Frammenti di attività

Vorrei spezzare una lancia in favore dell'attività Prometeo. Quando me la proposero, sulle prime non volevo accettarla perché non mi ci vedevo a stare sotto il sole, l'acqua e il vento per delle ore... mi dava un senso di monotonia. Ma ora che ho sperimentato di cosa si tratta non è affatto così. Questa attività mi ha dato la possibilità di creare tanti nuovi legami con membri provenienti da tutta Italia e da altre nazioni, di fare esperienze e di avere la possibilità di parlare di Buddismo con persone che si soffermano all'ingresso del Centro culturale anche solamente per curiosità o perché attirati dalla bellezza del nostro parco, curato da Sergio, coordinatore dei giardinieri volontari, provenienti da tutta Italia.
Di tutte le esperienze che ho fatto grazie a questa attività, ne voglio brevemente raccontare tre, per me molto significative.

La signora dei fiori

Un giorno si fermò una signora, con un piccolo mazzetto di fiori in mano, la quale mi chiese se poteva coglierne alcuni nel prato del Centro. Al mio rifiuto, spiegandole che anche noi non lo facevamo, mi raccontò il motivo della sua richiesta.
Aveva una figlia di ventiquattro anni, alla quale era stata diagnosticata una grave malattia e per questo motivo voleva comporre un bel mazzo di semplici fiori di campo, colti personalmente da lei, per donarli come offerta votiva. In quel momento mi venne in mente la frase: «Nam-myoho-renge-kyo è come un ruggito di un leone, quale malattia può essere un ostacolo?» (Risposta a Kyo'o, SND, 4, 149). Perciò le parlai della pratica buddista e riuscii a metterla in contatto con una signora che stava facendo il turno al centralino e che, guarda caso, aveva vissuto la stessa esperienza. Ringraziando il Gohonzon per avermi dato questa opportunità, tornai alla mia... "monotona attività"!

Il ragazzo indiano

Un'altra volta entrò un ragazzo indiano che non si soffermò neppure un attimo al box d'ingresso, al che lo richiamai. Mi raccontò che aveva recitato in passato Nam-myoho-renge-kyo e che voleva continuare a farlo; dopo quasi due ore, non avendolo visto uscire, andai a cercarlo. Lo trovai in saletta di recitazione, concentratissimo a recitare Daimoku. Parlai con lui e lo misi in contatto con uno dei miei figli (in famiglia siamo cinque, tutti praticanti) perché lo inserisse in un gruppo.

Universitari

Un giorno si presentò una coppia di giovani professori universitari francesi, non praticanti, chiedendomi se potevano visitare il Centro. Dissi loro che era possibile ma, mentre stavo per chiamare qualcuno che li potesse accompagnare, aggiunsero che erano in compagnia di alcuni studenti. A questo punto chiesi: «Ma quanti siete?». Mi risposero che erano trentadue più uno, l'autista del pullman. Anche in questo frangente mi venne in mente una frase del Gosho Il generale Tigre di Pietra (vedi SND, 4, 181). "Scagliai la mia freccia" con determinazione ed essa "colpì" i responsabili della segreteria i quali, assumendosi la responsabilità per eventuali incidenti, diedero il permesso di far entrare tutte queste persone. Andò tutto benissimo e in seguito una byakuren mi raccontò che uno studente in passato aveva praticato questo Buddismo per alcuni anni. Da allora... chissà!
Mi rivolgo alla Divisione uomini e vi invito a far parte di questa attività! Pensate che un membro giapponese, del quale ho come ricordo una foto fatta insieme, disse che al suo ritorno avrebbe proposto questa attività in Giappone.
Non abbiate paura che, come Prometeo, il vostro fegato sia dilaniato dall'aquila, al massimo sarete attaccati dalle zanzare tigre, oppure da due degli "otto venti": lode e biasimo (vedi Gli otto venti, SND, 4, 165)! (C. G.)

Commenti

  1. Grazie di cuore per queste bellissime esperienze. L'attività al Centro arricchisce e fa crescere oltre a portare tantissima gioia e soddisfazione.

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  2. tutto questo e' bellissimo la buddita e' l' essenza della nostra felicita'

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