parola sanscrita che significa “accumulo di benefici”.
Nichiren ha iscritto il Gohonzon – cioè il rotolo di carta di riso che custodiamo nelle nostre case – per permettere a ogni persona di percepire la Legge dentro di sé e di manifestare lo stato supremo della vita, ovvero la Buddità, nella propria esistenza.
Il Gohonzon è l’unica causa esterna che ci permette di manifestare la Buddità, ma tutto dipende dalla nostra fede. Con una forte fede la nostra vita si collega al Gohonzon e quando la Buddità dentro di noi viene attivata, istantaneamente siamo pervasi da una luce di speranza e sentiamo scaturire una grande forza.
La sua presenza materiale ci permette di allenarci costantemente a rafforzare la nostra fede e rappresenta lo stimolo quotidiano a far emergere la Buddità sconfiggendo l’oscurità fondamentale. Anche il modo in cui accogliamo e custodiamo il Gohonzon, dal momento in cui entra nella nostra casa e nella nostra famiglia, è importante per la relazione che creiamo con il Gohonzon e si riflette nella nostra vita.
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