Le basi della fede #2/10

Il Daimoku

“Daimoku” in giapponese letteralmente significa “l’essenza di un testo” espressa dal suo titolo. Nel Buddismo di Nichiren Daishonin si riferisce al titolo del Sutra del Loto nella sua traduzione cinese, Myoho renge kyo, e ne rappresenta il fondamento. Myoho renge kyo è, infatti, il nome della Legge universale alla quale Nichiren Daishonin si è illuminato.
Egli fece precedere al nome della Legge universale di Myoho renge kyo la parola nam, variante fonetica di namu, traslitterazione del sanscrito namas che significa “devozione”.
Perciò, recitando Nam myoho renge kyo risvegliamo e manifestiamo la nostra innata natura illuminata (o natura di Budda) che esiste nella nostra vita e in quella degli altri.
Il Daishonin descrive nel Gosho questo processo di trasformazione interna: Quando veneriamo il Myoho renge kyo che è nella nostra vita come oggetto di culto, la natura di Budda che è in noi viene richiamata dalla nostra recitazione di Nam myoho renge kyo e si manifesta. Questo si intende per “Budda”. Per fare un esempio, quando un uccello in gabbia canta, gli uccelli che volano liberi nel cielo sono richiamati e si radunano intorno a lui. E quando gli uccelli che volano nel cielo si radunano, l’uccello in gabbia cerca di uscire fuori. Così, quando con la bocca recitiamo la mistica Legge, la nostra natura di Budda viene richiamata e immancabilmente emergerà.
Scrive il presidente Ikeda: La recitazione del daimoku è la base di tutto l’insegnamento del Daishonin. Il suo Buddismo, a differenza delle scuole buddiste del suo tempo, non si basava sul culto di una specifica divinità o Budda; ciò che il Daishonin stabilì fu il mezzo per realizzare l’ideale del Sutra del Loto, il raggiungimento dell’illuminazione da parte di tutte le persone.
Nel Buddismo di Nichiren possiamo distinguere tra il daimoku della fede e il daimoku della pratica. Il primo riguarda l’aspetto spirituale della nostra pratica e consiste essenzialmente nella battaglia che ha luogo nel nostro cuore per contrastare la nostra condizione interiore illusa, od oscurità. È una battaglia contro le forze negative e distruttive interiori per aprire un varco nell’oscurità che avvolge la natura di Budda e far emergere la condizione vitale di Buddità grazie al potere della fede.
Il daimoku della pratica riguarda invece l’azione specifica di recitare Nam myoho renge kyo e di insegnarlo agli altri, gli sforzi che compiamo, con le parole e con le azioni, per la nostra felicità e per quella degli altri, che sono la dimostrazione tangibile della nostra battaglia interiore contro l’illusione e i nostri aspetti negativi interiori.
Quando la fede vince sul dubbio e sulle illusioni, il potere della natura di Budda viene risvegliato dal suono del daimoku e si manifesta spontaneamente nella nostra vita.
Il punto essenziale che differenzia il Buddismo del Daishonin dalle altre scuole buddiste del suo tempo è l’aver stabilito questo mezzo concreto per raggiungere la Buddità. Dalla prima volta che proclamò Nam myoho renge kyo fino al momento della morte Nichiren si impegnò ardentemente per insegnare questo supremo sentiero per l’illuminazione a tutte le persone della sua terra.
Di seguito si analizzeranno uno a uno i differenti ideogrammi e i loro molteplici significati.
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