Il Sutra del Loto #7

Una Pratica Per La Rivitalizzazione

Quando facciamo Gongyo e recitiamo Daimoku, celebriamo una cerimonia di lode al Gohonzon e alla grande Legge di Nam-myoho-rengekyo. Si potrebbe dire che Gongyo è un poema, un canto di sublime lode a Nam-myoho-renge-kyo, la Legge fondamentale dell’universo, e al Budda.
Allo stesso tempo, quando facciamo Gongyo lodiamo anche la vita eterna dell’universo e il mondo di Buddità inerente alla nostra vita.
«Quando ci volgiamo ad est salutiamo gli dèi buddisti che dimorano nei nostri cuori. In quello stesso istante questi pervadono tutto l’universo – disse una volta il presidente Toda –. Durante la seconda preghiera, si siedono dietro di noi. Se volessi salutarli, in qualunque momento, sia di notte che di giorno sarebbero tutti seduti dietro di me per salutare il Gohonzon. E questi dèi buddisti si adoprerebbero tutti per esaudire i miei desideri».
Quando veneriamo il Gohonzon, in quell’istante le porte del microcosmo che sta dentro di noi si aprono completamente al macrocosmo e possiamo provare un senso di serenità e di grande felicità come se abbracciassimo l’intero universo con lo sguardo. Sentiamo un grande senso di appagamento e di gioia che ci dà accesso a una grande e inesauribile sorgente di saggezza. Il microcosmo che è stato abbracciato dall’universo, a sua volta abbraccia l’universo.
Gongyo è una cerimonia del “tempo senza inizio” che ci rivitalizza dal più profondo del nostro essere. Pertanto è importante fare Gongyo ogni giorno con senso del ritmo e con cadenza – come un cavallo bianco lanciato al galoppo nel cielo. Spero che facciate Gongyo rilassati e freschi sia nel corpo che nello spirito e che pratichiate in modo da poter sperimentare grande soddisfazione e appagamento.

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