Preziosa è la mia vita

Un giorno del 2008 incontrai Nam-myoho-renge-kyo. Fino ad allora ero una persona con gravi problemi. Soffrivo di una grave depressione e avevo tentato due volte il suicidio. Avevo "perso" mio figlio, che viveva con i miei genitori, convivevo con un uomo da cui avevo avuto un'altra figlia, ma era un inferno. Nonostante la sofferenza, sia fisica che psicologica, mi appoggiavo a lui perché ero convinta di non essere in grado di affrontare la vita da sola. Mi sentivo un vegetale, consideravo la vita un castigo divino. Da anni avevo anche perso ogni contatto con la mia famiglia d'origine a causa di banali litigi e per il mio carattere intrattabile, e io li odiavo per questo. Davo la colpa a tutti della mia infelicità, i problemi aumentavano di giorno in giorno fino a che, all'improvviso, successe qualcosa... mio figlio, mi telefonò e mi disse di recitare una frase: «Nam-myoho-renge-kyo». Lì per lì mi sembrò, in un momento di così grande sofferenza, una cosa banale e stupida. Ma decisi di provare e da quel momento iniziai la mia scalata verso la felicità. I benefici arrivarono subito e ripresi velocemente i rapporti con la mia famiglia scoprendo con gioia che anche mia sorella praticava questo Buddismo.
Il giorno in cui ricevetti il Gohonzon fu il più bel giorno della mia vita, anche perché in quell'occasione ebbi accanto tutte le persone più care. Da quel momento ho cominciato a pulire la mia vita attraverso la recitazione di tanto Daimoku forte e determinato, piano piano sentivo che qualcosa stava cambiando dentro di me. Cominciavo a non provare più quella forte sofferenza nei confronti del mio compagno. La mia pratica diventava sempre più assidua, e parlavo spesso di Buddismo agli altri. Mi fu proposto di entrare in un gruppo di protezione del Centro culturale, un'attività che feci per un anno e mezzo e che mi permise di sfidarmi in molti aspetti del mio carattere.
Uno dei miei più grandi obiettivi, l'indipendenza, era offuscato costantemente dal dubbio di non farcela. Un giorno mia figlia mi consigliò di fare domanda al comune per ottenere una casa dove andare a vivere da sola. Accettai il consiglio ma fui presto scoraggiata: avrei dovuto attendere almeno dieci anni. Aumentai il Daimoku, decisa ad arrivare in qualche modo a una soluzione. Ottenni una casa dopo due anni, completamente ristrutturata e con un affitto bassissimo. Ora finalmente vivo da sola e ho un lavoro.
Ma la battaglia più grande finora l'ho vinta qualche mese fa quando mi si presentò un grave problema di salute. Scoprii per caso una leggera secrezione al seno; in un primo momento non vi diedi molta importanza, poi recitando davanti al Gohonzon capii che dovevo fare qualcosa. Andai dal medico che mi fece fare subito degli esami. In quel momento mi resi conto che paura e angoscia mi pervadevano in maniera molto forte. La mia fede vacillava, ma recitai molto Daimoku. Fui assalita da mille pensieri sugli esiti degli esami che arrivarono: cellule tumorali, il mondo iniziò a crollarmi addosso. Contattai subito mia sorella che fin dall'inizio si rivelò il mio sostegno e incoraggiamento più grande e iniziai a lottare come un leone all'attacco. Con questa convinzione andai davanti al Gohonzon e dicendomi: «io voglio farcela, io voglio vincere!». Con questa forte determinazione nel cuore ho fatto l'ultimo esame definitivo con incredibile serenità, certa della soluzione.
E così fu. I medici sbalorditi cercarono invano di trovare una spiegazione. Questa esperienza mi ha fatto sentire il significato di credere nel Gohonzon, credere che il vero potenziale di tutte le persone è "la vita del Budda di gioia illimitata". Le parole di Nichiren mi hanno accompagnata durante questa battaglia: «Se non vuoi prenderti cura di te stessa, sarà molto difficile che tu guarisca dalla tua malattia. [...] Un giorno di vita è molto più prezioso di tutti i tesori dell'universo. Hai ancora molti anni davanti a te, e inoltre hai incontrato il Sutra del Loto. [...] Quant'è preziosa la vita!» (SND, 4, 90). Ho deciso di rafforzare la mia fede più che mai per dimostrare a tutte le persone che ognuno di noi può trasformare la sofferenza in gioia senza limiti. E con questa convinzione io ho deciso di andare avanti e so che questa gioia, amore e gratitudine che provo verso il Gohonzon non finiranno mai! (G. G.)(dati modificati)
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