Il Sutra del Loto #25

Una visione epica dell'eternità della vita

La vita è un enigma senza pari.
Cosa significa la nostra vita? Qual è la natura essenziale dell’esistenza? Da dove veniamo e dove andiamo? Ecco le domande fondamentali che ci poniamo come esseri umani. Ad onta della nostra ricchezza materiale, di quanto felici o spensierati possiamo sentirci, se cerchiamo di eludere queste domande, la vera felicità e la vera soddisfazione ci sfuggiranno per sempre.
È il capitolo Rivelazione della vita eterna del Budda (sedicesimo) a fornircene la risposta. Nichiren Daishonin dice: «Se non fosse per la presenza del capitolo Juryo, tutti i sutra sarebbero come un cielo senza sole e senza luna, come un regno senza re, come montagne e mari senza tesori o una persona senza anima» (Gli scritti di Nichiren Daishonin, vol. 5, pag. 137).
Se paragoniamo le altre scritture a stelle del cielo, questo capitolo è come lo splendore del sole e della luna. È re fra tutti i sistemi filosofici, è l’anima del Buddismo.
Se non fosse per il capitolo Rivelazione della vita eterna del Budda, come dice il Daishonin, tutti i sutra sarebbero come “erba senza radici” o “un fiume senza sorgente” (Ibidem).
Esso risponde perfettamente alle domande sulla vita poste dai sutra e, in generale, da ogni sistema di pensiero, filosofia e religione. E ora cominciamo a sviscerare l’essenza di questo grande dramma della vita, che recitiamo ogni giorno durante Gongyo.

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