La vita di Nichiren Daishonin #2/6

La proclamazione di Nam myoho renge kyo

Grazie a questa esperienza di studio e alla sua stessa illuminazione ebbe la profonda consapevolezza che l’insegnamento fondamentale di Shakyamuni fosse il Sutra del Loto, e che il suo titolo, Myoho renge kyo, fosse la Legge che permette il risveglio al vero aspetto della vita universale.
Tornato all’età di trentadue anni al tempio Seicho, il 28 aprile del 1253, con il nuovo nome di Nichiren (che significa sole-loto), tenne un sermone in cui confutò le dottrine delle altre tradizioni buddiste, in particolare della scuola della Pura terra, chiamata anche Nembutsu. Con voce risonante recitò Nam myoho renge kyo, proclamando che questa grande Legge era l’unico insegnamento capace di condurre direttamente le persone all’illuminazione nell’Ultimo Giorno della Legge. Questo evento è noto come la dichiarazione della fondazione del suo insegnamento e fu alla base del suo secondo voto, quello di propagare la Legge per la felicità degli esseri umani senza mai tirarsi indietro.
Affermando che le principali scuole buddiste dell’epoca (Pura terra, Zen, Precetti, Vera parola) erano basate su insegnamenti che, nell’Ultimo Giorno della Legge, non erano più validi e avrebbero portato alla rovina e non alla salvezza, si attirò l’odio di diversi esponenti del mondo politico e religioso.
La notizia della dichiarazione del Daishonin (il termine “Daishonin” è un titolo onorifico che significa “grande saggio”) arrivò anche a Tojo Kagenobu, signore del luogo e fervente seguace della scuola della Pura terra, che ordinò di arrestarlo.
Prevedendo l’aggressione, Nichiren riuscì a fuggire con l’aiuto dei suoi primi discepoli. Andò dai suoi genitori che vivevano nelle vicinanze e li convertì. Poi partì per Kamakura, sede del governo militare, che sarebbe diventata il centro delle attività di propagazione, e prese alloggio a Matsubagayatsu, dove cominciò a diffondere i suoi insegnamenti.
Scrisse alcune importanti opere, tra le quali Il conseguimento della Buddità in questa esistenza 1255.) In quel periodo il numero dei suoi seguaci aumentò e fu allora che si convertirono, tra gli altri, Toki Jonin, Shijo Kingo e Ikegami Munenaka.
Intanto il paese era afflitto da nubifragi e terremoti, ai quali si aggiungevano carestie, incendi ed epidemie. La popolazione era precipitata nella miseria e nella disperazione. Colpito da questi avvenimenti eccezionali, e per alleviare le sofferenze dei suoi connazionali, Nichiren decise di ricercarne la causa fondamentale nei testi buddisti. Giunse così a scrivere il trattato Adottare l’insegnamento corretto per la pace del paese (giapp. Rissho ankoku ron) che il 16 luglio del 1260 inviò all’ex reggente, Hojo Tokiyori, la persona più potente del governo.
Nel trattato si dichiara che la causa di quelle calamità era che la popolazione – sostenendo dottrine erronee e falsi maestri – aveva voltato le spalle al corretto insegnamento buddista. I sutra predicevano, infatti, che sette tipi di disastri avrebbero colpito il paese che si fosse opposto all’insegnamento corretto. Cinque di essi (pestilenze, cambiamenti straordinari nei cieli, eclissi lunari e solari, tempeste fuori stagione e siccità fuori stagione) si erano già verificati, gli ultimi due – la guerra civile e l’invasione straniera – sarebbero seguiti immancabilmente. Raccomanda perciò ai governanti di prendere provvedimenti immediati accettando e sostenendo il corretto insegnamento del Buddismo. Questa azione coraggiosa, chiamata “primo ammonimento”, scatenò nei suoi confronti innumerevoli persecuzioni.
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